Musei nel Mezzogiorno: un convegno per guardare al futuro

Il teatro greco di Sitacusa è uno dei numerosi gioielli archeologici del Sud

Roma – È stata la sala Imperatori dell’Associazione Civita di Palazzo Venezia ad ospitare il convegno Opere per lo sviluppo:il patrimonio museale del Mezzogiorno, promosso da Invitalia con la collaborazione del MiBac (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) e del DPS (Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica).

Scopo dell’evento era soprattutto presentare i risultati di un progetto ideato dagli enti sopra nominati per potenziare e valorizzare istituti museale ed aree archeologiche nel Sud, per accrescerne la competitività e stimolare la nascita di attività imprenditoriali che sul territorio operino in sinergia con la promozione della cultura e, di riflesso, dell’economia del turismo.

Poli museali di eccellenza nel Mezzogiorno, questo il nome del progetto che, partito nel 2008, ha visto negli ultimi 12 mesi nascere e gettare le basi concrete per quasi cento diversi interventi che interesseranno 7 strutture museali in Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia: tra 18 candidate queste sono state ‘scelte’ come poli d’eccellenza su cui puntare ed investire per aprire al Mezzogiorno nuove strade di crescita.

Per potenzialità e competitività i Poli museali del Mezzogiorno possono raggiungere livelli d'eccellenza pari a quelli di altre regioni

Dopo il benvenuto del presidente di Civita, Antonio Maccanico, il saluto iniziale ai partecipanti è stato quello Ministro per i Rapporti con le Regioni e la Coesione territoriale, Raffaele Fitto. Nulla esprime meglio gli obiettivi del progetto e del convegno delle sue parole, quando sostiene che «per la crescita del Mezzogiorno è necessario che si attui un cambio di passo nell’attuazione delle politiche basato su selezione e concentrazione su interventi rilevanti e, quindi, sulla realizzazione di progetti di qualità, valutati sul piano della loro fattibilità, preparati tecnicamente e quindi appaltabili». In questa direzione si vuole e si deve lavorare concretamente per individuare le risorse atte a dare corpo ai progetti: la fase più complessa, probabilmente, ma stando alle dichiarazioni del ministro «L’impegno del Governo è a promuovere tutte le condizioni perché sia così».

Il sostegno delle istituzioni è ciò che pare davvero indispensabile per passare da progetti preliminari alla progettazione definitiva e quindi alle fasi operative. Questo è stato il pensiero espresso da  Domenico Arcuri, Amministratore Delegato di Invitalia, cui è seguito l’intervento del Capo del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, Aldo Mancurti. «Non è facile, ma certamente possibile» è la frase che sintetizza quanto esposto al convegno dalla guida del DPS, insistendo sul fatto che nel Mezzogiorno sia necessario un intervento capillare, a sostegno di un patrimonio diffuso che ha tutte le carte in regola per diventare risorsa e stimolo a processi di crescita per i cittadini  e le imprese.

Studi di fattibilità, analisi comparative tra musei italiani ed esteri, indagini sulla competitività dell’offerta museale nell’Italia centro-meridionale. Questi i temi affrontati dalle diverse personalità intervenute al convegno: Antonia Pasqua Recchia, Direttore Generale della Direzione generale per l’organizzazione, gli affari generali, l’innovazione, il bilancio ed il personale del MiBAC, il professor Paolo Leon, ordinario di Economia Pubblica all’Università degli Studi Roma Tre, Stefano De Caro, Direttore Generale per le Antichità del MiBAC e Giampiero Marchesi, membro del comitato scientifico dell’Unità di valutazione degli investimenti pubblici.

Affidate al Sottosegretario di stato del Ministero per i Beni e le attività culturali, Francesco Maria Giro, le conclusioni su quanto discusso e presentato in sala: «emerge dal convegno e dai positivi risultati di questo Progetto il ruolo decisivo della cooperazione istituzionale  e tecnica fra MIBAC e le amministrazioni che si occupano di sviluppo perché la tutela e la valorizzazione delle risorse culturali sia, soprattutto nel Mezzogiorno, leva di crescita e qualificazione territoriale, sociale ed economica. Occorre rafforzare, in questo quadro, tale cooperazione perché l’atteso sviluppo delle regioni meridionali avvenga sia attraverso l’attrazione di flussi turistici di qualità, quali sono quelli culturali, sia, soprattutto, attraverso una maggiore consapevolezza dei cittadini del Mezzogiorno del valore del patrimonio del loro territorio e del dovere di tramandarlo alle future generazioni».

Pompei: necessarie risorse per tutelare e salvaguardare, oltre che per investire nel nuovo

All’indomani del drammatico crollo che ha interessato l’area di Pompei, ci si domanda come sia possibile evitare altre catastrofi e se quanto prospettato da questo convegno possa trovare concreta attuazione nel rispetto delle necessità e delle priorità del nostro patrimonio culturale.

Perché servono risorse e finanziamenti per andare avanti e costruire qualcosa per il futuro, ma occorre salvaguardare quello che già c’è e che viene dimenticato e abbandonato all’incuria: crea meno consenso il consolidamento di ciò che esiste rispetto all’inaugurazione in pompa magna di una struttura nuova di zecca, ma il governo, di qualunque colore esso sia, alla storia millenaria del nostro Paese questo rispetto lo deve sopra ogni altra cosa.

Laura Dabbene

FOTO via/ http://www.scuolatesauro.it; http://www.generazioneitalia.it; http://www.fotografieitalia.it; http://www.dmsfinancing.it

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