Muore lo stilista Lee Alexander McQueen

È morto ieri  mattina, nella sua casa in Green Street a Londra, lo stilista Lee Alexander Mc Quenn. Aveva  40 anni

di Francesca Lancia

La notizia è stata diffusa dal Daily Mail che riporta le notizie rilasciate dalla sua casa di moda «È una tragica perdita. Al momento non rilasciamo dichiarazioni anche in rispetto della sua famiglia».

Nato nell’East End di Londra nel 1969, entra nel mondo della moda all’età di 16 anni, cominciando subito a lavorare per Anderson e Shepherd, in Savile Row, successivamente per Gieves & Hawkes e per i noti costumisti teatrali Bermans & Nathans, per poi approdare a Milano all’età di 20 anni e collaborare con Romeo Gigli.

Nel 1992 torna a Londra per completare la sua formazione presso la Saint Martin’s School of Art, mostrando fin da subito una creatività e un talento fuori dal comune, tanto da essere notato, a soli 22 anni, dalla nota giornalista di moda suicidatasi nel 2007,  Isabella Blow,  che lo prenderà sotto la sua ala protettiva.

Da qui una carriera in ascesa. Nel 1996 ottiene la carica di direttore creativo della maison Givenchy, dove rimarrà fino al 2001, ma è nel dicembre del 2000 che arriva la svolta, quando il Gucci Group, decide di acquistare il 51% del suo brand.

Inizia cosi la meravigliosa e conturbante carriera stilistica di un uomo, soprannominato “l’hooligans della moda”, che ha contribuito con le sue artistiche e innovative creazioni a portare una ventata di magia e novità nello statico mondo della moda.

Prima di andarsene prematuramente, ha presentato nel 2009 il suo ultimo e strabiliante show, che ha lasciato il segno rivoluzionando il concetto di sfilata.

Con la collaborazione del grandissimo fotografo Nick Knight, ha presentato la collezione Atlas Plant, con l’ultimo singolo di Lady Gaga “Bad Romance” come sottofondo musicale, rendendo lo spettacolo visibile a tutti in streaming su internet, non a caso per lui la moda era pura comunicazione, in tutti i sensi ma soprattutto con tutti i mezzi.

Ci ha abituato a sognare attraverso le sue sfilate e le sue creazioni proponendo una moda che va ben oltre il concetto di abito, una moda che unisce l’arte e l’immaginazione riuscendo a trasportare, in quelle che si possono definire vere e proprie opere, le sue geniali idee e sensazioni.

Sul web già si parla di suicidio, ma per ora l’unica cosa certa è che si tratta di una perdita che non lascia indifferenti i suoi colleghi, i suoi ammiratori e la moda stessa, che vede scomparire dalle luci della ribalta un uomo, un artista, ma soprattutto un visionario, uno dei pochi a saper riprodurre nella realtà ciò che la sua mente immaginava, regalandoci un ultimo dolce-amaro assaggio di quello che sarà il futuro della moda.

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