MotoGP, Losail: Rossi e Lorenzo si spartiscono i riflettori del GP del Qatar

Lorenzo Rossi Qatar MotoGP

Valentino Rossi e Jorge Lorenzo di nuovo insieme sul podio (yamahamotogp.com)

Prendete uno dei più grandi e più amati campioni della storia del motociclismo, rimettetelo in sella al mezzo che più gli piace, costringetelo a una rimonta dopo una sbavatura iniziale e, nel finale, obbligatelo allo scontro con la promessa del futuro a due ruote: ecco servita la ricetta del GP del Qatar più spumeggiante degli ultimi anni. Un Gran Premio che, per molti tifosi italiani (e non solo), significa innanzitutto il ritorno ai massimi vertici di Valentino Rossi. Sono però molti gli spunti offerti dal tracciato di Losail, al di là dei pur comprensibili entusiasmi per la ritrovata competitività del Dottore.

Valentino Rossi – Non è certo un caso se lo si è spesso descritto negli anni come un vero “animale da gara”: parte sin troppo carico e, nell’intento di riportarsi subito sui primi dopo qualifiche sotto le aspettative, compie un errore. Il Dottore si complica la vita ma lo spettacolo cordialmente ringrazia. La rimonta sul terzetto in lotta per il podio è infatti un vero show: Rossi cambia marcia e, nella seconda metà di gara, sfodera un ritmo che vuol dire presa certa degli avversari. Con quella cattiveria agonistica che è il suo marchio di fabbrica, Valentino si avvicina implacabile per sferrare poi gli affondi decisivi su Crutchlow e Pedrosa. È però il duello con Marquez il valore aggiunto della corsa: onore dunque al merito di Marc che, pur più impiccato rispetto a Rossi in questa fase della gara, risponde in maniera spettacolare all’attacco del Dottore per poi restargli abbastanza vicino da fargli capire che il suo meritatissimo secondo posto non si concluderà con una parata in scioltezza sotto i riflettori.

Jorge Lorenzo – Nell’entusiasmo generale per la rimonta di Rossi, il rischio è quello di non dare il giusto valore all’eccezionale prova del maiorchino, che centra in Qatar l’obiettivo dei 99 podi in carriera. Il campione del mondo in carica avvia il suo mondiale ricordando ai suoi avversari – se mai ce ne fosse ancora bisogno – che i suoi veri punti di forza sono la costanza sul passo e la consistenza. Non che il giro secco non gli riesca, come dimostra la pole conquistata di forza al debutto del nuovo format delle qualifiche, ma a impressionare è ancora una volta l’analisi dei suoi tempi in gara: gira forte da subito, con ritmi che in quel momento sembrano inarrivabili per chiunque altro in pista, e anche quando “rallenta” alla metà di gara, perché forte del vantaggio già acquisito, continua a martellare tempi notevoli. Un plauso particolare va poi anche alla sua intelligenza nel gestire premiazione e interviste: è il primo a complimentarsi con Rossi e, con i suoi 25 punti e la coppa del primo in cassaforte, non sembra dannarsi più di tanto del fatto che sia il team-mate a rubargli la scena mediatica dell’evento.

Marc Marquez MotoGP

Marc Marquez (@marcmarquez93 via Twitter)

Marc Marquez – Le immagini della sua spettacolare guida e le statistiche da record – più giovane pilota a podio nell’era della MotoGP 4 tempi– parlano per lui. Si temeva che potesse non avere la costanza di stare con i primi o che, tradito da impulso e nervosismo, potesse commettere qualche errore ma il suo talento è così puro da tamponare le falle della mancata esperienza.

Dani Pedrosa – Dopo un finale di stagione come quello del 2012 e test invernali sempre al top è forse il veterano Hrc la più grande delusione della corsa. Guai però a darlo già per spacciato e vittima illustre del talento del compagno di squadra: Marquez è sicuramente un cliente scomodo ma per Pedrosa, che fino allo scorso anno condivideva il box con Stoner, la concorrenza interna non è una novità. Per ora, le impressioni si limitano a un week-end nato storto e concluso con un eccesso di arrendevolezza. Giudizio quindi sospeso quello su Dani, che potrebbe riscattarsi già in Texas. Con un Lorenzo sempre pronto a cogliere il miglior risultato possibile e due avversari tosti e battaglieri come Rossi e Marquez, lo spagnolo non può permettersi il lusso di finire troppe volte giù dal podio se vuole davvero ambire al titolo iridato.

Cal Crutchlow – In una parola, generoso. Prova a stare con le Honda anche se sembra costantemente dover arrivare con la guida lì dove il suo motore non riesce. Finisce poi con il gestire male l’attacco subito da Rossi: un fine settimana così meritava qualcosa di più.

Andrea Dovizioso – In qualifica stupisce ma l’italiano non è tipo da facili entusiasmi e precisa subito che in gara, sulla distanza, sarà molto più difficile – se non addirittura impossibile – ripetersi. Detto, fatto.  In attesa che i risultati tornino ad arrivare anche la domenica, in Ducati si continua quindi a lavorare.

GUARDA IL VIDEO DELLA RIMONTA DI ROSSI

 Mara Guarino

Foto homepage via: yamahamotogp.com

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