Moody’s toglie la tripla A al Regno Unito. Schiaffo a Cameron

Regno Unito

Il Regno Unito perde la tripla A

Se il Regno Unito pensa che un’uscita definitiva dall’Unione Europea possa essere la soluzione a tutti i loro problemi, è probabile che le notizie delle ultime ore abbiano quanto meno fatto porre domande all’esecutivo inglese.

Moody’s ha tagliato il rating degli UK portandolo dal massimo livello Aaa ad un più contenuto Aa1, sottostimando le prospettive di crescita del Paese e considerando critiche le difficoltà che i leader politici inglesi stanno incontrando per trovare una soluzione al programma di austerità e il programma fiscale. Con un elevato debito pubblico e le prospettive di un peggioramento nei prossimi anni, Moody’s non vede possibilità di invertire la tendenza prima del 2016. George Osborne, Cancelliere del Exchequer e tesoriere del Regno Unito, non ha criticato il taglio del rating ma ha dichiarato che la decisione di Moody’s deve fungere da campanello di allarme per tutto il Paese, riportando l’attenzione del governo su uno dei punti più importanti e irrisolti in discussione. Molti analisti prospettano che la scelta presa da Moody’s spingerà il governo inglese a riprendere la discussione sul programma di austerità portato avanti dallo stesso cancelliere Osborne, e probabilmente provocherà qualche passo indietro rispetto alle scelte fatte finora in campo fiscale, visti i pochi risultati ottenuti negli ultimi anni in termini di ripresa economica.

Alla notizia del taglio del rating la sterlina, moneta unica della Gran Bretagna, ha perso circa lo 0,6% portandosi a 1,5163 dollari. La sterlina quest’ultimo anno è stata la moneta con il secondo trend più negativo del mondo, perdendo anno su anno circa il 5,6%. Il debito inglese fa segnare livelli altrettanto negativi e le analisi lo vedono al 98% del PIL per il prossimo anno rispetto al 90% dell’ultimo anno. Al contratio del taglio del rating, i titoli di stato inglesi vanno in controtendenza e sembra che gli investitori non abbiano dato peso, almeno finora, alle valutazione che hanno portato Moody’s a tagliare il rating degli UK. Effetto simile si sta avendo un po in tutta Europa dove i Paesi, anche meno virtuosi, stanno sperimentando uno spread contenuto rispetto a qualche mese fa.

Moody's

Come poi solitamente accade anche Fitch seguirà la mossa di Moody’s. Fitch ha dichiarato che mancare il target di debito indebolirà la credibilità degli UK e del suo programma fiscale. Al momento un taglio del rating è solo in studio e verranno rilasciati maggiori dettagli per il mese di marzo, una volta che verranno raccolti dati sulla fiscalità britannica e sui risultati dei piani messi in atto.

Il taglio del rating del Regno Unito dovrebbe mettere in rilievo come anche i Paesi più virtuosi, o presunti tali, siano soggetti alle leggi di mercato e che le loro scelte non siano sempre le migliori. Nemmeno un mese fa Cameron, primo ministro inglese, teneva un discorso a Bruxelles, dichiarando l’intento di indire un referendum per il 2017 per far scegliere ai cittadini della Gran Bretagna se rimanere o uscire dall’Unione Europea, a meno di una rivisitazione degli accordi che la legano al continente. Il taglio del rating potrebbe anche suonare come avvertimento: in questo periodo storico non c’è bisogno di una Gran Bretagna forte ma di un Europa salda e unita. Le conseguenze della crisi economica che ha investito il vecchio continente sono ancora vive e presenti. Ma come i Paesi meno virtuosi stanno facendo sforzi immani per recuperare terreno, quella parte d’Europa che ha sofferto meno dovrebbe massimizzare gli sforzi e compattare il continente. Il Regno Unito può giocare un ruolo fondamentale, ma solo se rimane nell’Unione Europea.

Antonio Tiritiello

Fonti foto: www.fundweb.co.ukwww.firstpost.com

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