Moody’s taglia il rating di sei Paesi. Italia slitta ad A3

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ansa.it

New York – L’agenzia di rating Moody’s declassa di nuovo l’Italia. La statunitense ha abbassato il rating del nostro Paese facendolo slittare da A2 ad A3 e lasciando intravvedere, per il futuro, nuovi tagli se la situazione nell’Eurozona non migliorerà.

Inoltre – suggerisce l’agenzia – è possibile che le riforme attuate dal Governo del presidente del Consiglio, Mario Monti, non andranno a buon fine.

Dunque, continua la rating, il giudizio nel suo complesso è negativo e neppure la recente missione statunitense del premier alla Casa Bianca pare abbia fatto indietreggiare Moody’s dal taglio. Monti, infatti, ricevuto la scorsa settimana dal presidente Barak Obama ha esposto a lui le misure per il rilancio dell’economia italiana, incassando il plauso dell’ospite di casa e concludendo la missione in USA con una visita a Wall Street, accolto con ogni onore. Ma l’incontro – fin troppo rimbalzato dai media europei ed italiani – non ha convinto l’agenzia di rating che oltre alle stime nostrane ha reciso la valutazione anche di Spagna (abbassata di 2 gradini: da A1 ad A3) e Portogallo (da Ba2 a Ba3), Slovenia, Slovacchia e Malta, minacciando anche il Regno Unito, Austria e la Francia di perdere la tripla A.

Quest’ultima in particolare aggraverebbe, così, la propria situazione finanziaria resa già difficile dal declassamento di Standard & Poor’s lo scorso gennaio.

L’Italia, secondo Moody’s, malgrado le manovre anti-crisi, è penalizzata dalle incertezze della situazione in Europa: il rischio default della Grecia, ancora possibile; le difficoltà dei vari leader europei di trovare degli aggiustamenti efficaci e strutturali per attuare una rete di protezione e di firewall tali da mettere al sicuro l’area euro; l’incapacità di garantire stabilità al sistema finanziario internazionale. Ma soprattutto, produrre una riforma delle istituzioni tale da rendere l’Europa una Federazione.

Moody’s, inoltre, aggiunge al quadro una sostanziale inadeguatezza della governance dell’Eurozona di stabilizzare le prospettive economiche dei singoli paesi in via di costante deterioramento, specie in alcuni Paesi tra cui l’Italia.

Tutto cio’ – chiarisce Moody’s – rischia di pesare ulteriormente ‹‹sulla già fragile fiducia dei mercati›› verso le nazioni con i maggiori problemi sul fronte dei debiti sovrani, perciò la situazione italiana spicca per precarietà.

La tenuta economica nostrana è insoddisfacente a causa della recessione e perdura il disordine nei conti pubblici, a partire dall’elevatissimo livello del debito pubblico che per essere rifinanziato necessita di costi troppo alti e di una mole di tasse presto insostenibile.

Ancora – sottolinea Moody’s – ad aggravare la situazione italiana, c’è un altro ‹‹rischio significativo››: il governo Monti potrebbe non centrare gli obiettivi di risanamento in ragione della marcata e persistente debolezza strutturale dell’economia del Paese. Quindi, sarà fondamentale quello che l’Esecutivo riuscirà ad ottenere riguardo alle riforme strutturali: dal rinnovamento del mercato del Lavoro alle liberalizzazioni.

Da ciò – avverte Moody’s – dipenderanno le prossime decisioni in materia di valutazioni-outlook.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

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