Moody’s e Standard’s & Poors abbassano il rating di Spagna e Fiat

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Il rating della Spagna è al limite della "spazzatura"

Madrid – Dopo le durissime proteste in piazza per il varo dei Presupuestos Generales, la legge finanziaria che prevede tagli alla spesa pubblica per oltre trenta miliardi di euro, arriva un’altra doccia fredda, forse la meno attesa, sulla Spagna. L’agenzia di rating Standard’s & Poors ha infatti deciso nella notte un ulteriore abbassamento del rating a lungo termine del debito sovrano di Madrid, portandolo da BBB a BBB-, con qualità di investimento medio-bassa, e appena sopra il livello di BB+, che corrisponde all’area di rischio speculativo.

Nel comunicato di S&P si legge: «Il ribasso riflette la nostra opinione circa i rischi sempre maggiori che l’economia della Spagna subisce a causa delle pressioni economiche. La Spagna vive una recessione economica profonda e severa che può portare all’aumento del malcontento sociale e a tensioni crescenti tra Governo centrale e autonomie regionali». Proprio il sempre maggiore conflitto tra la Moncloa e le varie Comunità Autonome ha portato l’agenzia a rivalutare in senso peggiorativo la tenuta del debito spagnolo, che soffre per le tensioni politiche, le quali «limiteranno, secondo la nostra visione, le opzioni politiche del Governo centrale».

La situazione economica e politica spagnola, è, a tutti gli effetti, particolarmente drammatica: la recessione, che pur quest’anno sarà contenuta entro un calo di poco inferiore al 2% del Prodotto Interno Lordo, proseguirà per tutto il 2013, con una perdita dell’1,3%, senza che i risultati delle esportazioni – in forte crescita – possano compensare «l’impatto di una domanda interna di lavoro in piena depressione e i risultati in calo della fiscalità».

Tra i cosiddetti Pigs (maiali in inglese, ma anche acronimo che indica Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna, e ai quali per alcuni mesi prima dell’avvento del governo Monti si era aggiunta l’Italia), la Grecia è quella che mantiene i dati peggiori, con un rating compreso tra C e CCC, i cosiddetti buoni spazzatura, e che si riflettono ampiamente sullo spread, che sebbene in forte calo rispetto agli ultimi mesi si mantiene vicino ai 1.700 punti base. Bene invece l’Irlanda, che sebbene oberata dal rating BBB+ ha visto ridurre il differenziale con i Bund tedeschi in maniera decisa, attestandosi sui 350 punti.

Le cose non vanno male solo per i governi: Moody’s, altra agenzia spesso contestata per gli effetti delle decisioni sui debiti, ha rivisto al ribasso la sostenibilità della Fiat, che passa dal livello Ba2 a Ba3, con outlook negativo. Stessa valutazione per le controllate negli Usa e in Canada, che passano da B1 a Ba3, con outlook negativo. Si prospetta dunque, anche a breve termine, una riduzione ulteriore del rating dell’azienda di Sergio Marchionne, che pure ha accusato l’Europa e le sue politiche economiche dei risultati meno buoni del previsto, annunciando la non ripresa del mercato dell’automobile nel biennio 2013-2014.

Stefano Maria Meconi

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