Monti-bis. Tutti pazzi per il Professore mentre l’impresa muore

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Il premier Mario Monti

Torino – Ci sono notizie – pur importanti – che scorrono via come acqua sotto i ponti. Poi ce ne sono altre che ticchettano con tale rumore da rendere difficile altri pensieri. Capita. Allora tanto per ristabilire le priorità, si dia la notizia che dovrebbe essere la principale e non lo è.

Ieri il presidente di Confidustria, Giogio Squinzi, ha partecipato agli Stati generali della Lega Nord organizzati al Lingotto di Torino. Squinzi è intervenuto per affermare quanto segue: l´imprenditoria italiana è al limite: ‹‹Stiamo morendo di fisco››.

Già da sola la battuta farebbe rizzare le orecchie a chiunque abbia un po’ di sale in zucca e sia in grado di intendere il senso delle parole, ma non basta. Squinzi ha precisato: ‹‹Anche perché su trenta miliardi di incentivi alle imprese private ne arrivano solo tre. Il resto va alle aziende del settore pubblico››. Che tradotto significa municipalizzate, cooperative, enti pubblici locali e statali, apparati semi privati e quant’altro. Insomma, tutto l’universo della politica; quel mostro nutrito a soldi pubblici che defeca poltrone e impieghi sui quali si definisicono clientele, preferenze elettorali, incarichi e politicume vario. In sintesi: il fantastico mondo in cui si muovo i Fiorito, i Lusi, i Belsito. Ma anche i Penati e i Bono.

Poi Squinzi ha continuato, spiegando implicitamente anche il perché della sua presenza agli Stati generali della Lega. La testa di Confindustria è d’accordo con il segretario del Carroccio, Roberto Maroni: si potrebbero tagliare gli incentivi alle imprese in cambio di una forte riduzione del carico fiscale, perché – insiste Squinzi – una tassazione al 57% è insostenibile. Per informazioni chiedere alla principale concorrente italiana sul piano commerciale e dell’export, la Germania, la cui tassazione è 20 volte inferiore. Partita impari. E tanto per spazzare via il campo da presunti corporativismi di Confindustria con la Lega, Squinzi ha sottolineato: ‹‹Se Monti si presenta e raccoglie la maggioranza per me va benissimo››. Ecco, appunto, non importa chi agisce ma qualcuno lo faccia.

Veniamo alla notizia più discussa della giornata che poi sarà la principale fino alla primavera del 2013: Monti-bis. Ne parlano tutti. I partiti sono in fibrillazione, i giornalisti in agitazione.  Le agenzie di stampa si susseguono. Pare che dal momento in cui il premier Mario Monti si è reso disponibile ad un nuovo mandato, previa nomina, nessuno riesca a parlar d’altro, a pensare ad altro. Così se ne leggono di ogni colore. Roba a tratti incredibile.

Per esempio la lieta novella di Monti è riuscita a ricompattare il Fli di Ginfranco Fini e il Udc di Pierferdinando Casini, unione defunta con lo scioglimento del Terzo Polo, mesi fa. Si attende a breve anche la riapparizione dell’Api di Francesco Rutelli e la lieta Annunciazione della lista Monti, su cui si vuol riportare il professore a Palazzo Chigi (o al Quirinale, dipende come butta all’interessato) avrà i suoi tre Re Magi. Mica finita.

Il Pd è in mobilitazione organizzata: i moderati non vedono l’ora di mollare i progressisti arrabbiati e compattare un grande centro di andreottiana memoria che tanto in Italia le balene bianche son dure a morire. Il Pdl non è da meno: Silvio Berlusconi in testa pare vedere nella rinomina di Monti la speranza di non veder naufragar definitivamente il centrodestra e, magari, provare pure a ridargli vigore, che tanto lui è un’ottimista per natura.

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Giorgio Squinzi

Persino una mente lucida come Stefano Folli, sul sito de ilsole24ore.it si anima e polemizza con il segretario del Pdl Angelino Alfano che pare l’unico a ricordarsi che per essere eletti, almeno un po’ di campagna elettorale serve farla e una candidatura suggellata da voti sarebbe cosa gradita. Invece Folli folleggia: ‹‹[…] Cosa vuol dire che Monti per avere l’investitura si deve candidare? Il segretario del centrodestra dimentica che il premier è già in campo. È un senatore a vita che ha dato la sua disponibilità a guidare ancora il governo. E sta prendendo forma un’alleanza eterogenea che condivide tale scelta››. E tanti saluti a tutto il resto.

Ora, ognuno dà alle notizie lo spessore che crede però tanta asimmetricità in argomenti così correlati lascia perplessi. Qualche appunto. Uno. Possibile che tra l’appello di Squinzi e i tanto chiacchierati sprechi della politica, nessuno veda l’inopportunità di tornare ad un centro di ex Dc e Ps già tristemente noto, senza un previo radicale taglio e riorganizzazione dell’apparto pubblico? Due. Possibile che la sopravvivenza dei partiti riesca sempre ad accantonar ogni altro argomento, soprattutto se scomodo? Tipo ricordare che l’S.O.S. di Confindustria è direttamente conseguente alle manovre Salva-Italia e le politiche di repressione fiscale di Monti? Tre. Possibile che Monti accetti di diventare ostaggio di un Governo politico, rappresentazione autoreferenziale di una classe politica litigiosa al punto da non riuscire neppure a darsi una convincente legge elettorale, preferendo le rinomine a tavolino?

Ecco, capita di sentire notizie così.

Chantal Cresta

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