Monti: “abbiamo perso i poteri forti”. Ora gli rimangono solo quelli deboli

monti

Mario Monti

Roma – Fuori i nomi. Dica il presidente del Consiglio, Mario Monti, chi sono i cattivoni che non lo guardano più con favore.

Il premier, in videoconferenza al 22esimo congresso nazionale dell’Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio) in corso a Palermo, ha colto l’occasione per una sobria polemica contro alcune figure autorevoli che, a suo dire, si sarebbero allontanate dall’agire dell’Esecutivo. Spiega il Monti pensiero: ‹‹Il mio governo ed io abbiamo sicuramente perso in questi ultimi tempi l’appoggio che gli osservatori ci attribuivano, spesso colpevolizzandoci, dei cosiddetti poteri forti perché non incontriamo favori in un grande quotidiano rappresentante e voce di potere forte e in Confindustria››. Capito i lazzaroni che prima colpevolizzano e poi se la filano? Fuori i nomi dei potenti che lo hanno scaricato. Il Corriere della Sera? Il Sole 24 Ore? Chi sono i bruttoni che osano impensierire il Sobrio? E soprattutto perché?

Per il buco di 3,4 miliardi che mancano al pareggio di bilancio, rilevato dal Tesoro due giorni fa? Roba che lascierebbe supporre che questi economisti sono bravi a far di grafico ma di conto proprio no? Sarà per l’aumento dell’IVA che in ottobre (ma forse anche prima) verrà imposta per recuperare quattrini? Per l’ennesimo monito della Corte dei Conti: troppe tasse creano il ‹‹rischio avvitamento›› – si legge nel Rapporto 2012 sulla finanza pubblica  - tra decrescita, mancato gettito e conseguente riduzione delle entrate fiscale, vedi buco di bilancio di 3 miliardi di cui sopra? Sarà per la crisi da terremoto in Emilia che mal gestita e priva di interventi mirati a fondo perduto di recupero e investimento, manderà a gambe all’aria il complesso economico della regione, pari a oltre l’1% del Pil nazionale? Saranno i crediti alle aziende non pagati? I suicidi da cartella esattoriale? La disoccupazione in aumento? La Fornero che piage? Quale mai può essere la ragione di tanta insensibilità nei riguardi di Monti? Che sarà pure rigido ma all’immagine da figo ci tiene, eccome. Tanto che senza i salamelecchi mediatici dei ‹‹poteri forti›› si deve essere accorto di un paio di cose piuttosto evidenti.

Uno – Il consenso popolare intorno alla sua figura è precipitato in modo vertiginoso e continua a scemare.

Due – La maggioranza che lo sostiene non ha più ragione di sostenerlo. Se ancora lo fa è solo per l’accordo distorto all’origine dell’Esecutivo: possibilità di governo in cambio del manteniemento dello status quo. Di questa intesa i migliori risultati, al momento, sono: silenzio sul taglio delle Province ed enti pubblici; nuova lottizzazione politica delle poltrone ai vertici Rai; passo indietro sul codicillo anticasta della legge anti-corruzione che negava l’accesso a poltrone pubbliche a tutti coloro che avessero ricoperto ruolo politico nei 3 anni precedenti. Un emendamento del ministro Filippo Patroni Griffi farà salvi gli ex parlamentari trombati che, quindi, potranno essere riqualificati in authority di prestigio. Infine il caos sul ddl Giustizia che dovrebbe definire la responsabilità civile dei magistrati e che pare non modificherà di nulla il rapporto tra Stato e toghe.

Ora, resta da capire quanto questa intesa possa ancora reggere. Il premier inizia a dubitarne, ecco forse spiegato il perché dello sfogo davanti ad una platea di suoi pari, banchieri, poteri forti anche quelli e per questo molto vicini all’Esecutivo.

Il presidente del Consiglio è in cerca di alleati in casa, giacché sta perdendo gli altri. Tra quelli politici gliene sono rimasti giusto 3: Pierferdinando Casini (Udc), leader di una coalizione, il Terzo polo, autodecapitata. Silvio

bersani
Pier Luigi Bersani

Berlusconi (padre nobile del Pdl) a caccia di pazze idee per rilanciare un partito defunto e Pier Luigi Bersani (Pd). Il più inguaiato di tutti. Uno che giura che l’Esecutivo arriverà fino al 2013 e poi si affretta a ricordare che comunque si presenterà alle primarie del Pd contro il compagno rottamatore Matteo Renzi. Uno che vive nel dubbio atroce tra reggere un Governo mollato da tutti o rischiare di perdere la seggiola del Pd e pure quella a Palazzo Chigi. Uno che si spertica a rilasciare interviste al Tg1 sostenendo che tante delle misure del Governo non gli piaccino ma che il Partito democratico vota per ‹‹il bene dell’Italia››. Che sarebbe pure un controsenso detto dal leader di un partito che potrebbe vincere le elezioni anche domani. Dunque, seguendo il filo: se Monti fa del bene, il Pd non potrebbe fare altro che del male? Non ne imbroccherebbe una? Non durerebbe una settimana? Ecco appunto, il più inguaiato di tutti.

Chantal Cresta

foto || agi.it; ansa,it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews