Monti a pranzo da Berlusconi e appello di Napolitano. Le ultime ore del Governo?

Mario Draghi: è stato in mattinata a colloquio da Monti a Palazzo Giustiniani

ROMA – Mario Monti, forse presto nuova guida del governo, ha avuto una mattinata intensa nel suo ufficio di Palazzo Giustiniani. Per oltre un’ora è stato a colloquio con Mario Draghi, neopresidente della Banca centrale europea, e dopo avrebbe incontrato anche il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ed Enrico Letta. Infine, verso le 13.45, l’arrivo a Palazzo Chigi per un pranzo con Silvio Berlusconi, su invito dello stesso premier come diffuso dall’ufficio stampa del Senato.

Nelle stesse ore il presidente della Repubblica lanciava un nuovo appello alla coesione sociale del Paese, in dispensabile per affrontare la difficile sfida  alla crisi finanziaria ed economica sia interna che internazionale. Napolitano non ha usato eufemismi: «Occorre che tutte le forze politiche agiscano con senso di responsabilità, mediante proposte capaci di conciliare il rigore necessario per ridurre il debito pubblico con la promozione della crescita, distribuendo equamente i sacrifici. Bisogna evitare facili vie d’uscita in illusori e poco lungimiranti localismi».

Il capo dello Stato attende entro sera al Quirinale Silvio Berlusconi, per quelle che ormai sembrano le sue sicure dimissioni. Manca soltanto un elemento chiave, l’approvazione in Parlamento della legge di Stabilità a cui stamane la Commissione Bilancio della Camera ha dato il via libera. Verso le 12,30 sono iniziati in lavori nell’aula di Montecitorio .

Se il presidente del Consiglio si dimetterà oggi, domani Napolitano procederà con le consultazioni per arrivare, probabilmente già entro la giornata, ad assegnare il nuovo incarico. Quello di Mario Monti, neosenatore a vita ed ex commissario europeo, è per il Colle e per tutte le opposizioni l’unico candidato, e anche l’Italia dei valori pare disponibile a dare il suo appoggio. Divisione invece nel Pdl, con la Lega Nord che ribadisce il no deciso, mentre possibiliste suonano le parole di Ignazio La Russa («Le valutazioni possono incrociarsi. Di  un governo provvisorio attui immediatamente quello che chiede l’Ue si può discutere») e Fabrizio Cicchitto («Una delle ipotesi è quella di Monti, ma da parte nostra c’é ancora una discussione su cosa succederà dopo le dimissioni del presidente del Consiglio»).

Ma quale potrebbe essere l’altra ipotesi? Angelino Alfano come vorrebbe Berlusconi che, si è appreso da fonti a lui vicine e fedeli, si è sentito escluso dalle trattative per la formazione del nuovo esecutivo e, soprattutto, tagliato fuori anche dalla definizione  del programma che il Pdl dovrebbe votare? Oppure Lamberto Dini, candidato compromesso che persino il Carroccio sarebbe disposto ad accettare?

La soluzione del toto-premier sembra ormai questione di ore.

Redazione

foto www.wakeupnews.eu

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