Montauk Hotel, stanza 016 – Sua Maestà Elisabetta I Davis

Il Montauk Hotel riserva una stanza a Bette Davis e all'analisi della sua duplice interpretazione della regina Elisabetta I d'Inghilterra

Un ritratto della Regina Elisabetta I (alkymy.it)

Un ritratto della Regina Elisabetta I (alkymy.it)

La ricerca di un personaggio è una cosa impegnativa per un attore. Esistono tecniche recitative ben precise che impongono all’interprete di fare sue le abitudini, i gusti, le emozioni del personaggio. Altri si lasciano andare, seguono le proprie emozioni facendole diventare parte del personaggio, anche se non ne sono coerenti.

Sono tecniche che si usano per ricercare un personaggio. Cosa accade, però, quando all’attore viene chiesto di ripetere un ruolo? Non stiamo parlando di saghe o sequel. Alcuni attori, hanno interpretato, a distanza di tempo e in film, più o meno indipendenti gli uni dagli altri, lo stesso personaggio. Si pensi a Romy Schneider: nel 1957 termina la sua trilogia su Sissi di Marischka e nel 1972 riprenderà i panni dell’imperatrice austriaca in Ludwig di Visconti. Altro esempio è Michael Sheen, il quale per ben tre volte indosserà i panni dil Tony Blair. Tra gli esempi più celebri vi è da citare Bette Davis che due volte, a distanza di sedici anni, ha dato il volto alla regina Elisabetta I d’Inghilterra: ne Il conte di Essex e ne Il favorito della Grande Regina.

IL CONTE DI ESSEX (SPOILER ALERT)– Nel 1939 Bette Davis interpreta per la prima volta Elisabetta I. L’attrice aveva da poco ritirato il suo secondo Oscar quando interpreta la protagonista ne Il conte di Essex, insieme ad Errol Flynn e Olivia de Havilland. Il film narra la (presunta e romanzata) storia d’amore tra Robert Devereux, conte di Essex, ed Elisabetta I; un amore che non conosce pace, per via dell’orgoglio di entrambi e la forte ambizione di Devereux. Questi, infatti, ritiene di poter essere un buon sovrano per l’Inghilterra: possiede natali più nobili di quelli della regina («Ho origini più pure di Elisabetta: i conti miei antenati erano accanto al ceppo con re Giovanni»), ha compiuto imprese militari nobili e di successo e, inoltre, le guerre che si combattono, come quella con la Spagna, sono talmente «sciocche e femminili che solo una donna poteva intraprendere».

Sono fuori discussione, però, i suoi sentimenti verso Elisabetta: «Io la amo. La odio. Io la adoro» dice durante il film. La sovrana, invece, è combattuta dal fatto che, per quanto ami Robert, non può permettere che un suddito la eclissi. Più volte i due litigano e più volte si riappacificano, creando le ire di alcuni cortigiani. Quando Robert parte per l’Irlanda, per ordine della regina, per calmare una rivolta, i due si scrivono, ma le lettere vengono intercettate dai cortigiani, che scambiano lettere profonde, amorose e di richiesta con frasi banali e di circostanza. Persa la guerra, Robert torna in Inghilterra più furioso che mai e, adirato con colei che l’ha abbandonato nel momento del bisogno, decide, con una parte dell’esercito a lui fedele, di marciare verso palazzo reale e prendersi il trono con la forza. Elisabetta, ormai decisa a rispettare il dovere del suo ruolo, lo fa arrestare e, a caro prezzo, lo condanna a morte.

Bette Davis nei panni della Regina Elisabetta I (ivid.it)

Bette Davis nei panni della Regina Elisabetta I (ivid.it)

L’INTERPRETAZIONE – Bette Davis dà voce ad una sovrana tormentata. È tormentata dal suo ruolo di regina. Lei è su quel trono “in nome di Dio” e, per lo stesso, deve proteggere l’Inghilterra, suo unico e autentico figlio. È tormentata dalla sua età. La distanza tra lei e Devereux la rende insicura: da citare la scena delle ballate, dove lei, presa da un attacco di repulsione verso se stessa, rompe gli specchi e ordina di farli sparire.

È tormentata dall’amore, che non è come lo vorrebbe lei. Il fatto che Robert preferisca la sua ambizione a lei, crea nella sovrana una morsa nel cuore: ci ricorda che la regina è pur sempre una donna e ci mostra il dolore nell’offesa di una situazione del genere. Lei, però, crede nell’amore: lascia parlare la damigella Margaret del suo innamorato, sorride con lei e piange per lei quando questi cade in battaglia, sapendo quanto soffrirà («Povera ragazza. Povera ragazza» dice durante l’accaduto). Ed è proprio questa “fede” nell’amore che la porta a distruggersi definitivamente quanto Robert decide di scegliere l’ambizione. Agisce da sovrana e non da donna, mette da parte le emozioni per far posto all’astuzia: la nazione è salva, ma il cuore di Elisabetta è più duro che mai, se non morto con Essex.

IL FAVORITO DELLA GRANDE REGINA (SPOILER ALERT) – Nel 1955, Bette Davis riprende i panni della “Regina Vergine” ne Il favorito della Grande Regina, insieme a Richard Tood e Joan Collins, diretti da Henry Koster. Il film, ricco di dettagli storici, prodigo nei costumi e negli arredi autentici del periodo, possiede anche questa volta la trama un po’ romanzata, dando però spazio a un triangolo amoroso.

Walter Raleigh (Todd) giunge a Londra per parlare con la Grande Regina, la quale rimane affascinata dai suoi modi e decide di farlo diventare capo della sua Guardia del Corpo. Le ambizioni dell’uomo sono diverse: vuole andare nel Nuovo Mondo con navi disegnate di suo pugno. La regina ha però un debole per l’uomo e non ha intenzione di mandarlo via. La miccia esplode quando Raleigh s’innamora di Lady Elisabeth Throgmorton (Collins), una delle dame della sovrana, e la sposa. Nella corte di Elisabetta vige, però, la regola che i cortigiani devono essere completamente devoti solo alla Regina. Questa, infatti, saputo lo smacco, pazza di gelosia, decide di chiudere Raleigh nella Torre e condannarlo a morte. La sapienza della sovrana, però, alla fine, avrà la meglio sui suoi sentimenti e il lieto fine sarà assicurato.

Bette Davis nei panni della Regina Elisabetta I (nefertara.buzznet.com)

Bette Davis nei panni della Regina Elisabetta I (nefertara.buzznet.com)

L’INTERPRETAZIONE – Al contrario della prima pellicola, il pubblico vede una sovrana più cattiva: non vuole sentir parlare d’amore, se non verso se stessa. È fortemente egocentrica e capricciosa: vuole Raleigh come un bambino vuole un giocattolo che non ha. È conscia, anche questa volta, della sua età («Sono vecchia? Ho l’aspetto di una vecchia?» chiede a Raleigh), ascolta le adulazioni e le offese.

Nel primo film il pubblico quasi giustifica il gesto della sovrana, calpestata dall’orgoglio di Essex. Qui è quasi un’antagonista che si mette in mezzo a Walter e la sua donna solo perché Walter gli è fedele solo come cortigiano e non come uomo (posizione che lei preferirebbe). Bette Davis interpreta, in quest’occasione, una sovrana magistrale. Il tempo trascorso da quel lontano ’39 fa maturare nell’attrice, insieme alla sua capacità recitativa, anche il personaggio di Elisabetta.

La prima differenza che salta agli occhi è la camminata. L’attrice si muove senza la minima eleganza: ciabatta, naviga nei suoi vestiti ed ha un atteggiamento quasi mascolino. Eppure, Bette Davis riesce a darle un’aria distinta e regale, grazie agli occhi e all’aria austera. È una donna che si beffa dei diplomatici (da citare la scena del salasso, praticato per un mancamento, che lei utilizza per sbarazzarsi dell’ambasciatore francese e siglare un patto con Caterina de’ Medici, allora regina di Francia), sicura di se stessa, cosciente del suo ruolo e della sua potenza: più volte dirà con fierezza «Io sono il regno», quasi anticipando quell’assolutismo monarchico che quasi un secolo dopo succederà alla regina nelle monarchie di tutta Europa. La vera forza del personaggio di questa Elisabetta sta, questa volta, non nel tormento quanto nella solitudine amorosa. Elisabetta si sente sola, nessuno le tiene testa e nessuno è in grado di fermare i suoi capricci. Raleigh l’affascina perché la contrasta, non è un leccapiedi e si comporta coerentemente con se stesso. E anche questa volta Elisabetta metterà da parte il suo essere donna, dando precedenza al suo ruolo di Regina. Un tormento che nel primo film si vede chiaro nei suoi occhi, ma ormai non c’è più.

Queste due pellicole sono solo una scusa per ricordare una delle più grandi star di Hollywood. Una stella che merita una stanza tutta sua nel nostro Montauk Hotel. La stella Bette, diminutivo (coincidenza vuole) di Elizabeth. Due sovrane riunite, non solo da un nome, ma anche dal grande contributo che hanno dato. Possiamo affermare, perciò, “Lunga vita alla regina!”.

(Foto: alkymy.it / ivid.it / thcdn.com)

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