Montauk Hotel, stanza 002: “Indovina chi viene a cena?”

Locandina del film "Indovina chi viene a cena" (blogspot.com)

Locandina del film "Indovina chi viene a cena" (blogspot.com)

«Signore salvaci, questa casa è invasa dai negri!»

Questa frase è facilmente riconducibile ad un’offesa. È una frase razzista, maligna, orribile da dire e, soprattutto, da sentire. E se a pronunciarla, invece, fosse una donna di colore? Diventa una battuta. È su questo spirito che si basa la pellicola del 1967 di Stanley Kramer Indovina chi viene a cena? Una commedia ancora attuale, un “sempre verde” della cinematografia, che spiega perfettamente, in maniera esplicita e leggera allo stesso tempo, temi forti come il razzismo e la coerenza di idee.

La storia ha luogo a San Francisco verso la fine degli anni sessanta. Joanna Drayton e John Prentice ritornano da un viaggio alle Hawaii dove si sono conosciuti, in un attimo si sono innamorati e in ancor meno tempo hanno deciso di sposarsi. Joanna è una ragazza bianca, cresciuta in un’agiata famiglia dallo spirito fortemente liberale mentre John è un medico di colore stimato e conosciuto in molti paesi del mondo. La coppia sta andando a San Francisco per fare le presentazioni ai genitori di Joanna prima che John parta per New York e poi per Ginevra, dove lo attende un impegno di lavoro e dove lo raggiungerà una settimana dopo la giovane per poi sposarsi lì. La ragazza vorrebbe seguire l’innamorato senza attendere troppo, ma John, più grande e con più esperienza, vuole che entrambi i genitori di lei acconsentano senza riserve al matrimonio. Joanna, conoscendo gli ideali e i modi di fare dei suoi genitori, accetta il volere di John con tranquillità e senza preoccupazioni. Arrivati a casa, però, il benvenuto non è dei migliori. La prima a salutare il ritorno di Joanna è Tilly, la governante di colore, che mostra un’ostilità per niente velata nei confronti di John. La donna, infatti, ritiene che una persona appartenente alla sua “razza”, non debba «mettersi a un livello che non gli compete».

In quel mentre ritorna la madre di Joanna, Christina, la quale, inizialmente cullata dalle parole amorose della figlia, rimane scioccata alla vista di John, ma mette presto da parte le preoccupazioni e le paure e inizia a sorridere per il loro futuro, vedendo la gioia e l’entusiasmo negli occhi della figlia. Con l’arrivo di Matt, il padre di Joanna, le cose si complicano. L’uomo inizialmente non capisce cosa sta accadendo intorno a lui, ma appena ci riesce, deve constatare che l’avvenimento non lo giova per niente, malgrado le sue idee liberali. Per aggiungere carne al fuoco, John fa sapere in separata sede ai due genitori che, in caso loro avessero obiezioni, il matrimonio, che Joanna dà per certo, non si farà poiché non vuole mettere la ragazza nella condizione di scegliere tra lui e loro. Nella confusione intervengono altri due personaggi dai poli completamente opposti. Da un lato c’è Monsignor “Mike” Ryan, prete cattolico e amico di lunga data di Matt. Il parroco, presentato come una figura bonaria e sorridente, viene a far visita alla famiglia e, saputa la notizia, non vede malizia nel matrimonio tra i due; anzi afferma che i matrimoni “misti” da lui celebrati:

«spesso sono quelli che durano per sempre. Forse perché richiedono una maggiore dose di buona volontà e comprensione di quanta ce ne voglia per quelli abitudinari».

Dall’altro lato troviamo Hilary, collega di Christina, che viene a curiosare in casa e, avendo saputo di John, tenta di confortare Christina per lo spavento che le doveva essere avvenuto quando Joanna l’aveva avvertita di aver commesso «un’azione così stupida». Nel pomeriggio Joanna, che non sa cosa le sta accadendo intorno, nello scoprire che i genitori di John vengono a San Francisco per salutare il figlio e per conoscere lei, li invita a cena a casa di Matt e Christina. A inizio sera arrivano i genitori di John, i quali alla vista della giovane ragazza bianca reagiscono esattamente come Matt e Christina: la madre, inizialmente titubante, sorride al loro amore, il padre, invece, si dimostra contrario quanto Matt, forse di più. L’arrivo dei Prentice crea disagio ad entrambi i Drayton, soprattutto sapendo che la figlia sta preparando le valige e ha deciso di partire con John la sera stessa. Le prime a confrontarsi sono le due madri che si parlano e, capendo di pensarla alla stessa maniera, decidono così di parlare ai propri figli. Intanto anche i padri si confrontano e Matt, vedendo la forte avversione di Mr Prentice, inizia a capire quanto siano ridicoli, per quanto giustificati, i loro timori. Dopo una serie di scambi di battute fra i vari personaggi, tra cui un litigio generazionale tra John e suo padre, la scena clou arriva quando Matt si ritrova a parlare con Mrs Prentice. La donna, con le lacrime agli occhi, confessa a Matt di essere capace di giustificare l’atteggiamento di entrambi i padri perché

«gli uomini che invecchiano dimenticano, quando i sensi hanno perduto quella antica importanza, che esiste una cosa che si chiama passione».

Matt così apre gli occhi. Capisce di essere stato uno stupido vecchio e, dopo aver raccolto tutti in una sola stanza, mediante uno splendido monologo, riassume la giornata e mette in chiaro alcuni punti, comprese le sue titubanze, anche alla figlia che rimane a bocca aperta. Il vecchio genitore però ammette di essersi comportato da superficiale e che, tra i tanti problemi che la coppia dovrà affrontare in futuro, lui non è tra questi. Inoltre afferma che esiste solo una cosa peggiore di qualunque pregiudizio, cioè che la coppia, cosciente di ciò che fa, non si sposi.  Il film termina con Joanna e Christina che piangono fiere delle parole pronunciate da Matt, con John e sua madre sorridenti, con Mr Prentice che, scuotendo ancora la testa, si arrende, e con Matt che chiede sorridendo alla governante

«Beh Tilly, che diavolo aspettiamo a mangiare?»

Indovina chi viene a cena (blogspot.com 2)

Un fotogramma dal film "Indovina chi viene a cena" (blogspot.com)

Indovina chi viene a cena?, malgrado abbia vinto solo due premi Oscar, è uno dei film che la critica ha sempre definito “intramontabile”. La sua unicità è dovuta al fatto che affronta, in maniera molto dolce e commovente, degli argomenti che, purtroppo, sono sempre attuali. Ancora oggi, nella nostra situazione sociale e governativa, possiamo trovare qualcosa di questo film. Il primo tema è ovviamente quello del razzismo che (ahinoi!) resta una piaga insuperabile e indelebile. È facile per molte famiglie di oggi ritrovarsi nella situazione dei Dreyton, con gli stessi identici sentimenti: portare avanti un’idea, tramandarla alla propria prole e fare i conti con se stessi qualora la situazione si concretizzi. Attuale, soprattutto in questi giorni, è il tema della coerenza di idee, il cui personaggio simbolo è Matt. Interessante da citare su questo tema una scena-simbolo. Durante una passeggiata in macchina, Matt e Christina si fermano in un drive-in, perché Matt è convinto di esserci già stato e aver mangiato un ottimo gelato. Fatta l’ordinazione e giunto il gelato, Matt si stupisce del sapore e si stizzisce: non era come lo immaginava. Suona così il clacson per reclamare, ma prima che la ragazza venga a sentire la lamentela del cliente, Matt si ricrede e ammette che ciò che sta mangiando è buono lo stesso. Facile da capire il simbolo: il gelato rappresenta il pregiudizio di Matt che prima è convinto di reagire con tranquillità e poi, quando lo assapora, non gli piace. Il clacson è il suo livore iniziale, l’istinto. Poi però non si pente di ciò che fa e lo gusta con piacere. Altri simboli interessanti sono Monsignor Ryan e Hilary. Mike è la Fede, senza pregiudizi e sempre allegra, rappresenta un credente fiero di vivere e che gioisce a qualunque forma di amore e allegria. Hilary invece è il Pregiudizio, nella sua visione più provinciale e pettegola, che può essere sconfitto solo da chi ha forza d’animo e non teme di affrontarlo.

I pochi personaggi che compaiono sono tutti interpretati da attori celebri. Il personaggio di Matt è l’ultima interpretazione del due volte premio Oscar Spencer Tracy, che morirà pochi giorno dopo la fine delle riprese. John è interpretato dal premio Oscar Sidney Poitier. La vera regina della pellicola però è il personaggio di Christina, interpretato dalla divina Katharine Hepburn che, per quest’interpretazione, ricevette il secondo dei suoi quattro Oscar: record ancora imbattuto. La bravura dell’attrice sta nel creare un personaggio forte, sensibile e fortemente innamorato del marito. Le lacrime di gioia e le risate amare che la Hepburn dona a Christina sono una vera prova di attrice. Poco trasmessa nelle reti televisive, se non durante i pomeriggi quando la gente lavora e studia, la pellicola non è molto nota alle attuali generazioni. E questo non è certo positivo perché è un film che fa crescere, ridere e pensare. È il classico film che, quando lo si vede in televisione, si è tentati di cambiare canale, perché può apparire banale e scontato, ma se poi lo si guarda si finisce con il restarne abbagliati. In fondo non è questa la morale del film? Iniziamo, allora, a non avere pregiudizi di nessun tipo, neanche di fronte allo schermo televisivo.

(Foto: blogspot.com / csabadallazorza.vanityfair.it)

Francesco Fario

[youtube]http://youtu.be/N0x9wTZXDjg[/youtube]

 

 

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