Mondiali ciclismo: le pagelle del giorno dopo

Alberto Rui Costa, nuovo campione del mondo di ciclismo (grr.rai.it)

Alberto Rui Costa, nuovo campione del mondo di ciclismo (grr.rai.it)

Firenze – Ieri la corsa professionisti ha chiuso la settimana di campionati mondiali di ciclismo su strada in Toscana; un’edizione brillante, gestita benissimo dall’organizzazione fiorentina, da cui l’Italia ha riportato una sola medaglia, come sempre dal movimento femminile.
Veniamo a

Bettini – 6 Ha avuto coraggio ma qualcosa nella sua nazionale s’è inceppato. Il dopo Ballerini ricorda tanto il dopo Martini, con Fusi che inanellava una tattica sbagliata dopo l’altra. Ora il suo contratto è in bilico, anche se il c

onsiglio federale ha già risposto picche all’idea di accogliere Sciandri.

Cancellara e Sagan – 4 I due favoriti della vigilia non si sono visti. Stremati dal ritmo azzurro o dalla pioggia, sono stati fantasmi per tutta la giornata. Alla stessa voce c’è da aggiungere anche Gilbert, con una differenza: lui ha messo la squadra a tirare, salvo svanire nel finale.

L’Italia – 7 La conduzione di corsa della nazionale italiana è stata buona, sicuramente coraggiosa, ma non ha portato a nulla. C’è stata della sfortuna con la caduta di Scarponi, Paolini e Nibali a 35 km dalla conclusione, ma il dispiego di energia per fare la gara selettiva ha davvero pagato?

Nibali – 8 È sembrato quello più in forma di tutto il gruppo, quello con le gambe veramente buone per fare la differenza. Se non avesse perso le ruote di Rodriguez nella discesa – colpa della caduta, ha detto – forse in via Salviati le cose sarebbero andate diversamente. Ma il ciclismo non è fatto di “se” e di “ma”.

Percorso – 8 Meno difficile del previsto, la selezione è stata aiutata dalla pioggia. Via Salviati meno decisiva che nelle altre gare, ma è stata il teatro della rimonta di Nibali. Per il resto organizzazione perfetta.

Riprese Tv – 4 Non erano made in rai, scelta Uci. Una pessima scelta. La Rai produce meglio di tutti gli altri, neppure al Tour hanno la medesima competenza: provate a confrontare le immagini del Giro e del Tour e capirete. Ieri le telecamere su moto erano disposte nei modi peggiori e anche le scelte di regia sono state discutibili: non sapremo mai perché Nibali ha perso le ruote di Rodriguez, per dirne una.

Rodriguez – 4 La forma c’era, la testa pure: peccato che sia Rodriguez. Mai visibile in corsa, mai all’attacco se non con il suo solito scattino sull’ultimo passaggio da Fiesole, non è ciclista che infiammi le masse. Anzi: i commenti sui social network quando era a un passo dalla vittoria non erano lusinghieri. Ha una fama di poco coraggio e di gioco difensivo: tutta meritata.

Rui Costa – 9 Ha ottimizzato la situazione: l’indecisione di Valverde, l’impossibilità di Nibali, lo sprint superiore a quello di Rodriguez. Non era il più in forma, non era il più forte, non era il più astuto: ma ha atteso e messo a segno un colpo da campione. La stoffa l’avevamo vista al Tour, al traguardo non è stato una sorpresa.

La Spagna – 3 Mai visibili in corsa, non ha mai preso le redini di una gara che avrebbe potuto divenire. Come sempre accade in questi ultimi anni, la nazionale iberica s’è dimostrata un buon insieme di individualità mai ami una squadra. Il pasticcio finale tra Valverde e Rodriguez ha scritto una pagina da dimenticare per il ciclismo spagnolo.

Valverde – 2 Non è la prima volta che sale sul podio iridato e, questa volta, non ha sulle spalle solo la sua sconfitta ma anche quella di Rodriguez. Guarda Nibali e attende che sia lui a inseguire Rui Costa: un errore imperdonabile.

Vanotti – 8 Il voto è per lui e per tutti gli azzurri che si sono spesi come gregari nella prima parte della gara: bravi almeno quanto Nibali, non c’è dubbio. La gara l’hanno fatta loro.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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