Mondiali ciclismo 2013: Mohoric ancora campione

Il campionato del mondo di ciclismo under 23 (eatsport.com)

Il campionato del mondo di ciclismo under 23 (eatsport.com)

Firenze – La prima giornata della corse in linea a questi mondiali di ciclismo 2013 è passata e nessuna buona sorpresa è giunta da casa Italia. I titoli Under 23 maschile e Juniores femminile sono andati, rispettivamente, allo sloveno Mohoric e alla danese Dideriksen.
Ma l’attenzione è stata anche politica: c’era in ballo la presidenza dell’Uci – l’Unione ciclistica internazionale – che, un po’ a sorpresa, ha cambiato proprietario. Il voto, infatti, ha premiato non il presidente uscente, Pat McQuaid, ma il candidato britannico, Brian Cookson. Una decisione che potrebbe cambiare molto il futuro del ciclismo.

Under 23 – La vittoria ha arrivo allo sloveno Mohoric, un po’ fuori dal pronostico, perché al primo anno tra gli Under 23, anche se l’anno scorso era stato campione del mondo juniores: un talento naturale, che il prossimo anno correrà tra i professionisti, con la Cannondale.
Gara ricca di emozioni, non c’è dubbio: il finale, convulso e fornito di attacchi e contrattacchi, ha scritto una bella pagina di ciclismo. Lo sloveno, poi, è riuscito a staccare i francesi, tra i principali favoriti, precedendo al traguardo il sudafricano Menthjes e il norvegeso Enger. Villella sesto, miglior azzurro di tutte le gare iridate fin qui disputate.
Quel che ha detto davvero la corsa Under 23 è che il circuito in sé non è difficile e selettivo come si pensava; lo diventa, però, con il passare dei chilometri, quando salita dopo salita il gruppo si frantuma. Forse sarà così anche per la gara Elite di domenica, anche se quel giorno la qualità, la preparazione e l’esperienza dei partecipanti saranno completamente diverse. E, come sembra, potrebbe aggiungersi la pioggia a complicare la corsa.

Juniores femminile – È Amalie Dideriksen, danese diciasettenne, la nuova campionessa del mondo di ciclismo su strada per la categoria juniores. La giovanissima ragazza ha saputo inserirsi nella fuga vincente, partita quasi subito, nel primo giro, dopo soli pochi chilometri dal via di una corsa che, di chilometri, ne prevedeva 83: cinque ragazza al comando, con un vantaggio massimo di 2’35’’, e un gruppo incapace di rientrare, tanto che il titolo se lo sono conteso proprio le fuggitive. Un finale con sprint a tre, con la tedesca Knauer staccata sulla penultima ascesa per Fiesole e la colombiana Meneses che ha perso contatto in via Salviati per una foratura. Oro alla Dideriksen, dunque, argento alla Iakovenko (Russia) e bronzo alla Demynova (Ucraina). Male le azzurre, con il 23° posto di Ilaria Bonomi. Più indietro le altre.

Elezioni – Brian Cookson è il nuovo presidente dell’Uci; ha sconfitto con 24 voti a 18 l’altro candidato, Pat McQuaid, presidente uscente. Si tratta non solo di un avvicendamento ma di una sconfitta di tutta la linea politica dell’ultima presidenza: il progetto World Tour, che ha radunato i migliori tema e le migliori squadre, è stato un fallimento. Le energie e le risorse lì impegnate hanno congelato le altre competizioni, sminuito il valore di corse storiche soprassate in denaro da quelle cinesi o australiane, mentre i team piccoli si sono sentiti sempre più ai margini del movimento. Con Cookson la speranza è per un cambio di rotta che dia nuova linfa a tutto il ciclismo.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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