Mondiale ciclismo: vince Rui Costa, brillante Nibali 4°

Alberto Rui Costa, campione del mondo di ciclismo (wikimedia.org)

Alberto Rui Costa, campione del mondo di ciclismo (wikimedia.org)

Firenze – Rui Alberto Faria da Costa è il nuovo campione del mondo di ciclismo; ha conquistato il titolo oggi nella gara a Firenze. È il primo portoghese a vestire la maglia iridata, premiato da una gara accorta e da un finale splendido. Secondo Joquim Rodriguez, terzo Alejandro Valverde. Solo quarto Vincenzo Nibali, in splendida forma ma penalizzato da una caduta e da una tattica non splendida della nostra nazionale.
Sono state pioggia e freddo a caratterizzare questa edizione dei mondiali di ciclismo, fino agli ultimi giri: assieme alle accelerazioni italiane, sono stati questi gli elementi che hanno fatto davvero selezione in questa corsa.

Finale convulso – La corsa è esplosa sull’ultima ascesa a Fiesole, dove prima Scarponi e poi Nibali hanno attaccato, portando via un gruppo: discesa con il siciliano e Rodriguez davanti. Poi è lo spagnolo ad allungare e Nibali cede il passo proprio in discesa. Con il rientro di Valverde sull’azzurro, il piccolo vantaggio di Rodriguez diventa incolmabile, o quasi. In Via Salviati è lo sforzo di Nibali, ancora eccellente, a riportare sotto gli inseguitori, ma in una configurazione perdente per il ciclismo italiano: i due spagnoli e Rui Costa hanno stretto l’azzurro in una morsa da cui non c’è stata uscita.
Il mondiale 2013 se lo sono giocato loro, senza ulteriori intrusioni. L’allungo dello spagnolo è ripreso dal portoghese, che poi allo sprint brucia Rodriguez, conquistando un titolo splendido, che chiude la sua splendida stagione, già premiata con due tappe al Tour de France. Per la Spagna l’ennesima gestione pessima di una situazione di gara: in una situazione di assoluto dominio, i due spagnoli sono riusciti a farsi sfuggire un titolo che era già nelle loro mani.

Completamente svaniti i favoriti della vigilia: sull’ultima ascesa a Fiesole Sagan e Cancellara sono scomparsi e non sono sembrati mai davvero in corsa. Lì il merito si può dare all’Italia che, rendendo la corsa durissima, ha falcidiato il gruppo con il passare dei chilometri.

La nazionale – Quella degli azzurri è stata una gara d’attacco; fin dal primo giro sul circuito fiorentino, i ciclisti italiani hanno acceso l’inseguimento ai fuggitivi, con un ritmo incalzante che ha fatto la differenza, mandando a casa molti dei partenti. Quando la palla è passata al Belgio, Visconti ha saputo infilarsi nella fuga e riprendere i primi attaccanti: e forse l’errore è stato qui. Complice la sfortuna, con Visconti all’attacco troppo presto, la caduta che, togliendo di gara Paolini e stremando Nibali e Scarponi, ha cancellato le possibilità italiane di una vittoria. Un vero disastro, a vederlo ora, perché ha privato la nazionale italiana di punte ed energie, entrambi elementi preziosi nel finale. Troppe le energie spese nella prima parte, un errore che è costato caro ai nostri.

2014 – L’appuntamento con la maglia iridata è fissato per il 2014 in Spagna, a Ponferrada. Lì la nostra nazionale cercherà una vittoria mondiale che nel ciclismo manca all’Italia dai mondiali del 2008 a Verona.
La spedizione azzurra in questo mondiale è stata un disastro: si salva, come spesso accade, il movimento femminile, con il bronzo della Ratto, ma il nostro ciclismo paga gli scarsi investimenti e la poca accortezza tattica della nazionale maggiore.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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