Momento della verità per la Grecia

Samaras, Merkel, Hollande (foto ansa)

Atene - Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea e Parlamento Europeo, costituenti la troika, non che maggiore creditore delle Grecia, hanno da poco deciso di prendere una pausa di una settimana prima di dichiararsi sulla riapertura delle linee di credito per 240 miliardi di euro, bloccati dal mese di giugno.

Obiettivo da raggiungere sono gli 11,5 miliardi di euro che il governo greco deve apportare sotto forma di tagli alla spesa interna, che si aggiungono ai già non poco drastici tagli compiuti negli ultimi mesi. I tagli rimangono la chiave di volta per sbloccare i prestiti. La troika ha dichiarato che le trattative con il governo greco sono state produttive fino a questo momento, e il ministro delle finanze greco spera di raggiungere gli accordi sperati con il proprio governo prima della ripresa delle trattative con la troika tra una settimana.

Antonis Samaras, primo ministro greco, ha passato le ultime due settimane non soltanto negoziando con la troika la riapertura del prestito, ma anche discutendo in parlamento ulteriori tagli alla spesa, inclusi stipendi e pensioni per ulteriori 7 miliardi di euro. Misure necessarie – ha dichiarato Samaras – per guidare il paese fuori dalla recessione che da cinque anni affligge la Grecia e per fronteggiare una disoccupazione che colpisce ormai un quarto della forza lavoro del paese. Alla notizia dei prossimi tagli le principali sigle sindacali hanno manifestato in piazza con uno sciopero di 24 ore il 26 settembre.

Samaras ha risposto durante un’intervista a Roma alle critiche mosse alla coalizione di governo di non essere abbastanza unite per garantire le decisioni necessarie per fronteggiare la difficile situazione greca. Samaras si è dichiarato certo dell’unione della sua coalizione di governo, capace di prendere in tempi brevi le decisioni necessarie per rinvigorire la fiducia degli investitori e per mantenere la Grecia nell’euro. “Tutto questo è un problema non solo riguardo rapporti tra i partiti è un problema che riguarda la tenuta stessa del paese”, ha continuato nelle sue dichiarazioni Samaras.

“Il pacchetto di misure riguardanti i tagli alla spesa della Grecia deve essere deciso e presentato entro il 28 settembre data dell’incontro ufficiale dei ministri delle finanze dei paesi europei”, ha dichiarato il ministro delle finanze greco. La decisione finale riguardo la Grecia verrà presa entro l’8 ottobre. Alla notizia delle negoziazioni tra gli organi preposti per risolvere la situazione greca i mercati hanno reagito in modo positivo, i buoni ordinari del tesoro a 10 anni greci sono scesi al 19,93% per la prima volta dal 29 Marzo. I piani di Samaras per far passare in parlamento le ennesime misure di austerità sono state respinte il 20 settembre per la terza vota in poche settimane, bocciate dalle stesse forze di coalizione di governo, il Pasok e Democrazia di Sinistra.

Il principale oppositore alle decisioni della sua stessa coalizione di governo Kouvelis del partito di Democrazia di Sinistra, ha dichiarato che la troika dovrebbe smettere di attaccare costantemente la Grecia, e che a tutto c’è un limite, leggendo nelle richieste dei suoi creditori poca apertura a comprendere i veri problemi a cui il suo paese sta andando incontro. Ma durante lo stesso giorno il ministro delle finanze greco ha dichiarato che è in discussione al parlamento un taglio di 9,5 miliardi di euro di cui 6,5 miliardi di tagli alle pensioni e agli stipendi con l’età pensionabile spostata a 67 anni che genererà un miliardo di euro di ulteriore risparmio.

Samaras spera di ottenere con tutte le misure prese finora una prima tranche di prestiti per un ammontare di 31 miliardi di euro per ricapitalizzare il sistema bancario greco e per immettere liquidità nel sistema. La coalizione di governo però deve anche fronteggiare un crescente malcontento nel paese nei confronti della troika e un maggiore peso del partito di opposizione Syriza che negli ultimi mesi ha guadagnato sul partito Nuova Democrazia. Gli ultimi dati danno Syriza a 27,7% mentre il partito di Samaras viene dato al 26,1%.
Più del 57% della popolazione greca secondo alcune ricerche è contro l’ulteriore piano di austerità mentre ormai meno del 40% condivide la scelta di governo di appoggiare la troika e le sue richieste. Tali statistiche non descrivono in toto i voleri della popolazione greca ma marcano in maniera abbastanza chiara i dissapori serpeggianti nel paese ellenico ove ormai in pochi credono che ulteriori manovre di austerità possano essere davvero funzionali alla Grecia. L’idea che si sia raggiunto il limite massimo del paese di sostenere misure drastiche e tagli alla spesa sta diventando concreta anche tra gli analisti e i creditori del paese ellenico.

Antonio Tiritiello

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