Molière in bicicletta, la commedia francese sulla fragilità umana

Il poster del film

Il poster del film

Son passati due anni dall’inatteso successo francese de Le Donne del 6° piano e il regista Philippe Le Guay, con il suo Molière in bicicletta, presentato in anteprima al 31° Torino Film Festival, sembra avere in mano una nuova carta vincente al botteghino. Nata dalla spontaneità tipica di una gita casuale in bicicletta, l’idea di questo suo nuovo film è indissolubilmente legata a Fabrice Luchini, dal quale Le Guay prende in prestito la vita lontana dai ritmi cittadini, la venerazione per i libri e l’estrema diffidenza per gli esseri umani. Su queste basi forgia il suo primo protagonista Serge Tanneur, il carattere burbero ma a tratti esilarante interpretato proprio da Luchini.

DUE ATTORI A CONFRONTO – Serge è un attore disilluso fuggito dal mondo sporco del cinema, del teatro e della televisione. Rintanato tra quattro mura sull’Île de Ré, si ritrova sull’uscio di casa il suo vecchio amico Gauthier Valence (Lambert Wilson). Gauthier è invece un attore con una carriera in ascesa, agevolata da alcuni popolari lavori televisivi che, pur permettendogli una bella vita, lui vive con un pizzico di vergogna. Forse per desiderio di riscatto, Gauthier va a trovare Serge dopo tanti anni perché è con lui che vuole mettere in scena Il Misantropo di Molière. La resistenza di Serge è immediata, ma combattuta, perché indebolita dal suo desiderio di essere nuovamente applaudito, al centro delle attenzioni e sulle scene, per interpretare quell’Alceste che a lui somiglia tanto. Gauthier avrà una settimana per convincere Serge a partecipare al suo progetto teatrale, tempo durante il quale Il Misantropo di Molière diventerà per loro pane quotidiano e ossessione. L’amicizia ritrovata, la magia di Molière e l’incontro inaspettato con Francesca (Maya Sansa), potrebbe donare a Serge un nuovo assaggio di vita, per apprezzare di più anche le belle passeggiate in bicicletta lungo gli stagni dell’Île de Ré.

Fabrice Luchini e Lambert Wilson in una scena del film

Fabrice Luchini e Lambert Wilson in una scena del film

UN RITMO PER IL CINEMA, UN RITMO PER IL TEATRO - Molière in bicicletta unisce con intelligenza l’anima di un famosissimo testo teatrale con un contorno cinematografico attuale. Questo rende la narrazione del film scandita da due tempi diversi: da una parte c’è infatti quello più statico che caratterizza la storia di due amici che si rincontrano in due momenti molto diversi della loro vita i quali, dopo tanti anni, fanno fatica a raggiungere una giusta confidenza. Dall’altra, a stridere con questa lenta rivelazione dei due protagonisti, c’è invece il ritmo veloce e concitato che accompagna le interpretazioni del testo teatrale de Il Misantropo di Moliére, del quale Le Guay si è impegnato a dimostrare l’attualità assoluta. È proprio dietro quei dialoghi  solo apparentemente di un’altra epoca, infatti, che Gauthier e Serge scopriranno lentamente le loro carte. All’amore e il rispetto che i due protagonisti si riconoscono sul terreno teatrale corrisponde un odio istintivo, quasi infantile, che, per quanto celato dalle buone maniere, arriverà a renderli rivali.

IL MISANTROPO DEI GIORNI NOSTRI – Come nel testo di Molière, i due protagonisti di questa storia si dibattono tra l’istinto di essere sinceri, che può risultare scorretto e alle volte malefico, e la convenienza del dire invece ciò che gli altri vogliono sentirsi dire, per un’apparente cortesia morale. L’ironia del film deve molto anche a questo, alla cortesia sarcastica che l’uno rifila all’altro e all’accurata espressività di Fabrice Luchini e Lambert Wilson, che si dimostrano due attori coinvolti e coinvolgenti. Chi dei due tradirà l’altro? Questa è la domanda che sembra riuscire a stimolare questo alternarsi di gentilezza e mortificazione con il quale la regia ha giocato per l’intera durata del film. Molière in Bicicletta è un film che riesce a far ridere con grande spontaneità, grazie proprio a quella sua dicotomia nel ritmo della narrazione che, ispirato proprio alla rigidità dell’agire umano, se in alcuni punti non convince, alla fine sorprende.

Valentina Malgieri

@V_Malgieri



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