Mogherini a Bruxelles, impazza il totonomine nel governo Renzi

La sostituzione del Ministro degli esteri apre il fronte del rimpasto: fantasmi del passato, quote rosa e Ncd negli incubi di Matteo Renzi

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Federica Mogherini, nominata Alto rappresentante della politica estera dell’Unione europea (theblazonedpress.it)

Roma – La nomina di Federica Mogherini come Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea è un successo per Matteo Renzi, ma potrebbe presto trasformarsi in un colossale problema per il governo. Il rimpasto in vista nella compagine governativa, come già anticipato da WakeUp News, potrebbe infatti essere problematico.

SUCCESSORE – Il vero nodo da sciogliere per Renzi è quello della successione alla Mogherini: Lapo Pistelli, attuale viceministro, sembra rimanere il favorito. Sarebbe una scelta conservativa, che eviterebbe un effetto domino potenzialmente disastroso per governo, maggioranza e Parlamento. Forse anche per Napolitano.
D’altro canto la poltrona della Farnesina è ambitissima e molte forze politiche, tra cui una mezza dozzina di correnti interne al Pd, vorrebbero aggiudicarsela. La scelta di Pistelli, però, consentirebbe di dare alla politica estera italiana una linea di continuità che, tenendo anche conto dell’attuale situazione, potrebbe darle giovamento.

TEMPI LUNGHI – Fortuna di Matteo Renzi sono le tempistiche: la Commissione europea entrerà in campo solo a novembre, quindi ci sono quasi tre mesi per stabilizzare la compagine, tenendo in debita considerazione le pressioni, gli equilibri e le richieste. Tre mesi per tenere a galla un governo che, fin qui, ha promesso molto, realizzato nulla e raccolto critiche – interne – crescenti.

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Roberta Pinotti: potrebbe sostituire la Mogherini?

CONTI DELLA SERVA – Due fronti accesi per Renzi in caso di rimpasto corposo: le quote rosa e il peso di Ncd.
Il partito di Alfano conta sempre meno in Italia e questo, secondo molti sostenitori del governo, dovrebbe riflettersi anche sul numero di ministri, in discesa da tre a due. Un passaggio di Alfano alla Farnesina – dove potrebbe finalmente mettere mano alla questione-immigrati, a lui così cara per fare presa sull’elettorato xenofobo – servirebbe allo scopo, ma rimane quasi una fantasia agostana.
Le quote rosa sono un problema più ingente: Renzi, un po’ per convinzione, un po’ per marketing, ha intenzione di difendere la presenza femminile nel suo governo. Anche in questo caso lo spostamento di Roberta Pinotti non modificherebbe le cifre, costringendo Renzi alla caccia a un’altra donna da mettere in squadra.

RIMPASTO VERO – In questo quadro, l’incubo peggiore è quello del vero e proprio rimpasto di governo. Metter mano a tutti gli equilibri per Renzi sarebbe un problema, oltre a un danno di immagine: il rottamatore si troverebbe ancora una volta a fare uso di strumenti, tecniche e approcci di quella “prima repubblica” che tanto condanna da quando è protagonista in politica. Anche se il suo elettorato – complici i mass media – non si è ancora accorto dell’incoerenza dell’azione dell’ex-sindaco, investire su un “effetto Berlusconi” per il suo futuro politico potrebbe essere troppo rischioso.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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