Mirror fasting: ovvero come disintossicarsi dallo specchio

La regina Grimilde, perfida antagonista di Biancaneve

New York – Specchio specchio delle mie brame: chi è la più bella del reame? Così recitava la cantilena la perfida strega antagonista di Biancaneve ossessionata dalla propria bellezza. Ed è anche il motto della nostra società: lo specchio è al centro delle nostre attenzioni.

Il bisogno di guardarsi è un imperativo, e così l’occhio cade sul vetro di un negozio, sullo specchietto della macchina o sullo smarthphone. Un giudice impietoso dal quale è impossibile scappare. Ma una voce emerge fuori dal coro e ha detto basta alla “dittatura” dell’immagine. Perchè riprendere in mano la propria esistenza, senza dar troppo peso all’apparire, è davvero possibile. Un’idea in questo senso viene da oltreoceano.

Si tratta del “mirror fasting”  che arriva direttamente da New York. La sua ideatrice è la blogger Autumn Whitefield-Madrano che ha deciso di raccontare questo suo esperimento nel suo blog, The Beheld. Un percorso indirizzato verso la riscoperta della bellezza interiore e della concezione stessa della bellezza. La sua idea si è diffusa a macchia d’olio su internet, e molti altri blogger hanno deciso di liberarsi dalla schiavitù del look. Mai più pensieri rivolti a quel capello fuori posto o al modo in cui cade la gonna. E se seguita con attenzione, questa filosofia di vita porta giovamento e serenità.

La blogger ha infatti spiegato come questo iter depurativo riesca a potere grandi effetti benefici: da uno stato di ansia e agitazione si passa poi a un diffuso senso di benessere. Non si avverte più quel bisogno lancinante di avvicinarsi ad una qualunque superficie riflettente: ciò che si vede di rimando non conta più. Una ritrovata consapevolezza delle proprie potenzialità interiori, che nulla hanno a che spartire con la desiderabilità estetica. Nessuno ha mai perso un lavoro o un appuntamento per un difetto nel look. La blogger newyorkese usa lo specchio solo in rare occasioni come ad esempio ritoccare i dettagli del trucco, ma mai per vedere l’immagine nella sua interezza.

«Non mi rendevo conto che usavo lo specchio come una sorta di zattera nella mia vita quando le cose andavano male – ha dichiarato la blogger Autumn Whitefield Madrano - ed era solo un modo per spostare l’attenzione». Riducendo il ricorso allo specchio e alla mania di controllare continuamente il proprio aspetto, ha eliminato lo stress dalla sua vita.

L’iniziativa di Autumn è stata capace di smuovere le menti: il blog The Naked face project l’ha ripresa facendo propria una crociata molto simile a quella della newyorkese. In questo caso niente make-up, parrucchiere o estetista per due mesi. La missione è quella di riscoprirsi, di sensibilizzare le donne al tema della bellezza superficiale e di cosa comporta.

«L’accessorio più bello di una donna? Il sorriso» diceva Marilyn Monroe. Niente maschere, niente trucchi. Solo la propria solarità. E non abbiamo di certo bisogno di uno specchio per comunicarla.

 Fabiana Valentini

 Foto: fiabelandia.altervista.org; guardian.co.uk; tantasalute.it

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