Ministro Boschi compra biglietti per il concerto di Mika contro l’omofobia

Il ministro Boschi si schiera accanto al cantante vittima di omofobia. Solidarietà e azione anche dal sindaco Nardella, ma per Gasparri “frocio” è paragonabile a “imbecille”

 

È risaputo, ormai, che i social network svolgono le funzioni più disparate in favore e a discapito dell’individuo moderno. Ben venga, però, un utilizzo di tali mezzi in maniera non esclusivamente propagandistica anche a livello socio-politico. Il Ministro per le riforme Maria Elena Boschi, infatti, si è schierata a favore del noto cantante Mika in sua difesa contro gli insulti ricevuti, e denunciati tramite una foto su Instagram, attraverso una scritta comparsa a Firenze su uno dei manifesti pubblicitari riguardanti l’appuntamento per il suo concerto toscano. Schierandosi al fianco del cantante e al seguito dell’hashtag di Twitter #rompiamoilsilenzio, il ministro Boschi ha dimostrato tutta la sua solidarietà antiomofoba comprando due biglietti per il concerto di Mika e postandone le foto online.

L'insulto a Mika sui manifesti della data di Firenze (dagospia.com)

L’insulto a Mika sui manifesti della data di Firenze (dagospia.com)

ANTEFATTI – Due giorni fa, Mika – popstar di origine libanese e britannico di adozione, dichiaratamente omosessuale – noto in Italia prevalentemente per la sua partecipazione alla celebre trasmissione televisiva X Factor, aveva denunciato aspramente la presenza di una scritta omofoba sui manifesti pubblicitari riguardanti un suo concerto in terra toscana. Dopo averne postato la foto sulla sua pagina Instagram, il cantante si era lasciato andare ad un giusto e solido sfogo personale. «Non ho paura di chi discrimina», aveva dichiarato la popstar. «Nessuno deve averne. L’amore fa quel che vuole».

Su twitter, poco dopo, era nato l’hashtag #rompiamoilsilenzio, azione che ha distolto il cantante dal passare oltre gli insulti. «Avevo visto la scritta sui miei manifesti», precisa Mika, «e il mio istinto era di lasciar stare. […] Ma voi avete ragione #rompiamoilsilenzio».

LA REAZIONE DEL MINISTRO – Oggi, dunque, ad accodarsi all’hashtag #rompiamoilsilenzio è anche il Ministro per le Riforme Maria Elena Boschi che, acquistando due biglietti per il concerto di Mika del 30 settembre a Firenze e postandone la foto su twitter, dimostra vicinanza non solo al cantante ma a un’intera questione che sembra non avere mai fine.

Il Ministro per le Riforme Maria Elena Boschi (fondazionerespublica.org)

Il Ministro per le Riforme Maria Elena Boschi (fondazionerespublica.org)

«A Firenze il 30 settembre #rompiamoilsilenzio con la musica di @mikasounds!!», scrive la Boschi su Twitter in commento lapidario alla foto dei biglietti. Anche il sindaco di Firenze Dario Nardella era intervenuto sulla vicenda prendendo le difese del cantante, porgendogli le scuse a nome della città, sostenendo la sua scelta di denunciare gli insulti e attivando una denuncia contro ignoti per reati di omofobia. Ma proprio nell’ambito della distinzione tra cosa sia reato o meno nell’ambito della discriminazione omofoba è intervenuta un’altra voce squillante del social web, vale a dire quella del politico più attivo di tanti altri dove, su Twitter, c’è da discutere di questioni distintive: Maurizio Gasparri.

GASPARRI DIXIT – Seguito più per la controversa attività social che per recenti meriti politici, l’onorevole Maurizio Gasparri ha commentato a suo modo l’accaduto omofobo di Firenze nei confronti di Mika. «Non sono a conoscenza dell’episodio», sostiene Gasparri, «ma certamente dire “frocio” a qualcuno, per quanto possa essere considerata un’ingiuria, per capirci, è come se io dicessi imbecille, non può diventare un caso specifico di omofobia. Il codice penale Italiano prevede per il reato di ingiuria già una pena e un’aggravante per motivi abietti e futili».

Ai posteri l’ardua sentenza.

Foto: affaritaliani.it / dagospia.com / fondazionerespublica.org

Stefano Gallone

@SteGallone

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