Milan-Juve non finisce mai: Nicchi e Zeman contro Buffon, Platini ‘Le Roi’ della banalità

Il gol della discordia di san Siro (repubblica.it)

Chissà che un gol non visto ed un fuorigioco sbagliato nel big match dell’anno non possano decidere finalmente il calcio a svoltare verso la tecnologia. Nell’attesa (che non sarà breve) non si spengono le polemiche dopo Milan-Juventus di sabato sera, e nell’occhio del ciclone ci finisce Gianluigi Buffon, portiere della Juventus e capitano della Nazionale.

Il numero uno bianconero, nelle interviste del post-partita, aveva infatti dichiarato che, se anche si fosse accorto che la palla sul colpo di testa di Muntari era entrata, non avrebbe aiutato l’arbitro. Una dichiarazione tanto spontanea quanto legittima, perché non sta al giocatore aiutare l’arbitro in determinate situazioni, ma è compito della Federazione metterlo in condizioni tali da poter sbagliare il meno possibile. Ed è pura utopia – celata da un ipocrita velo di presunta sportività – pretendere che un giocatore confessi all’arbitro di avere subito un gol che lui non ha visto, condannando la propria squadra ad una sconfitta certa.

Marcello Nicchi, presidente dell’Aia, ha bacchettato Buffon, dicendo che avrebbe capito la reazione a caldo, ma non le parole a freddo, al termine della partita e dopo la doccia. «Ha detto cose che si poteva risparmiare – ha proseguito Nicchi – e lui è un esempio per i giovani». Con riferimento alle trattenute in area di rigore ha poi concluso: «Nel calcio d’oggi si vedono troppe irregolarità e d’ora in poi faremo in modo che gli arbitri applichino il regolamento alla lettera, il che è diverso da come i commentatori intendono la partita in televisione».

A ruota si è inserito il nemico giurato numero uno della Juventus, l’allenatore del Pescara Zdenek Zeman. «Di solito durante una partita nessuno direbbe se il pallone è entrato in porta o no, dopo la gara però si deve ammetterlo. E chi lo fa è solo onesto. Buffon è anche capitano e portiere della Nazionale: credo che debba dare l’esempio e dimostrare onestà».

Se si può opinare o meno sul discorso dell’onestà intellettuale post-partita, di certo ci si trova tutti concordi nel richiedere che la Fifa e l’Uefa valutino al più presto il da farsi per evitare che situazioni clamorose come quelle di sabato si ripetano. Se però le dichiarazioni degli esponenti sono come quelle del presidente dell’Uefa Michel Platini, che per l’occasione ha fatto in modo che il suo soprannome Le Roi facesse rima con banalità, c’è poco da sperare bene. La sua dichiarazione ai microfoni di La politica nel Pallone, trasmissione radio di Gr Parlamento? «Buffon ha esagerato con le parole, ma sarebbe stato più interessante se l’arbitro avesse chiesto a lui se era o meno gol. Penso che bisognerebbe fare il contrario, chiedere all’arbitro di chiedere al giocatore». E magari dargli anche i cartellini e il fischietto.

Francesco Guarino

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