Melania tentò il suicidio per Parolisi

TERAMO – Melania voleva uccidersi per amore di Salvatore e lo aveva confidato alla sua amica Valentina Esposito. La donna racconta, ai pm teramani Greta Aloisi e Davide Rosati, del week-end trascorso insieme a Melania e Salvatore nella sua casa di Ravenna. «Si era incupita», dice, «e non aveva più il sorriso di prima». Approfitta di una giornata di mare per confidarle di aver scoperto, appena qualche mese prima, che il marito ha una relazione con un’altra. Una soldatessa che lei ha chiamato minacciando di farle passare un guaio.

 

Aveva creduto alle promesse del suo Salvatore che l’aveva così rassicurata: «Stai tranquilla, con Ludovica non c’è niente». Poi si sfoga con l’amica del cuore dicendole di aver sofferto tanto e di aver ingerito sonniferi per farla finita. E’ luglio 2010: nove mesi dopo Melania sarà assassinata con 35 coltellate nel bosco di Ripe. Per due procure ad ucciderla è stato il marito Salvatore Parolisi, caporal maggiore dell’esercito che in carcere grida la sua innocenza.

 

Il verbale dell’audizione di Valentina inserisce un altro tassello nel complesso puzzle che investigatori e inquirenti stanno cercando di ricomporre per svelare dinamica e movente di un omicidio ormai diventato un caso nazionale.

Le indiscrezioni della ragazza, ribadite nel corso di un’intervista rilasciata alla trasmissione di Rai Uno ‘La vita in diretta’, consegnano un altro spaccato di vita. Intanto le indagini sul delitto di Ripe continuano.

 

Due i punti fermi in calendario: il primo è quello del 28 novembre quando la Cassazione dovrà esaminare il ricorso presentato dai difensori di Parolisi contro l’ordinanza con cui il tribunale del Riesame dell’Aquila ha confermato la custodia cautelare in carcere; il secondo è la data del 2 dicembre, quando i giudici del tribunale dei Minori si esprimeranno sull’affidamento temporaneo della bambina avanzato dai nonni materni e se Parolisi può incontrare la figlia in carcere.

Lui spera di poterla riabbracciare definitivamente uscendo dal carcere. In realtà negli ambienti della Procura di Teramo si vocifera che sarà molto difficile che tutto questo accada.

Natalia Radicchio

Foto| via http://static.blogo.it/

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