Medioriente, scontri e morti. Per un film che non esiste: il video

Un'immagine della rivolta in Libia contro il film ritenuto blasfemo (gqitalia.it)

Otto morti tra i manifestanti, rivolte anti-Usa in Libano, Sudan, Tunisia, Egitto, Yemen e marines in assetto da guerra a proteggere obiettivi sensibili, come consolati e basi militari. Il tutto per un film contro Maometto che, in tutta probabilità, non esiste.

Al Qaeda ha lanciato la propria tremenda condanna: «Chiunque incontri ambasciatori o emissari americani dovrebbe seguire l’esempio dei libici, che hanno ucciso l’ambasciatore Usa. Il film pubblicato in America insulta il nostro profeta Maometto, che la pace sia con lui, e fa parte della continua crociata contro l’Islam», si legge in un comunicato nella penisola arabica.

Ma Innocence of Muslims, questo il titolo della pellicola, altro non è che un filmato ultralowbudget di pochi minuti, girato da una mano che definire mediocre sarebbe un’offesa per i cinepanettoni nostrani. Una pellicola che in realtà nessuno ha visto, se non per i 14 minuti che sul web esistono già da due mesi e che di recente è stato ridoppiato in arabo e postato su youtube. Attori non professionisti per un film il cui produttore, Sam Bacile, non esiste.

Un giornalista della Associated Press, dopo smasmodiche ricerche, è riuscito ad imbattersi a Los Angeles in un certo Nakoula Basseley Nakoula, che avrebbe ammesso di aver lavorato come direttore di produzione del film e ha fornito al giornalista i contatti telefonici di Sam Bacile. Che telefonicamente ha dichiarato: «Il film è un film politico. Dopo l’11 settembre del 2001, tutti devono presentarsi davanti al giudice supremo, anche Maometto, anche Gesù Cristo. Il film l’ho fatto per dimostrare che l’Islam è un cancro, ed è un film interamente americano. Dura due ore, è costato 5 milioni di dollari, ed è stato finanziato da più di cento investitori ebrei. A questo punto, penso che non lo farò nemmeno uscire. Voglio realizzare una serie televisiva di 200 ore sull’argomento».

Il problema è che la voce al telefono era molto, troppo simile a quella di Nakoula Basseley Nakoula e la stessa utenza era a lui intestata. Tornato da Bakoula per chiedere una foto dei documenti, il giornalista è riuscito ad ottenerla, ma con la parte centrale del nome (Basseley) coperta. Quella da cui probabilmente deriva il Bacile cognome del fantomatico regista. Dopodiché l’uomo si è reso irreperibile.

Bakoula, tanto per non farsi mancare nulla, ha scontato tempo fa 21 mesi di carcere per una truffa da un milione di dollari. Ed è in contatto in America con un altro egiziano, Morris Sadek. Un egiziano “importante”, che è stato anche consulente dell’ex presidente della Repubblica Sadat e che dirige, sempre dal 2001, la National American Copti Assembly. Sul sito dell’associazione predica l’odio verso i musulmani e a suo dire fornisce le prove che Obama sarebbe stato convertito alla religione islamica dall’Imam egiziano Hassan Abu Al-Ashbal. Ed è stato lui, da quel che si dice, a mettere sul web il ridoppiaggio arabo di Innocence of Muslims.

Un film i cui unici nomi certi sono quelli di una vecchia fotomodella di provincia (Cindy Lee Garcia) che ha parlato di 3 giorni di riprese – a dir poco inutili per fare qualsiasi tipo di film – e un certo Alan Roberts come regista. Di cui ad Hollywood esistono almeno 12 ominimi. Ma il più probabile dei quali dovrebbe tutt’al più aver girato film porno-soft senza pretese.

Le rivolte, la morte, la lotta coltello tra i denti per 14 imbarazzanti minuti di un film che non esiste. Buttati lì in rete solo per accendere gli animi del Medioriente. E, probabilmente, buttati lì proprio da un egiziano.

Francesco Guarino

IL VIDEO COMPLETO IN RETE DEI 14 MINUTI DI “INNOCENCE OF MUSLIMS”

[youtube]http://youtu.be/1RagKWM8ldk[/youtube]

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