Matteo Salvini a Bologna: centri sociali e rom. Odio senza soluzioni

Matteo Salvini a Bologna per la visita elettorale al campo rom: lo scontro con i centri sociali alimenta la spirale dell'odio da ambo le parti. Foto e video

matteo-salvini-alan-fabbri-rom-centri-sociali-bologna

Matteo Salvini e Alan Fabbri, candidato alle Regionali in Emilia Romagna per la Lega Nord (Facebook: Matteo Salvini)

Matteo Salvini è un leader politico furbo e moderno. Ma pericoloso. Conosce il proprio elettorato, sa che chi vota Lega non va tanto per il sottile e vuole prima il noi (italiani) rispetto al loro (stranieri, rom, immigrati: l’altro, più genericamente), usa al meglio i social – anche troppo a volte. La situazione del campo rom di via Erbosa a Bologna – paradossale, difficile è l’humus perfetto da cui Salvini sa volgere la situazione a proprio favore e alimentare rischiosamente lo scontro sociale. E la politica dell’odio: in cui, tra gli altri, ci finiscono non del tutto incolpevolmente gli stessi rom del campo e i centri sociali.

IL CAMPO ROM DI BOLOGNA - La vicenda di oggi è presto detta e di facile lettura: Matteo Salvini annuncia una visita al campo rom di via Erbosa, quello in cui pochi giorni fa una delegazione della Lega Nord ha avuto un duro faccia a faccia con alcuni residenti del campo. Una donna del campo ha affrontato a brutto muso la consigliera comunale della Lega Lucia Bergonzoni, schiaffeggiandola e allontanandola aggressivamente. Nel campo di via Erbosa i “residenti” non pagano utenze: acqua, luce e gas sono forniti dal Comune di Bologna in quanto, come riferito dall’Assessore comunale ai Servizi Sociali di Bologna Amelia Frascaroli, “gli impianti non sono a norma e sarebbe ingiusto riscuotere utenze”. Secondo la Frascaroli vi sarebbero solo italiani nel campo, ma di sicuro italiana non è la donna che aggredisce la Bergonzoni. Il video dell’accaduto è stato prontamente condiviso su Facebook da Salvini e ripreso quasi 40 mila volte dagli internauti, totalizzando poco meno di 3 milioni di visualizzazioni. Numeri impressionanti, forte dei quali proprio Salvini ha annunciato una visita al campo rom per la giornata di oggi, sabato 8 novembre, assieme al candidato alla Regione Emilia – Romagna Alan Fabbri (si vota il 23 novembre).

Il segretario federale della Lega Nord ha passato i giorni scorsi a “scaldare gli animi” su Facebook e Twitter. Un “Taci e vergognati” alla Frascaroli, il mantra della “sinistra” che regala utenze ai rom e lascia soffrire gli italiani, lo scontro frontale col Pd che accusa il leader leghista di “provocazione pericolosa” con la sua visita al campo, mentre Salvini ribatte serafico e con le spalle coperte: “Fatemi capire: andare a verificare come sono spesi i soldi pubblici per pagare le bollette ai Rom, è una “provocazione”??? Io penso che finché ci sarà un solo TERREMOTATO o ALLUVIONATO senza casa, i soldi vadano dati a loro, non ai Rom!“. Oggi gli accessi al campo rom di Bologna erano presidiati dalla polizia, ma anche dai militanti dei centri sociali, antitesi perfetta delle destre o pseudo-tali. E proprio con i collettivi Salvini si è scontrato, letteralmente. Accortisi della presenza del leghista a pochi metri dal proprio presidio, un esiguo gruppo di militanti ha raggiunto l’auto di Salvini per contestarla.

LO SCONTRO CON I CENTRI SOCIALI: L’AUTISTA TRAVOLGE, I RAGAZZI SFONDANO I VETRI - In tre bloccano (si fa per dire) la delegazione leghista a bordo dell’auto: un ragazzo sale sul cofano e altri arrivano a dare manforte, contestando Salvini con pugni su finestrini e auto. L’autista della vettura ci pensa poco e dà gas: una pericolosissima accelerazione fa volare a terra alcuni ragazzi ed è un miracolo se nessuno finisce tra le ruote della vettura. Era una contestazione accesa quella dei centri sociali, ma non violenta fino a quel momento. Lo diventa quando alcuni dei ragazzi dei centri sociali decidono di alimentare la spirale dell’odio rincorrendo la vettura e sfondando il lunotto posteriore a sassate, con oggetti contundenti che non sembrano essere stati raccolti da terra in quel momento. Un gesto violento e di pericolosità pari a quello dell’autista che ha rischiato a più riprese di travolgere i contestatori. Odio chiama odio, e nessuno riesce a stare democraticamente dalla parte della ragione. Salvini, prontamente, twitta e condivide su Facebook i danni alla vettura, per battere cassa al tavolo del consenso elettorale. E poco importa se la conclusione è un serafico e ridondante “bastardi” rivolto ai ragazzi dei centri sociali.

L’Italia si spacca in due davanti agli schermi dei pc e delle televisioni. Salvini difende il diritto di anteporre i cittadini italiani sempre, comunque e a prescindere dalle situazioni, e strappa facili applausi. Chi a lui si oppone resta inesorabilmente in minoranza in un momento di crisi: pochi secondi di video in cui una rom strafottente schiaffeggia un consigliere comunale – magari decontestualizzati – relegano nell’angolino le posizioni di chi, giustamente reclama parità di diritti e ricorda che, ad esempio, una volta chiuso un campo rom sparisce il campo, ma i rom del campo non svaniscono in un buco nero. 

CERCASI INCONTRO, NON SCONTRO - Razzismi malcelati e verità incontestabili: l’italiano medio travolto dalla crisi non digerisce i privilegi dei politici, ma dopo anni di magagne l’indignazione per la “casta” sembra essersi assuefatta. Se però i “privilegi” – fosse anche un’utenza domestica gratuita in una roulotte di un campo fangoso – toccano all’altro che reclama diritti e magari fornisce pochi doveri, gli animi si scaldano e la rabbia sale, alimentando odio e populismo. Salvini sta “asfaltando” Grillo comunicativamente: ha un elettorato inquadrato e non amorfo come quello del M5s e sa cogliere nel segno, anche a costo di calcare la mano. Ma calcare la mano è quello che il suo elettorato chiede.

matteo-salvini-bologna-rom-centri-sociali-intervista-stampa

Un’intervista di salvini a “La Stampa” (Facebook: Matteo Salvini)

A casa il clandestino, via il rom, a scuola i comunistelli. Si continua a rimanere arroccati ognuno sulle proprie posizioni, badando bene a distruggere o conservare, senza mai risolvere. Lo sforzo, dirlo è meno inutile di quanto sembri, serve da ambo le parti. Da un lato bisognerebbe mettere al bando i falsi allarmismi da Ebola, rom, immigrati, 30 euro al giorno ai clandestini. Dall’altro bisognerebbe capire che il “è tutto a posto, fidatevi” non funziona più e non è realistico. Quando si scoperchia un calderone, non si può aspettare che si diradi il fumo per ricominciare a guardare oltre. Perché chi nella vita e nella politica il fumo lo vende, ha vita facile e risultati immediati. Ma non soluzioni. Quelle, purtroppo, sono ancora terribilmente lontane.

Francesco Guarino
@fraguarino

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Una risposta a Matteo Salvini a Bologna: centri sociali e rom. Odio senza soluzioni

  1. avatar
    carolus 08/11/2014 a 17:35

    Non dobbiamo meravigliarci del comportamento di centri sociali e simili.
    Rappresentano solo la faccia vera della sinistra che di democratico
    ha solo in nome.
    Chi sostiene i campi nomadi non fa altro che invitare questa gente a venire in Italia dove i soli ad avere diritti sono appunto nomadi e clandestini.

    Rispondi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews