Mario Monti a Uno Mattina: «Riforme bloccate da Cgil e Fiom»

Monti ha attaccato Berlusconi su dichiarazioni e considerazione della donna

Roma – Dagli studi di Uno Mattina, trasmissione che occupa il palinsesto mattutino di Rai Uno, il premier uscente e senatore a vita Mario Monti, intervistato dal giornalista Franco Di Mare, ha posto in essere numerose dichiarazioni sui grandi temi che occupano e occuperanno la campagna elettorale sino alle elezioni del 24 e 25 febbraio prossimi.

In merito all’iniziativa politica che lo vede coinvolto, Monti ha dichiarato che non c’è stata una «iniziativa per diventare presidente del Consiglio dei Ministri» e tanto meno una lista politica, ma un «movimento di cittadini e organizzazioni della società civile per coinvolgere me e fare qualcosa per l’Italia». L’articolazione elettorale sarà, in ogni caso, di una lista unica per il Senato della Repubblica e una serie di liste alla Camera dei Deputati, in base alle interpretazioni della vigente legge elettorale.

Sulle ennesime dichiarazioni di Silvio Berlusconi, il premier ha detto: «Se Berlusconi ritiene che sono poco credibile, significa che sono poco credibile. Berlusconi ha dimostrato volatilità di giudizio su vicende umane e politiche negli ultimi tempi».

In merito a quanto scritto da Pier Ferdinando Casini su Twitter, che invita a porre l’accento sulla contrapposizione Bersani/Vendola – Monti e accantonare Berlusconi proprio per fare spazio alle idee dell’Agenda Monti, il professore ha aggiunto: «Non mi schiero con nessuno, schieriamoci tutti con le idee, mie o di altri».

Stoccata poi sui sindacati e sulle posizioni di alcuni esponenti del Partito Democratico. Chiedendo se è giusto «conservare strutture esistenti o innovare a beneficio di lavoratori, disoccupati e giovani», ha attaccato Cgil, Fiom, Sel, Nichi Vendola e Stefano Fassina perché hanno impedito, totalmente o in parte, la messa in opera di riforme importanti per il paese, da quella delle pensioni a quella del mercato del lavoro.

Proprio su Vendola e Fassina, Monti ha invitato il segretario Pier Luigi Bersani a «silenziare un po’» questi soggetti, per evitare un conservatorismo che impedisca di migliorare il Paese. Ma ha parole anche per Renato Brunetta, ex ministro nel governo del Cavaliere, che «con dignità di professore sta portando il PdL su posizioni estreme, mentre nel partito c’è molta vicinanza agli ordini professionali», e per Ichino e Cazzola, esponenti di Pd e PdL che stanno avvicinandosi al progetto politico della cosiddetta Agenda Monti, abbandonando i partiti di provenienza.

Accento sulle responsabilità della classe dirigente, in particolare del meridione, che con assistenzialismo e clientelismo ha illuso la gente e impedito lo sviluppo di una crescita anche attraverso l’uso scellerato dei fondi europei, ma anche sul governo Berlusconi che ha introdotto l’Imu per sommi capi, lasciando all’esecutivo Monti la responsabilità dell’applicazione diretta.

Attacco velato a Berlusconi anche sulle donne e sul ruolo nella società: «Ribaltare l’idea della società sulla donna, che va rispettata come soggetto, non considerata come interessante appendice a una società maschile ma protagonista della società e dell’economia»

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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