Marijuana, troppi arresti: anche New York verso la depenalizzazione

New York – Stando alle ultime notizie, New York pare essere molto vicina ad un netto cambio di strategia sulle droghe leggere. Il governatore Cuomo ha annunciato lo stop a perquisizioni e arresti per il possesso di marijuana. Secondo il governatore infatti, il possesso di una quantità pari o inferiore a 25 gr di cannabis, deve essere punito solo con un’ammenda e non con l’arresto. Il sindaco si dice d’accordo con la proposta del governatore, anche perché in America una fedina penale sporca, anche per reati minori, puo’ condizionare fortemente nel mondo del lavoro.

Il sindaco della città, Michael R. Bloomberg, da sempre fautore della mano dura nei confronti del possesso di droghe leggere sembra aver cambiato radicalmente posizione. “La proposta di Cuomo ha il giusto equilibrio”, ha detto, spiegando che anche il capo della polizia della città, Raymond W. Kelly, la pensa così.

Tutti d’accordo, quindi, su una questione che negli ultimi anni ha assunto proporzioni gigantesche e rischiato di paralizzare il sistema penale e giudiziario dello Stato. La pratica delle perquisizioni facili entusiasticamente sostenuta da Bloomberg e dal suo capo della polizia, ha infatti condotto a migliaia di fermi di presunti sospetti, quasi sempre giovani ispanici e afro-americani. Pochi grammi di marijuana nelle tasche sono stati fino ad oggi considerati sufficienti per l’arresto immediato.

Circa 50 mila persone sono finite in prigione l’anno scorso a New York City per il possesso di marijuana. Gli arresti sono stati 400 mila nel periodo che va dal 2002 al 2011: una cifre enorme, superiore al numero degli arresti totalizzati nelle tre amministrazioni precedenti.

A questo punto, pare chiaro che qualcosa nella lotta alla marijuana stia decisamente cambiando. New York si allinea a ConnecticutCalifornia e a una decina di altri stati americani nella scelta di una più larga depenalizzazione delle droghe leggere.

foto: huffingtonpost.com, theepochtimes.com

Davide Lopez

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