Maria de Villota: Mi sento ancora un pilota

La prima foto di Maria de Villota dopo l'incidente. La 32enne è stata intervistata da Hola

Madrid (Spagna) – Sono passati poco più di tre mesi dall’incidente in cui Maria de Villota ha perso l’occhio destro. La tester spagnola, a bordo della Marussia MR01, si era scontrata contro il mezzo di trasporto del quale la scuderia moscovita si è servita per portare la monoposto dalla factory ed era stata ricoverata d’urgenza all’ospedale di Addenbrooke di Cambridge. E proprio Maria giovedì sarà a Madrid dove apparirà davanti alla stampa in una conferenza per chiarire le sue condizioni di salute, congiuntamente con il presidente della federazione automobilistica spagnola Carlos Gracia.
La 32enne figlia d’arte, anticipando così la sua prima uscita pubblica dopo il terribile incidente del 3 luglio, ha concesso la sua prima intervista alla rivista spagnola Hola, raccontando di ricordarsi esattamente tutto quello che è successo quel giorno: «Quando mi sono ripresa c’erano tantissime persone intorno a me e non sapevano se avrei parlato o come avrei parlato – ha spiegato la tester che ha perso l’occhio destro a causa delle lesioni – La prima volta che sono riuscita a vedermi allo specchio con il volto completamente scoperto avevo 140 punti e sembrava che fossero stati cuciti con una fune da barca».

A fine luglio, attraverso il sito di notizie La opinión de Zamora, si è venuto a sapere come la collaudatrice spagnola, accompagnata dal padre Emilio e dai fratelli, sia stata visitata a Oviedo da un oculista: i dati della diagnosi medica sono stati tenuti segreti ma la De Villota assicura di non sentirsi pronta per chiudere definitivamente le chance di un suo possibile ritorno nel mondo delle corse: «So che negli Stati Uniti ci sono dei piloti che corrono anche se hanno un occhio solo, il vero problema è che ho perso il senso della profondità – ha raccontato Maria – Mi chiedo spesso se nel mio futuro c’è ancora un ruolo da pilota o dovrò inventarmi qualcosa di diverso ma io comunque mi sento ancora un pilota».
L’incidente ha cambiato la vita della figlia d’arte che, nonostante un recupero fisico che deve ancora completarsi, ora è decisa più che mai a dare il suo appoggio per migliorare la sicurezza nel mondo delle quattro ruote: «La mia intenzione è di aiutare a migliorare la sicurezza, specialmente nelle prove aerodinamiche, perché nei circuiti è tutto sotto controllo, ma negli aeroporti non è così».

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Eleonora Ottonello

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