Marchionne: «Oscene le parole dei politici su Melfi»

Sergio Marchionne ha le idee chiare sul futuro della Fiat in Italia

Melfi – L’amministratore delegato della Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne, ha lanciato una stoccata durissima ai politici italiani in merito alle dichiarazioni sul futuro dello stabilimento di Melfi, sul quale pende la richiesta di cassa integrazione straordinaria per tutti i dipendenti, e fino al 31 dicembre 2014. Nelle intenzioni dell’ad del gruppo automobilistico, infatti, ci sarebbe una ristrutturazione della catena produttiva, al fine di garantire il mantenimento dei posti di lavoro in Italia.

Se per Antonio Di Pietro, infatti, la richiesta portata avanti da Marchionne è «vergognosa e incivile», per diversi esponenti del Partito Democratico, nonché per il premier dimissionario Mario Monti, la vicenda merita ulteriori approfondimenti, al fine di capire la strategia operativa dell’azienda e, dopo, valutare come procedere in sinergia tra governo e azienda.

La Fiat intende portare avanti, da qui al 2016, la produzione di 17 veicoli completamente nuovi e altri 7 che subiranno un radicale restyling. Per fare questo, chiaramente, le fabbriche sparse in Italia e nei cinque continenti dovranno subire un riassetto, passaggio questo che giustifica la richiesta della Cis, e sulla quale si concentrano le dichiarazioni di Marchionne, che ha detto alla stampa, in tono polemico: «Io non faccio i panini, devo cambiare i macchinari, le installazioni e i robot, devo cambiare tutto. Può darsi che i politici non abbiano capito bene di cosa stavano parlando», per poi aggiungere che «lo stabilimento di Toledo (negli Usa, n.d.r.) è stato chiuso per un anno, è assolutamente normale. Uno che capisce un minimo sa benissimo che per passare da una vettura all’altra devo ristrutturare lo stabilimento, non ho scelta».

Per Marchionne, i risultati operativi del 2013 saranno sostanzialmente simili a quelli del 2012, e a fare da contraltare al crollo del mercato europeo sarà lo sviluppo registrato nei paesi, come Brasile e India, che stanno trainando il gruppo di Torino. Entro il 2016-2017, poi, il Ceo ha auspicato il raggiungimento di una situazione industriale che dia lavoro a tutte le fabbriche Fiat italiane: «Vogliamo fare la nostra parte per l’Italia. Ci sarà sempre un pezzo d’Italia in ogni Fiat che va in giro per il mondo. Siamo pronti a confermare tutti i nostri impegni per il Paese».

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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