Manovra: l’Ispesl è un Ente inutile, sopprimiamolo

L’Ispesl, in qualità di ‘Ente inutile’, verrà assorbito dall’Inail. L’Istituto non ci sta: “Non siamo inutili e siamo in grado di autofinanziarci per più del 60%”

di Fabrizio Giona

Manifestazione a Montecitorio, 28 maggio

ROMA – Manovra Finanziaria 2011-2012. Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, ha riconosciuto la necessità di risanare i bilanci dello Stato. Dal canto suo, Silvio Berlusconi, ha cercato di frenare una manovra troppo pesante per le tasche degli italiani, rassicurando sul fatto che non ci sarà “nessuna macelleria sociale”. Resta comunque la necessità di trovare quei 27 miliardi di euro che possano evitare il crack al Paese. Come fare? È semplice. Basta sopprimere gli ‘Enti inutili’.

Tra questi, l’Ispesl (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro) e l’Ipsema (Istituto di Previdenza per il Settore Marittimo) che con effetto immediato verranno cancellati e le relative funzioni passeranno all’Inail.

L’ISPESL NON È INUTILE – L’Ispesl ci tiene a sottolineare di non essere un ‘Ente inutile’, ma indispensabile per la sicurezza e la salute dei lavoratori italiani. “Rimaniamo stupiti – si legge nel comunicato stampa diffuso dall’Ispesl – dalle notizie della soppressione e della definizione di ‘Ente inutile’ per l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro. Questa etichetta, da alcuni attribuita all’istituto, è offensiva per tutti i lavoratori, oltreché priva di fondamento”.

“L’Ispesl non solo non è inutile – si sottolinea nel comunicato – ma nel silenzio del suo trentennale lavoro quotidiano, attraverso l’impegno e il sacrificio delle molteplici professionalità (ingegneri, medici, chimici, fisici, biologi), pur nella scarsità di mezzi, garantisce un apporto insostituibile di conoscenze, esperienze e formazione al sistema produttivo del nostro Paese nel delicato settore della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori”.

Come dargli torto. Se è vero, infatti, che gli infortuni mortali annui sono diminuiti da 1.600 a 1.200 (per parlare solo delle morti bianche) ciò è ascrivibile anche a tutte le innumerevoli iniziative dell’Ispesl, messe in campo attraverso il suo personale.

 

Manifestazione a Montecitorio, 28 maggio

QUESTIONE DI FONDI? – L’Ente soffre ormai dal 2000 una costante e vertiginosa riduzione di fondi, passati da 110 a 58 milioni di euro, oltre ad una altrettanto drastica riduzione del personale per raggiunti limiti di età, alla quale non si riesce a far fronte a causa del blocco delle assunzioni. Nonostante ciò però non ha mai ridotto il proprio impegno per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, adoperandosi per avere mezzi e disponibilità per assolvere al meglio le proprie funzioni. Tant’è vero che oggi l’Istituto è in grado di autofinanziarsi per più del 60% (35 milioni di euro) dello stanziamento statale. 

TANTE DOMANDE – L’Ispesl, che esiste da 30 anni, e tutti i dipendenti e collaboratori che operano nell’Istituto, si chiedono se davvero non ci sia più il bisogno di un Ente per la sicurezza e la salute dei lavoratori italiani e se ci si rende conto che con tale provvedimento il Governo chiude l’unico Ente di ricerca del Paese.

Ci sono tante domande da ascoltare e altrettante risposte da dare. Ma chi si è impegnato e si impegna per conto del Governo e delle Autorità territoriali,  per le aree di Taranto, Civitavecchia, Casale Monferrato, ovvero per i gravissimi problemi del terremoto a l’Aquila, in Abruzzo? Chi è intervenuto per la sicurezza degli insediamenti a rischio di incidente rilevante o degli impianti energetici più complessi? Chi ha fronteggiato le emergenze nazionali, fiancheggiando le varie istituzioni territoriali e nazionali (incidente Monte Bianco, nave G. Montari,  Gran Sasso, ThyssenKrupp, camere iperbariche, ecc…)?

Questi e molti altri gli interrogativi al centro della manifestazione di protesta, tenutasi ieri a Montecitorio, con la quale il personale dell’Ispesl – ma anche di Ipsema e Insean (Istituto nazionale per studi ed esperienze di architettura navale, anch’esso in fase di eliminazione) - ha fatto sentire la sua voce di indignazione e di completa disapprovazione per una manovra finanziaria che taglia la testa, non solo alla ricerca e a migliaia di professionisti che in essa operano, ma anche a tutti i lavoratori, non garantendogli un adeguato impegno per la loro salute e sicurezza.

FOTO VIA / www.06blog.it

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5 Risponde a Manovra: l’Ispesl è un Ente inutile, sopprimiamolo

  1. avatar
    Fabrizio Giona 29/05/2010 a 15:11

    E’ davvero un’Italia vergognosa quella di oggi, il frutto di una politica molto schierata (a destra e a sinistra) ma poco incline, se non per niente, al benessere della collettività.
    Invito i nostri politici a rispolverare i grandi classici del pensiero politico per arrivare a comprendere, almeno in parte, lo spirito della politica. Solo così potranno imparare ad esercitarla con cognizione di causa.
    Prepariamo i gommoni…fra poco saremo costretti ad emigrare!

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  2. avatar
    Roberto Longo 30/05/2010 a 16:49

    Dopo 16 anni di duro lavoro e studio, con addirittura 54 ore lavorate alla settimana nel 2009 anziché 36 (senza straordinario), per tenere alto il nome dell’Istituto, averlo fatto conoscere e pubblicizzato nella mia regione (Calabria, molte persone non sapevano neppure cosa fosse l’ISPESL), aver raggiunto il primato di primo ente formatore d’Italia con 70 corsi l’anno per RSPP, Coordinatori della Sicurezza, RLS, varie qualifiche di lavoratori, essere divenatto l’Ente formatore della Regione Calabria, dell’ARPACAL (addirittura abbiamo formato tutti i tecnici che effettieranno le verifiche degli impianti), dei Carabinieri, del Corpo Forestale dello Stato, dell’INPS, di TUTTE le scuole della Calabria, aver ottenuto personalmente il riconoscimento di Socio Benemerito dell’AIAS per tutta l’attività svolta nella mia Regione, e non voglio dire oltre per non sembrare esagerato, arriva questo Governo da quattro soldi e annulla tutto, solo perché c’è qualche represso dell’INAIL o ex-INAIL che doveva chiudere per forza l’ISPESL per non aver potuto meetterci le mani sopra negli anni passati. Adesso si apre una nuova vita: l’abbonamento all’edicola per comprare il giornale da leggere su qualche scrivania dell’INAIL in attesa della pensione tra venti anni. Così Brunetta & Company hanno raggiutno il risultato di far diventare dei “fannulloni” chi portava allo stato oltre 250000 euro l’anno di fatturato. Bravi! E soprattutto bravi quegli imbecilli che vi votano!!!!

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    Cesare 31/05/2010 a 15:01

    Ora hanno veramente superato il limite… basta con gli striscioni pacifici… lavoratori bloccate tutto, hacker mettetevi al lavoro, attaccate i database, occultate i dati, fate si che l’INAIL non sappia dove mettere le mani… rallentate un’Italia che già fa acqua da tutte le parti, fate affondare il Paese… e soprattutto datene notizia oltre le Alpi… solo con la grande figura di merda che faremo in Europa, forse, qualche testa vuota tornerà a pensare… pensate gliene freghi qualcosa ai nostri politici delle foto dei manifestanti sul Messaggero?… no, ma sui giornali internazionali……

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  4. avatar
    pino 31/05/2010 a 22:22

    dateci una mano andate sul sito http://www.ispesl.it e firmate l’appello contro la soppressione dell’ispesl

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  5. avatar
    Alfredo 03/06/2010 a 12:35

    4632 volte grazie! Tante sono le firme al momento sul sito Ispesl.

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