Manovra dei dissapori: Berlusconi e Bossi sempre più distanti

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Il premier, Silvio Berlusconi e il Senatùr, Umberto Bossi

Roma – Burrasca tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e il leader della Lega Nord, Umberto Bossi. Causa dei nuovi dissapori, la manovra da 45 miliardi in due anni.

Questa volta, ad agitare le acque già tumultuose della maggioranza divisa al suo interno tra frondisti e governativi è il botta e risposta tra Berlusconi e il Senatùr. Infatti, Il Cavaliere ieri sera ha espresso disapprovazione per le dichiarazioni di Bossi che, giorni fa, ha manifestato pubblicamente “dubbi” in merito alla sopravvivenza dell’Italia come paese unito. ‹‹Mi spiace – ha commentato il presidente – questa volta, di non essere d’accordo con il mio amico Umberto. Sono profondamente convinto che l’Italia c’é e ci sarà sempre››.

Pare, tuttavia, che all’origine della picccata replica vi sia l’irritazione per la mancata apertura dei leghisti (o della parte di essi vicina al Senatùr) sul ritocco alle pensioni. Sarebbe, dunque, in corso tra i 2 una sfida a viso aperto.

Alfano – Si dimostra subito molto impegnativo il ruolo Angelino Alfano, neosegretario del Pdl, a cui spetterà il compito di guidare le trattative interne nel Pdl ed esterne tra il partito e la Lega, nel tentativo di far coincidere tutte le varie anime che si stanno agitando intorno ad una manovra indispensabile ma che nessuno vuole.

Frondisti – Il primo scoglio per Alfano sono senza dubbio i dissidenti del Pdl che il segretario dovrà incontrare tra oggi e mercoledì, insieme agli enti locali. In effetti, i frondisti  stanno guadagnando sempre più credito nel partito. Secondo il senatore Lucio Malan ‹‹ci sono capigruppo, ministri ecc. E ben oltre il 50 per cento del partito non voterebbe a scatola chiusa questa manovra››. Mentre, Giorgio Stracquadanio bolla il provvedimento come ‹‹inefficace e da cambiare perché repressivo››.

Difficile credere che il Pdl si spaccherà sulla finanziaria e farà crollare il governo. Tuttavia, la Lega non pare intenzionata a cedere le proprie posizioni sui ritocchi previdenziali e in tal senso, il Pdl ha apprezzato l’intervento del leader dell’UC, Pier Ferdinando Casini, il quale non usato mezzi termini, affermando che il presidente del Consiglio farebbe bene a respingere il ricatto della Lega sulle pensioni. Casini, inoltre, ha proposto in cambio ‹‹i voti necessari in Parlamento per approvare il decreto››. Una apertura, quella dell’UDC, che il Cavaliere aspettava da tempo e che difficilmente ora si lascerà sfuggire. D’altronde, a conti fatti, i voti centristi basterebbero ad approvare l’emendamento sulle pensioni. A quel punto, non è escluso che la Lega potrebbe spaccarsi.

La manovra  - Intanto è partito in Senato l’esame della nuova manovra. Di seguito, i punti focali del testo in discussione.

Contributo di solidarietà –  Tutti i contribuenti dovranno pagare un contributo del 5% sulla parte eccedente i 90.000 euro e del 10% oltre i 150.000. Il contributo raddoppia (al 10% oltre i 90.000 e al 20% oltre i 150.000 euro) per i parlamentari. E’ per gli anni 2011, 2012 e 2013 ed è deducibile. E’ prevista una clausola cosiddetta di “salvaguardia” per impedire che il prelievo straordinario possa essere superiore a quanto si pagherebbe applicando un’aliquota marginale del 48%.

Slittamento del Tfr – I dipendenti pubblici che andranno in pensione dal primo gennaio del 2012 potranno recepire la liquidazione dopo 6 mesi (se escono dal lavoro per limiti d’eta) o 24 mesi (nei casi di dimissioni o decadenza).

Pensioni - E’ anticipato al 2016 il progressivo innalzamento dell’età pensionabile per le donne che lavorano nel settore privato.

Trasferimenti – E’ reso più facile la procedura di spomento per il dipendente pubblico, qualora l’amministrazione lo ritenga necessario.

Robin Tax – Si applica alle società prodrittrici d’energia. E’ un’addizionale del 4% sull’Ires. Sarà applicata per i tre periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2010.

Rendite finanizarie –  La tassazione passa dal 12,5% al 20% esclusi i titoli di stato.

Province – Soppresse quelle con popolazione inferiore ai 300.000 abitanti o un’estensione inferiore ai 3.000 chilometri quadrati con la conseguente eliminazione degli enti affiliati e delle prefetture

Mini Enti – Chiudono se con un numero di addetti inferiore ai 70 dipendenti con l’esclusioni di alcuni ordini professionali e federazioni sportive.

Referendum – Accorpati in un’unica data i referendum abrogativi se fissati nello stesso anno.

Liberalizzazioni – I servizi pubblici locali saranno sottoposti a intese misure di liberalizzazione e privatizzazione.

Giochi e sigarette - Previste nuove lotterie e rincaro dell’accisa sui tabacchi.

Voli di Stato – Viaggi in classe economica per parlamentari, amministratori pubblici e dipendenti statali.

Ponti festivi – Dal 2012 le festività infrasettimanali non tutelate dal canlendario del Concordato con la Chiesa saranno spostate al venerdì, al sabato o alla domenica, secondo decreto annuale.

Scontrini e fatture – Dure sanzioni per chi evade le tasse o non rilascia dovute ricevute di pagamento: pesanti multe e sospensione dagli ordini professionali.

Caporalato – Arriva la definizione del reato. Si rischia fino a 8 anni di carcere.

Articolo 18 – Non si interviene in materia. Si consente, dunque, alle parti la possibilità di accordarsi in materia di licenziamenti, mantenuta l’eccezione per gli allontanamenti generati dalla discriminazione e per le donne in maternità.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

 

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