Manovra: Berlusconi ritrova l’appoggio di Fini

Prosegue il confronto tra Berlusconi e Tremonti. Il leader del Pdl, però, riceve i consensi dei finiani e di Bossi. Apertura di Casini, dubbi da Pd e Idv

di Nicola Gilardi

Giulio Tremonti, ministro dell’Economia

Nella maggioranza sembra essere tornato il sereno. A riunire il Pdl sono le modalità di attuazione della manovra finanziaria. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha riconosciuto la necessità di risanare i bilanci dello Stato, anche a costo di risultare impopolari.

Per contro, Silvio Berlusconi, ha cercato di frenare una manovra troppo pesante per le tasche dei cittadini. «Nessuna macelleria sociale» ha dichiarato il premier, ma comunque resta la necessità di trovare quei 27 miliardi di euro che possano evitare il crack al Paese. Il presidente del Consiglio, poi, ha scongiurato l’innalzamento delle tasse, i tagli nella scuola e nella sanità.

Questa linea ha trovato concordi anche i finiani, che hanno dato respiro a Berlusconi. Da Palazzo Chigi giungono, infatti, parole che confermano l’accordo di un «giusto equilibrio» fra la necessità del rigore finanziario e quella di non gravare sui cittadini. Il Pdl, insomma, torna ad essere unito, resta da vedere per quanto.

Anche da Bossi sono arrivate parole di accordo sulla linea di Berlusconi. Il che non è così scontato, dato che Tremonti è un esponente proprio della Lega Nord. «Non bisogna subito spararci in testa – ha detto il leader padano – bisogna aspettare, Tremonti farà le sue proposte: certo Tremonti è uno che ha bisogno di soldi, ma poi ci siamo io e Berlusconi che cercheremo di trovare l’equilibrio». Il ruolo di mediatore, comunque, è toccato a Gianni Letta che ha fatto da tramite fra Berlusconi e Tremonti per cercare una sintesi che non fosse troppo impopolare.

Pier Ferdinando Casini

Nell’opposizione, però, convivono idee contrastanti. Da Casini sono arrivate parole di apertura: «Se non sarà impostata sui condoni siamo disponibili ad aiutare Tremonti». Bersani dubita della linea del governo: «Qui non si vede uno straccio di manovra strutturale. Tutte le cose che si stanno dicendo di nuovo portano il carico sui ceti medi e bassi, una riduzione degli investimenti e una riduzione sugli enti locali». La linea dell’Idv, invece, sembra essere quella della diffidenza: «Ora ci troviamo nella necessità di intervenire sui conti, ma vigileremo perché di questo governo, che ha sempre negato l’emergenza economica, non ci fidiamo».

Adesso si attendono i dettagli della manovra. Tutto verrà deciso dal tira-molla tra Berlusconi e Tremonti. Il presidente del Consiglio, però, può contare sull’inaspettato appoggio dei finiani, nonché di Umberto Bossi. La necessità di regolare i conti, tuttavia, è impellente e non può essere rimandata se non vogliamo fare la fine della Grecia.

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Una risposta a Manovra: Berlusconi ritrova l’appoggio di Fini

  1. avatar
    alessio di benedetto 25/05/2010 a 18:12

    CHE LE BANCHE CI RESTITUISCANO I 43 MILIARDI CHE CI HANNO RUBATO GRAZIE AL SUPERLADRO BERLUSKLAUN, che la casta la smetta di rubare 30 mila € il mese, che finiscano le pensioni d’oro per i politici dopo 3 anni di legislatura, che portino a 100 i 900 incapaci che già ci sono: il risultato non cambierebbe: la repubblica delle banane, del vaticano e della mafia politica, i nuovi aristocratici, la casta nobiliare che opera solo per imbrogliarci ci sta uccidendo giorno dopo giorno in nome del Nuovo Ordine Mondiale: Federal Reserve, BCE, Fondo Monetario internazionale…

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