Manovra: Berlusconi chiede la fiducia, no al vertice con le regioni

Secondo atto della politica del «ghe pensi mi». Insorgono le Regioni. Bersani: «Scelta irresponsabile»

di Nicola Gilardi

ROMA – Il presidente del Consiglio blinda il testo sulla manovra finanziaria e chiede l’approvazione con la fiducia al Parlamento. La decisione è arrivata dopo l’incontro con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti che nei giorni passati aveva manifestato qualche dissenso arrivando a minacciare le dimissioni.  In una nota di Palazzo Chigi, il ministro e il premier «hanno preso atto del buon lavoro finora sviluppato in e hanno valutato tutti i miglioramenti proposti e realizzabili, fermo il vincolo dell’invarianza dei saldi».

L’intento di Berlusconi è quello di fermare la nuvola di dubbi attorno alla manovra e stringere i tempi per l’approvazione. Sarebbe questo, dunque, il secondo atto della politica del «ghe pensi mi», ma restano le polemiche dell’opposizione che si dice molto insoddisfatta dei provvedimenti.

La blindatura del testo mette fine anche al dialogo con le regioni che sono insorte, dato che avevano chiesto ufficialmente un incontro con il governo. «Non potremmo che considerare gravissimo e inaccettabile il diniego circa la richiesta del sistema delle autonomie territoriali di avere un incontro con il Presidente del Consiglio e con i Ministri interessati dalla manovra» hanno dichiarato in una nota Sergio Chiamparino (Anci), Vasco Errani (Conferenza delle Regioni), Giuseppe Castiglione (Upi) e Enrico Borghi (Uncem). Secondo i governatori delle regioni, attraverso questo provvedimento verrebbe meno il «principio di leale collaborazione che è la base delle corrette relazioni istituzionali su cui si fonda la nostra Costituzione».

All’attacco il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: «La fiducia è una scelta di totale irresponsabilità. Ognuno vede che questa manovra va radicalmente cambiata. Il Pd ha presentato proposte alternative che non mutano i saldi. L’esigenza di Berlusconi di ammanettare la propria maggioranza sta mettendo il Paese sempre più nei guai».

Ancor più duro è il commento di Antonio Di Pietro: «Berlusconi, come tutti i dittatori, si è chiuso nel suo bunker e impone il voto di fiducia su un provvedimento che non vuole nessuno: né i lavoratori, né i sindacati, né le imprese, né gli insegnanti, né le Forze dell’Ordine, né i magistrati né tutte quelle categorie che vengono vessate, bastonate e penalizzate da queste norme inique».

Nei prossimi giorni ci sarà la votazione e non dovrebbero esserci sorprese riguardo all’approvazione.

Foto: www.antisilvio.blogs.it; www.flikr.com; www.encodinglife.blogspot.com

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