MammAvventure in libreria grazie a ‘Guerriere’ di Elisabetta Ambrosi

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Ci volevano il talento scrittorio e l’esperienza giornalistica di Elisabetta Ambrosi per riuscire (con successo) nell’impresa che in questa rubrica si tenta di perseguire ogni settimana: raccontare, basandosi su reali esperienze di vita vissuta, la straordinaria e difficilissima avventura del diventare (ed essere) madri nel nostro Paese, schiacciate tra crisi economica, precarietà lavorativa e assoluta insufficienza del Welfare. Guerriere. La resistenza delle nuove mamme italiane (Chiarelettere. euro 14) è il libro in cui l’Ambrosi affronta molti dei temi che a pieno titolo possono fregiarsi dell’appellativo di mammAvventura, basta gettare una rapida occhiata all’indice e scoprire capitoli come Dimmi che contratto hai, ti dirò che gravidanza avrai oppure Mamme separate: metà soldi, doppio lavoro, o ancora Cronache di ordinaria follia.

UN LIBRO PER CHI?Guerriere raccoglie e rielabora, con acuta ironia, storie e testimonianze di donne-mamme, ognuna alle prese con una situazione sì individuale e personale, ma in grado di diventare paradigmatica. Costruite come dialoghi tra amiche, micro interviste assolutamente informali, e accompagnate dall’analisi dell’autrice tesa ad offrire spunti di riflessione e magari anche trovare qualche possibile soluzione, le mammAvventure raccontate da Elisabetta Ambrosi non sono destinate solo alle mamme, anzi, forse queste conoscono già fin troppo bene ogni singolo dettaglio di quanto contenuto nel libro! Più utile sarebbe senza dubbio la lettura per tutti coloro che immaginano la maternità soltanto come una rosea esperienza di vita, immersa in un’atmosfera ovattata da favola, al profumo di violetta e borotalco, ma anche per certa nostra italica classe politica e dirigente, per i nostri mariti e compagni, per i famigliari (i nonni per esempio…) che circondano la neo-mamma: tutti ne trarrebbero importanti conoscenze sulla alta carica di stress, fisico ma anche emotivo, legata all’arrivo di un figlio, incluso l’apparato di aspettative che la società ha dalla puerpera, tipo la felicità incondizionata che questa dovrebbe provare per il solo fatto di aver dato alla luce il proprio bambino.

PROBLEMA LAVORO – Al centro del libro di Elisabetta Ambrosi c’è un tema scottante che lo diventa ancora di più quando viene associato alla parola maternità: il lavoro. Le storie delle mamme lavoratrici sono tante e tutte diverse, ma ugualmente difficili quando si scopre che ad essere sempre sul filo del rasoio non sono solo le donne con contratti precari e co.co.co, ma anche tutte quelle che svolgono attività in libera professione, le free-lance con la partita Iva, le dipendenti con contratti a tempo determinato che hanno programmato la gravidanza per non far coincidere il parto con il momento di pausa tra un rinnovo e l’altro…e qualche volta anche le fortunate assunte a tempo indeterminato, su cui pende come la spada di Damocle una lettera di dimissioni firmata in bianco.

UNA MAMMA “GUERRIERA” DEVE PER FORZA ESSERE “INCREDIBILE”???

mamma incredibili (theyserveopocorninhell.blogspot.com)

Sul tema lavoro e maternità ha lavorato tempo fa – con un irresistibile sense of humor ironico-cinico-grottesco – un’amica regista, blogger e scrittrice, Silvia Lombardo: nell’episodio Ninna nanna ninna NO, inserito nel suo primo lungometraggio La ballata dei precari e il cui titolo ha ispirato una delle mammAvventure di WakeUpNews, un’arguta ginecologa (Geppi Cucciari) inventava una miracolosa cintura in grado di ritardare il parto per andare incontro alle esigenze lavorative di una giovane coppia…naturalmente con tragicomiche conseguenze.

QUALI ARMI PER LE MAMME GUERRIERE? – Avere la forza e il coraggio di chiedere aiuto, di ritagliarsi i propri spazi senza il timore di essere giudicate ‘cattive madri’, non sentirsi in colpa nel rivendicare i propri diritti all’uguaglianza, impostare il rapporto con il partner su solide basi di condivisione dei doveri e delle incombenze nella gestione della prole, pretendere il rispetto per la propria fatica quotidiana. Questi i consigli di Elisabetta Ambrosi per la resistenza delle nuove mamme, donne che devono sì avere coscienza dei propri limiti, delle proprie naturali e legittime debolezze, ma anche acquisire la piena consapevolezza di una parità tra i sessi che non è gentile concessione, ma conquista che va difesa e ribadita ogni giorno perchè – come ha detto l’autrice in un’intervista a proposito della simmetria che ci deve essere in una coppia in termini di divisione  degli obblighi domestici: «È fondamentale che ci si alterni. Non è vero che nelle coppie più simmetriche si litiga di più. La contrattazione è faticosa, ma alla fine ci sono due genitori liberi e bambini che da grandi ripeteranno gli schemi che hanno visto in famiglia».

elisabetta ambrosi (romagnamamma.it)

L’autrice Elisabetta Ambrosi

Tanto conta anche l’organizzazione. Giusto qualche giorno fa mia sorella, mamma di due maschi di 14 e 7 anni, mi scriveva in una mail: «Anche se sono grandi (non illuderti troppo) bisogna sempre stargli dietro, con la scuola, i compiti, gli avvisi, le cose da comprare, le circolari da leggere e restituire, i buoni mensa, la merenda, la bottiglia dell’acqua, il grembiule pulito col fazzoletto in tasca…sembrano stupidaggini ma non si è mai finito. E poi i giubbotti dimenticati a scuola, le felpe misteriosamente scomparse, gli oggetti da portare in classe per i pensierini. Per non farsi mancare niente c’è lo sport! Uno ha gli allenamenti di basket tre volte a settimana, l’altro due e il sabato c’è il nuoto; a breve il piccolo inizierà il corso anche con la scuola e così i borsoni da fare e disfare non finiscono mai. E se non ci sono io nessuno ha mai idea di dove siano le cose: dove è l’accappatoio, dove sono le scarpe, dove è la cuffia…come se mi divertissi a nasconderle». Altro che organizzazione, ci vuole un’impostazione da addestramento militare.

E L’ARMA SEGRETA? – Ma oltre alla capacità di lanciare SOS prima di arrivare alla soglia dell’esaurimento o sapersi organizzare per conciliare la propria esistenza come donna con quella come mamma, Elisabetta Ambrosi riconosce nell‘ironia il vero segreto della sopravvivenza. Grazie a questa, come ripete sempre anche MammAvventura, si può trasformare la rabbia verso tutto ciò che non va (le barriere architettoniche per i passeggini, i posti insufficienti negli asili nido, etc) nella consapevolezza che si può fare molto, pur agendo nel piccolo, passo dopo passo, senza pretesa di cambiare tutto e subito ma rendendo poco alla volta migliori tante situazioni ‘disperate’. Per l’autrice di Guerriere arrabbiarsi non serve a nulla, perchè oltre a far crescere il senso di impotenza e frustrazione tende a respingere gli altri, a creare una barriera che impedisce la reciproca comprensione: essere ironici porta invece ad una positiva condivisione empatica con chi ci circonda, favorendo scambio e dialogo.

Quindi coraggio care amiche di MammAvventura…siamo sulla buona strada.

MammAvventura

foto: confini.blog_.rainews.it; theyserveopocorninhell.blogspot.com; romagnamamma.it

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