M5s. Ma i grillini in Parlamento o si sporcano le mani o sarà tsunami

m5s marta grande (affaritaliani.libero.it)

Marta Grande, eletta M5s (affaritaliani.libero.it)

Roma – Lo tsunami è forma di cataclisma bipartisan: travolge tutti, anche coloro che per definizione giornalistica di nome fanno grillini. La precisazione non è un augurio ma ciò che suggeriscono le dichiarazioni a ruota libera di esponenti e futuri parlamentari del Movimento 5 stelle eletti in 162 dalla passata tornata elettorale. Quella che ha restituito un Parlamento diviso e una sostanziale ingovernabilità.

Twitta Claudio Messora, giornalista filo-grillino contro l’ipotesi di governissimo Bersani-Berlusconi: ‹‹Se proprio Pd e Pdl ci tengono alla governabilità possono sempre votare la fiducia al primo governo M5s››. Per il neo-eletto Davide Barillari la soluzione è la pacificazione Pd-Pdl perché ‹‹viste le difficoltà del Paese, bisognerebbe che le due forze storiche si uniscano per il bene del Paese. Noi collaboreremo››. Scandisce Beppe Grillo in persona sulla possibilità di governo con il Pd: ‹‹Bersani è un morto che parla››. Diffonde sul Web certa Viola Tesi, elettrice grilla, (anche se indiscrezioni la vorrebbero militante del Partito Pirata in area Pd) una petizione affinché M5s accetti l’alleanza con il centrosinitra. Petizione, peraltro, già sottoscritta in migliaia.

Mica finita. Giura ancora Grillo pronto alle consultazioni in Quirinale: ‹‹Da Napolitano vado io. Avanti senza inciuci››. Dichiara Valentina Zafarana, eletta M5s: ‹‹Grillo adesso non decide più nulla. Dal momento in cui le elezioni sanciscono chi è stato eletto, spetta a noi eletti decidere››.

Si osserva e non si capisce, magari perché non c’è niente da capire ma solo da osservare. Il Movimento è nato e vissuto delle voci internettiane della Rete: nutrito da esse secondo la logica “uno vale uno”. Buon per loro. Adesso però che dal virtuale si passa al reale seggio parlamentare la questione si pone: come si mette d’accordo tutta la selva di proposte, opinioni, idee, dichiarazioni ed iniziative rigorosamente emanate via Web se tutto vale con un click?

Come ci si organizza senza sedi di lavoro (una volta si sarebbe detto di partito), senza gerarchie definite, congressi né tavoli di incontro per strutturare almeno i punti chiave da avanzare alle Aule? Fosse solo decidere se i grillini avranno comportamento passivo o attivo nei confronti delle altre forze politiche.

Come si fa a tenere i rapporti tra parlamentari e vertici del Movimento, cioè Grillo-Casaleggio, se questi con gli eletti non parlano, sempre che gli eletti vogliano consultarli, e comunque magari neppure si conoscono?

Attenzione che gli tsunami fanno presto a sollevarsi e qui il maremoto si è già verificato. Le vittime sono il centrodestra e centrosinistra massacrate dalla sciocca presunzione di non cedere all’avversario-elettore-furioso, di non cedere le posizioni di potere, di non cedere le rendite, di non cedere alle riforme. E a forza di non cedere, l’onda anomala l’hanno presa in fronte. Ma il M5s?

Che cosa farà da oggi in poi il primo partito alla Camera che però partito non lo si può chiamare perché non lo è. Cosa diventerà questa massa informe che una volta approdata in Parlamento sarà obbligata a compattarsi e a inquadrarsi negli schemi istituzionali; magari a guidarli pure se il segretario Pd Bersani riuscirà nel tentativo di avvicinare i grillini offrendogli la presidenza della Camera.

m5s grillo (wikipedia.org)
Beppe Grillo (wikipedia.org)

E a quel punto che accadrà alla coppia di internauti Grillo e Casaleggio? E a tutto l’universo di click che gli gira intorno?

Dice Grillo che tra un anno si torna al voto. Può darsi sia vero. Meglio però per lui sarebbe un’alleanza Pd-Pdl che gli togliesse le castagne dal fuoco e gli consentisse di mantenere viva la maschera della protesta. Sperando: a) che i due partiti rinsaviscano quel tanto che serve per intavolare delle manovre comunque urgenti di riscrittura costituzionale, riformulazione del bipolarismo, alleggerimento fiscale e legge elettorale tanto da poter votare senza dover passare al giudizio sempre impietoso della Rete che comunque non mancherà; b) che i due partiti, in corso d’opera, non cadano nuovamente nelle logiche distruttive della demonizzazione dell’altro. Cosa che se accadesse caccerebbe il M5s nella difficile posizione di arbitro se non di mediatore. Un ruolo dal quale non si potrebbe uscire con un “voteremo le cose attinenti con il nostro programma”. Sarebbero costretti ad intervenire e, piaccia o meno, a sporcarsi un bel po’ le mani. E’ la politica bellezza, quella a rischio tsunami. Il tempo dell’antipolitica è finito.

Chantal Cresta

Foto || affaritaliani.libero.it; wikipedia.org; tg24.sky.it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews