M5s, la votazione farsa per le alleanze europee: o Farage o niente

Aperte le votazioni del M5s per le alleanze europee: o l'EFD di Farage, o l'ECD (mai approfondito) del semisconosciuto Syed Kamall. Indovinate chi vincerà?

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Il momento è giunto: il M5s, come annunciato dopo le elezioni europee del 25 maggio, concede oggi dalle 10.45 alle 19 ad una parte degli iscritti al blog di votare per le alleanze europee. Il metodo è lo stesso: nessun annuncio preventivo, un post sul blog alle 10.42 (3 minuti prima dell’apertura delle votazioni) e via alla scelta solo per gli iscritti fino a giugno 2013. Le possibilità di scelta? L’EFD di Nigel Farage (nome esplicitamente indicato), l’ECR di Jan Zahradil o il gruppo dei non iscritti. Nessuna proposta di alleanza con i Verdi, con cui l’intesa non è stata evidentemente trovata dopo i battibecchi delle ultime settimane. Una annotazione per mettere a tacere eventuali dichiarazioni regresse dei parlamentari (“dichiarazioni individuali di singoli europarlamentari o delegazioni non sono state giudicate rappresentative, in quanto non titolate a stringere un patto che abbia la certezza di essere rispettato una volta che i cittadini si saranno espressi con una consultazione online”), ma soprattutto un post scriptum finale che ha fatto infuriare gli elettori sul blog: “nel caso la soluzione più votata non sia praticabile, sarà perseguita la successiva più votata“.

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Beppe Grillo e Nigel Farage (@nigel_farage)

EFD, ALIAS NIGEL FARAGE - Una votazione a senso unico: non ci sono altri modi per definire la scelta che gli elettori verificati del M5s dovranno effettuare oggi. La scelta sarà Farage. E lo si vede dal modo in cui la scelta è impostata. La descrizione dell’EFD, di cui fa parte l’Ukip di Nigel Farage e il cui nome appare in evidenza accanto al video di presentazione, è una dichiarazione di intenti. Tutti i punti forti della campagna elettorale europea del M5s vengono rimarcati con attenzione nella breve biografia politica del gruppo: «Il Gruppo [l'EFD, ndr] ha rappresentato nella scorsa legislatura l’opposizione più strenua al federalismo basato sull’austerity e alla concentrazione del potere nelle mani dei burocrati non eletti a Bruxelles. L’EFD è contro l’euro che ha generato povertà e disoccupazione. L’Ukip, il maggiore partito del Gruppo EFD, crede nella democrazia diretta ed è un partito contrario a ogni forma di discriminazione, accogliendo al suo interno membri di diverse etnie e genere che si sono uniti nella difesa della libertà e della democrazia. Il partito (e non il gruppo, sempre per sottolineare le affinità con l’Ukip, ndrsi oppone al potere delle gradi banche, delle multinazionali e all’eccessiva burocrazia, dedica solo il 15% del suo budget al mantenimento della sua struttura amministrativa, liberando così molte risorse per le attività politiche sul territorio e per la comunicazione, è disposto a cambiare nome scegliendone uno nuovo insieme al M5S, garantisce peso sufficiente per affrontare le battaglie condotte su temi comuni, ma al contempo assicura libertà totale di voto l’agenda politica che differisca da quella del M5S». Nel video di presentazione (3 minuti e 50) ovviamente appare lui, Nigel Farage.

ECR, ALIAS IL MAI CITATO SYED KAMALL - La proposta di alleanza con l’ECR è quella del classico outsider. A differenza dell’EFD, al gruppo dei conservatori e riformisti europei non sono mai stati dedicati approfondimenti sul blog alla pari di Farage e neanche dichiarazioni battagliere o provocatori come quelle rivolte ai Verdi. Non viene citato nessun partito di riferimento nella descrizione, a differenza di quanto fatto con l’EFD e la presentazione è molto più generica e menodettagliata: «Il Gruppo [EFD, ndr] nasce come espressione dei Conservatori inglesi (Tories). Vuole riformare l’Unione Europea opponendosi al federalismo sulla base di un euro-realismo che rispetti la sovranità degli Stati Membri, crede nella libera impresa, nel commercio. Nella sua visione, l’Unione Europea dovrebbe porre fine agli sprechi e all’eccessiva burocrazia. L’ECR ha una struttura amministrativa consolidata, che si traduce in un supporto esteso alle attività politiche. Come l’EFD, inoltre, offre al M5S la massima libertà di voto sui temi in cui non ci sia una linea comune. Nel video appare Syed Kamall, candidato Presidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei. Un nome, a differenza di quello ampiamente “pompato” di Farage, che Grillo non ha mai fatto prima nel suo blog.

NON ISCRITTI? SI PUÒ SCEGLIERE, MA MEGLIO DI NO - Ultima scelta, quella di risultare tra i non iscritti. Ma in questo caso vengono ovviamente evidenziate le criticità della cosa. «I deputati eletti del M5S possono decidere di non aderire a nessun gruppo politico. In questo caso andranno automaticamente a sedere tra i banchi del raggruppamento dei “Non Iscritti“. Essere tra i Non Iscritti comporta un’influenza limitata se non nulla sull’attività legislativa del Parlamento europeo. I “Non Iscritti non possono ottenere cariche (presidente di Commissione, vice presidenze del Parlamento, ecc.), né votare al maggiore organo decisionale del Parlamento europeo (la Conferenza dei Presidenti) e ottenere che i temi importanti per il M5S vengano posti al centro dell’agenda legislativa in Europa». Ulteriore postilla: i deputati non appartenenti a nessun gruppo non hanno diritto agli ulteriori fondi che l’Unione Europea stanzia per i gruppi parlamentari ufficiali. A fugare ogni dubbio, un apposito video esemplificativo ricorda l’importanza di entrare in un gruppo politico: quindi di fatto la terza opzione è esclusa.

BYE BYE VERDI. E QUELLA POSTILLA… - I Verdi? Non pervenuti. Grillo ha offre solo due possibilità di scelta, di fatto: l’idolo Farage – difficile definirlo diversamente – e il semisconosciuto Kamall. Con il gruppo dei Verdi, per il quale molti sostenitori del M5s pensavano di poter scegliere, obbligando di fatto Grillo ad intavolare una trattativa dopo le scaramucce pre e post elettorali, l’alleanza non è stata nemmeno proposta. Grillo si rifiuta di intavolare successiva trattative di alleanze con i Verdi, quindi non offre la possibilità di scegliere. La scelta è di fatto obbligata: il risultato sarà Farage. E se così non dovesse essere, c’è una inquietante postilla a fondo pagina: nel caso la soluzione più votata non sia praticabile, sarà perseguita la successiva più votata. Ossia gli esiti del voto possono essere beatamente ignorati dietro lo spettro indefinito della “non praticabilità”. Grillo e Casaleggio si vogliono cioè tutelare da un possibile “voto di protesta” orientato sul gruppo dei non iscritti e non certo sul di fatto sconosciuto ECR.

ATTIVISTI INFURIATI - Le reazioni sul blog alle possibilità di scelta di alleanza europea non si sono fatte attendere. I commenti che seguono sono una selezione di quelli degli iscritti verificati al blog (segno di spunta verde accanto al nome), raccolti in solo una ventina di minuti. Il malcontento cresce progressivamente, alternandosi a commenti non verificati – puntualmente bollati come troll – e a dichiarazioni di voto per Farage. È possibile leggere tutti i commenti qui.

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I commenti di dissenso sul blog di Beppe Grillo (clicca per ingrandire)

SCELTA A SENSO UNICO - La mancanza di opzione dei Verdi è la critica più violenta mossa dai sostenitori. Ma l’impronta data alla votazione è semplicemente la seguente: Grillo ha proposto la scelta tra gli unici due gruppi che hanno espresso interesse e sintonia totale con le richieste del M5s. O meglio, ha proposto l’unico gruppo, l’EFD (leggi Ukip) di Farage, che è stato fatto conoscere in maniera approfondita agli elettori e ai lettori del blog con appositi post dedicati. Nessun approfondimento per l’ECR, il cui inserimento tra le opzioni sa di contentino per giustificare l’assenza di qualsiasi altra possibile scelta se non quella del gruppo dei non iscritti, all’interno del quale il programma europeo del M5s sarebbe ovviamente inapplicabile. Su Twitter il web non la pensa in maniera dissimile, con le immancabili ironie del servizio di microblogging.

FARAGE DOVEVA ESSERE, FARAGE SARÀ - Beppe Grillo scopre ancora una volta, forse definitivamente, le carte. Piaccia o meno, la collocazione politica europea del Movimento 5 Stelle è tra la destra e l’estrema destra. Alternative non ce ne sono. Grillo ha incontrato Farage senza preavviso il primo giorno dopo le elezioni europee, ha scelto Farage, ha premuto sul blog affinché si scegliesse Farage e Farage sarà. La sbandierata democrazia diretta, cardine dell’impostazione politica del M5s, ad esserci c’è. Ma il modo in cui viene applicata lo rende meglio di tutti l’amara ironia di Spinoza.it. Siate pronti al peggio. Pardon, al seggio.

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Francesco Guarino
@fraguarino

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