L’uva è la grande protagonista della dieta del rientro

Varietà di uva nera (obiettivobenessere.tgcom24.it)

Varietà di uva nera (obiettivobenessere.tgcom24.it)

Se durante le vacanze estive ci si è lasciati andare al piacere degli aperitivi con gli amici, dei gelati sotto l’ombrellone e dei frequenti snack contro i cali di zuccheri, allora settembre è il momento migliore per la dieta del rientro. Un regime alimentare leggero fresco ma comunque saporito, non troppo proibitivo perché l’umore resti alto e colorato con le nuance di questo mese: la dieta dell’uva.

Si racconta che l’uva maturi a settembre proprio per essere mangiata in tempo per combattere lo stress post-vacanza e depurare il corpo dai bagordi estivi. Come tutte le storie anche questa ha il suo fondamento: l’uva è ricca di acidi organici e combatte la stanchezza da stress, la ritenzione idrica e il sovraffaticamento del fegato. In aggiunta, questo frutto dalla forma insolita, è un potente ricostituente naturale poiché gli acini sono ricchi di acqua, zuccheri, fibre, vitamine e sali minerali, ed è anche un discreto lassativo grazie alla sua buccia e ai semi che facilitano il passaggio dei cibi nell’intestino aiutando quindi la depurazione dell’organismo.

Il primo obiettivo della dieta del rientro è disintossicare e purificare l’organismo da scorie e tossine e richiede tempo per essere perseguito. Il regime alimentare a base di uva, pensato per durare una settimana, si divide in due fasi. La prima di due giorni, da iniziare preferibilmente  durante il week end quando si è più rilassati, prevede un menù molto leggero e ridotta attività fisica. Invece la seconda fase, che riunisce i cinque giorni successive, concede un’alimentazione più sostanziosa e lunghe passeggiate.

L’altro importante obiettivo della dieta del rientro è sgonfiarsi e perdere i liquidi in eccesso. Esiste una vera e propria cura, l’ampeloterapia, che prevede il consumo di uva secondo precisi canoni (deve essere raccolta la mattina presto quando è ancora coperta di rugiada, va consumata in quantità predefinite e masticata lentamente con buccia e semini) ed esistono anche varianti meno drastiche di questa che portano a risultati ugualmente visibili.

Depurarsi con l'uva (style.it)

Depurarsi con l’uva (style.it)

Il sabato e la domenica bisogna attenersi ad un’alimentazione semiliquida e prevalentemente vegetale con poche proteine provenienti dallo yogurt e dal formaggio di soia per un apporto di 900 calorie al giorno. In questi due giorni si arriva a mangiare fino ad 1 kg di uva anche sotto forma di succo, da preparare in casa con la frutta fresca. Ogni giorno sono previsti 3 pasti principali a base di verdure e tanti spuntini (circa ogni ora) a base di tè verde e centrifugati. A colazione si possono bere centrifugati di verdura e latte di soia. Da lunedì a venerdì si passa ad una dieta dissociata di circa 1300 calorie al giorno. Riso o pasta a pranzo mentre a cena ricompaiono le proteine e quindi a scelta carne, pesce, formaggi e uova. I due pasti principali e la colazione sono sempre accompagnati dall’uva che aumenta di giorno in giorno. Si parte dal lunedì con 200 grammi, aggiungendone altri 200 di giorno in giorno, fino ad arrivare il venerdì a mangiarne 1 kg. Infine ci sono due spuntini quotidiani con da centrifugati di verdura e succo d’uva.

Che sia rossa nera o bianca, con acini tondi o allungati, croccante o più morbida non ha grande importanza perché le proprietà dell’uva sono sempre le stesse. E seguendo questa alimentazione per una settimana oltre a purificare l’organismo, tonificare la pelle e migliorare la qualità del sonno ci si prepara, in modo ottimale, al cambio di stagione.

Antonella Nalli

Foto: style.it, obiettivobenessere.tgcom24.it, print-texture.com

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