L’uomo di Atapuerca può cambiare l’evoluzione umana

Uomo di Atapuerca (www.atapuerca.tv)

Uomo di Atapuerca (www.atapuerca.tv)

Burgos -  La storia della nostra evoluzione è una delle più studiate ma allo stesso tempo misteriose tematiche che riguardano la natura umana. Ecco quindi che gli archeologi e gli studiosi del giacimento di Atapuerca, sito di interesse mondiale prossimo alla cittadina spagnola di Burgos, hanno fatto una nuova scoperta che potrebbe cambiare il percorso evolutivo fino ad oggi ipotizzato.

LA SCOPERTA – Parti della Terra all’incirca 430 mila di anni fa erano abitati da uomini dall’altezza media di 163 cm e una massa corporale di 69 kg. Erano uomini non molto slanciati ma anzi un po’ tozzi e fisicamente forti con una massa celebrale inferiori ai famosi uomini di Neanderthal . Si può affermare tutto ciò grazie ai fossili ritrovati nella Sima de lo Huesos, una cava presente nelle montagne di Atapuerca.

STUDI ANTICHI E RICERCHE MODERNE – Gli studi su quest’area, iniziati nel 1964 da Francisco Jordá Cerdá, hanno portato alla luce nel corso degli anni diversi fossili umani e oggi hanno portato all’esatta definizione di questi ominidi. Le ricerche specifiche sul cosidetto Uomo di Atapuerca sono iniziate nel 2013 e i risultati delle ricerche sono stati evidenziati oggi da Juan Luis Arsuaga, direttore del Centro de Evolución y Comportamiento Humanos (Instituto Carlos III – Università Complutense di Madrid), il quale ha presentato un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings della Accademia nazionale delle scienze degli USA (PNAS).

ANALISI SPECIFICHE – Una ventina di esperti facenti parte di diversi istituti spagnoli e non hanno lavorato su 6700 ossa appartenenti almeno a 28 persone diverse. L’aver ricostruito l’esistenza di questi ominidi come nostri antenati ha grosse conseguenze sugli uomini di Neanderthal, non più da considerare come specie diverse adattate a un clima più freddo di quello africano ma specie cresciute parallelamente alla evoluzione che ha portato all’uomo sapiens, cioè a noi. Ecco quindi che in questo quadro si prospettano quattro fasi umane con un ordine sequenziale: l’uomo ardipithecus, simile a una scimmia e abitante degli alberi; gli australopitechi, nomadi e bipedi; l’homo erectus (tra questi gli uomini di Atapuerca e i neanderthal); quarta e ultima specie sarebbe costituita dall’uomo sapiens.

COSA CAMBIA – La più grande novità è che, inserendo i Neanderthal nella terza fase, si afferma che essi siano i discendenti diretti dell’uomo erectus africano. L’uomo sapiens, cioè noi, saremmo frutto di una rivoluzione dai modelli precedenti ma anche i Neanderthal sembrano aver avuto una evoluzione rispetto per esempio agli antenati, gli uomini di Atapuerca. Quindi l’uomo di neanderthal non è un semi-scimpanzé ma semplicemente una specie specchio col quale il sapiens va confrontato. Ecco quindi che si aprono nuove prospettive per lo studio dell’attuale specie umana. Nell’attesa di ulteriori novità sull’uomo sapiens, si è chiesto qual è la rappresentazione più evoluta dell’uomo oggi? Gli scienziati hanno risposto Usain Bolt, capace di correre più veloce di tutti utilizzando la minima quantità di energia.

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews