L’Umbria e il vizietto dell’impiego statale

La Giunta Marini urla alla “macelleria sociale” per i tagli Tremonti ma la regione vive di stipendi pubblici e rapporti assistenziali

di Chantal Cresta

Perugia
Perugia

PERUGIA – In Umbria c’è un detto: “Una volta un umbro su 2 votava comunista. Adesso un comunista umbro su due vota in un consiglio di amministrazione”. Il concetto, in soldoni, è il seguente: per anni e in particolare durante gli ultimi 2 mandati (dal 2000 al 2010) della Giunta rossa dell’ex governatore, Maria Rita Lorenzetti (Ds), la Regione ha funzionato grazie a serrati rapporti clientelari tra l’elettorato e gli amministratori locali. La liaison è stata nutrita con il “dirottamento” di finanziamenti statali per la creazione di posti pubblici – per la maggior parte superflui – assegnati senza un reale criterio di idoneità professionale cosa, per altro, pienamente concessa dalle Legge alle amministrazioni regionali. Risultato: in Umbria esiste una incredibile compagine di dipendenti, funzionari e dirigenti locali disloccati in altrettanti enti ed aziende a gestione pubblica o semi-privata i cui stipendi pesano sulle casse regionali come un macigno.

Enti – Facciamo un passo indietro. Nel 2006, 1 famiglia umbra su 2 viveva con una remunerazione pubblico-locale. Il dato si può tradurre così: tra impiegati, amministratori, pensionati e invalidi circa 100mila persone campavano con soldi pubblici su una popolazione complessiva di poco più di 800mila individui. Cifre incredibili ma spiegabili con l’alto numero di enti locali: 4 Asl, 2 aziende ospedaliere, 9 comunità montane, 2 Provincie (Terni e Perugia), 2 università (Perugia) e 298 enti di varia natura a cui corrispondevano 1308 incarichi di alti funzionari nominati dalle politiche regionali.

Due conti – Quattro anni fa, il consigliere di sinistra Carlo Ripa di Meana – curioso di conteggiare la mole di spesa dei 298 istituti locali – accertò che 2, 2 milioni di euro erano versati annualmente solo per gli emolumenti dirigenziali di 154 enti. Poiché le rimaneti 144 strutture non risposero all’appello del consigliere, egli potè solo fare un calcolo di stima arrivando alla conclusione che tra stipendi, gettoni, rimborsi e missioni tutti gli enti divorassero ogni anno 8,6 milioni di euro.

Spese varie mai eventuali – D’altronde l’ex governatrice Lorenzetti si è sempre distinta per la disinvoltura con la quale ha curato i suoi conti pubblici. Nel 2005, la Giunta contava 1 milione e 877mila € di spese per le consunze che nel 2009 è lievitata a 3 milioni e 111mila €. Anche il parco macchine di rappresentanza è lastricato d’oro: l’anno scorso, personale e manutenzione auto blu ha richiesto un esborso di 1 milione di euro tondo. Cifre da capogiro per le quali il consigliere, Rocco Valentino (Pdl), nel passato mese di giugno, chiese delucidazioni alla attuale Giunta in carica con un’interrogazione ufficiale. Pare stia ancora aspettando una risposta.

A proposito della nuova Giunta – Il neo eletto governatore è Catiuscia Marini (Pd), e per il momento si è distinta per un’unica iniziativa: ha protestato  per i tagli della manovra Tremonti che costeranno all’Umbria 130 milioni di mancati versamenti statali. Secondo la Marini si tratta di “macelleria sociale”. Bisogna crederle: grassare i paioli della Regione da tutto il personale pubblico in eccesso, non solo manderebbe sul lastrico centinaia di famiglie ma sfiancherebbe le entrate fiscali locali. Eppure, la governatrice non sembra preoccupata o se lo è lo nasconde molto bene, al punto da non esitare a finanziare missioni all’estero discutibile utilità. L’ultima, l’estate scorsa: un viaggio in terra di Russia in cocomitanza al Festival Internazionale di Musica da Camera e Coro “Palazzi di S. Pietroburgo”. Scopo della trasferta: firmare un protocollo d’intesa per stabilire – come si legge in un comunicato edito dalla Regione – “azioni congiunte per lo sviluppo economico attraverso la valorizzazione degli ambienti naturali, in particolare parchi, ville e giardini”. In sostanza, gli assessori alla cultura, Fabrizio Bracco e Fernanda Cecchini si sono gemellati con Mosca per promuovere le specialità umbre alla “Madre Russia” e per poterne studiare roseti e architetture verdi. Il tutto allo scopo di portare “in patria” la scienza giardiniera sovietica. Il costo di questa operazione dal sapore guareschiano non è chiaro ma quando, nel luglio 2010, un articolo del Il Giornale ha riportato il caso sottointendendo delucidazioni sulle cifre spese, un comunicato della Giunta ha glissato affermando che la missione era indispensabile come “scambio di esperienze mirate al ripristino ed alla valorizzazione di ville e giardini storici”.

I Monti – Se la riqualificazione degli arbusti in fiore ha fatto finire gli assessori dall’altra parte del mondo per somme imprecisate, quelle che la Regione ha stanziato quest’anno per le sue 9 comunità

Catiuscia Marini
Catiuscia Marini, neo governatore Regione Umbria

montane sono ben note: 3,4 milioni di euro per cittadine disloccate in un territorio prevalentemente collinare. Niente paura: la neo governatrice è a conoscenza del fatto che il Governo ha dato facoltà alle amministrazioni locali di decidere quali e quanti organismi alpestri sopprimere. Se la Giunta non lo ha ancora fatto è solo perché “ha scelto la strada della riorganizzazione”. Dunque, aspettando che Marini & Co. si incamminino lungo la via del taglio alle spese, informiamo che nelle ultime settimane la Giunta ha annunciato la creazione di un’Agenzia regionale che si occuperà delle competenze operative e gestionali delle sue comunità montane. Le funzioni amministrative, invece, saranno svolte dai “soggetti istituzionali elettivi” (Regione, Provincie e Comuni). L’Umbria perde il pelo. Il vizio mai.

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