L’ultimo terrestre: cos’è umano?

Gli alieni stanno per arrivare. La storia prende le mosse una settimana prima dello sbarco degli alieni nel nostro paese, un arrivo annunciato dai media, annunciato dai governi. La notizia fa poca presa su di una popolazione disillusa, stanca e ormai abituata ad accettare con superficialità e cinismo anche la più incredibile delle novità. Le reazioni all’arrivo di una civiltà extraterrestre sono le più disparate: si va da improbabili culti new age fondati da furbi santoni ad allenatori di squadrette preoccupati che l’arrivo degli alieni possa togliere spazio ai nostri giocatori.

La storia non è quella di un popolo intero.  Seguiamo Luca Bertacci, un uomo solo con enormi problemi a relazionarsi con un mondo che fa fatica a capire. Un uomo che dall’abbandono della madre in piena infanzia è cresciuto nell’incapacità di fidarsi degli altri e, soprattutto, di provare sentimenti. Luca è diventato un emarginato senza passioni e senza sogni, la cui vita si divide tra il lavoro di barista in una squallida sala Bingo e i rari pranzi con il padre, in cui questi non fà che rinnovare il suo odio e il suo dolore per l’abbandono della madre. Unica lieve nota di speranza è l’amore segreto e inconfessato per la sua vicina di casa, un affetto che Luca non vuole esplorare e che cerca di reprimere con tutte le sue forze. L’arrivo degli alieni cambierà tutto, modificando la vita del protagonista in maniera radicale innescando una serie di eventi che lo porteranno ad apprendere una sconvolgente verità.

Queste creature, in tutto e per tutto simili agli alieni “canonici”, caratterizzati dalla loro capacità di distinguere senza dubbi “cosa è bene e cosa è male”, metteranno in moto una sequela di avvenimenti tali da dare a Luca una nuova possibilità di vita e una speranza di felicità. Gian Alfonso Pacinotti, fumettista affermato con lo pseudonimo di Gipi (LMVDV- la mia vita disegnata male, S, Esterno notte), qui alla sua prima prova dietro la macchina da presa racconta una storia dei nostri tempi mascherandola con elementi fantastici. Ciò che il regista porta allo scoperto è la diffusissima incapacità di sognare e la disillusione che viene portata all’estremo nella nostra società.

Ispirandosi alla graphic novel di Giacomo Monti edito da Canicola, Nessuno mi farà del male (un affresco lucido e spietato dell’Italia d’oggi), attraverso Luca, Gipi dipinge, quasi come se si trattasse di una delle sue storie a fumetti, una società in cui i rapporti umani sono sempre più difficili e sempre meno profondi, un luogo in cui le persone non hanno alcun interesse a conoscere l’altro (fattore ben simboleggiato dalle reazioni goffe e inadeguate delle persone alla notizia dell’arrivo degli alieni).  Luca, un uomo bloccato e prigioniero di un abbandono infantile, è paradossalmente il più umano dei personaggi messi in scena, il suo desiderio di un amore temuto lo sconquassa, lo squarcia come lo lacerò l’abbandono materno. Gli alieni si inseriscono in questa società con la loro capacità empatica di distinguere il bene dal male, di essere umani più degli umani.

Guardando la pellicola, in special modo le scene in cui gli alieni interagiscono con gli umani, torna alla mente la domanda cardine che attraversava trasversalmente tutta l’opera dello scrittore di fantascienza Philip K.Dick: “Che cosa è umano?”. La risposta che al termine della sua carriera ci dà lo scrittore è semplicissima e al tempo stesso estremamente difficile da attuare: “Umano è gentilezza“. Questi extraterrestri, questi visitatori sono portatori proprio di gentilezza, di affetto, di intimità e contatto.  Sono specchio dei sentimenti sepolti nel profondo dell’animo umano e riflettono bisogni e sentimenti sconosciuti alle persone stesse. Luca (Gabriele Spinelli), è un personaggio atipico nel paesaggio asfittico della cinematografia italiana, popolato sempre dalla  medesima tipologia di personaggi. Spinelli riesce con garbo e maestria a restituire sulla pellicola un uomo profondamente solo ma con un estrema carica di umanità, un uomo quasi inadatto alla vita così come la conosciamo, una vita fatta di disillusione e piccoli cinismi quotidiani.

Merita una menzione speciale il veterano Roberto Herlitzka che interpreta il padre di Luca, un uomo che non si è più ripreso dall’abbandono della moglie e che avrà un incontro molto particolare con gli alieni. Herlitzka dà vita ad un uomo profondamente ferito responsabile a sua volta delle ferite del figlio su cui scarica e a cui trasmette tutto il suo disprezzo per le donne. Altra menzione va fattà per Luca Marinelli che riesce a dare alla sua Roberta, una trans unica amica del protagonista, una dolcezza e una femminilità rari. Il cast và a costruire una galleria di personaggi grotteschi da cui sembrerebbe del tutto bandito ogni residuo di umanità e che riesce a sollevarsi solo grazie a qualche raro gesto di pietà.

Dando corpo ad una storia in cui il fantastico irrompe nella quotidianità che sembra refrattaria a qualsiasi intromissione del sogno, L’ultimo terreste è un film che si consiglia caldamente. Da tempo una pellicola non riusciva a colpire cosi profondamente come questa, in maniera cosi viscerale. Fatevi un favore e andate a vederlo, non perdetevi l’occasione di un autentica esperienza di umanità.

Davide Schiano Di Coscia

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