“Lovelace”, la vera storia della protagonista di “Gola Profonda” – La recensione

I premi Oscar Rob Epstein e Jeffrey Friedman dirigono Amanda Seyfried in 'Lovelace', il film sulla protagonista dello storico 'Gola Profonda', in sala dall'8 maggio

È un film con un bel biglietto da visita Lovelace, a cominciare dalla regia di Rob Epstein e Jeffrey Friedman, che non si sono mai risparmiati nell’intento di rappresentare vite affascinanti e soggetti coinvolgenti, affiancando all’analisi strettamente documentaristica un’indole più realistica e sensibile. Portano la loro firma famosi film quali Urlo (con James Franco e Jeff Danieles) e Lo schermo velato, oltre che Common Threads: Stories from the Quilt, il documentario che valse ad entrambi l’Oscar nel 1990.

IL SIMBOLO DELLA RIVOLUZIONE SESSUALE - Lovelace arriva proprio alla maturazione di queste considerazioni, che hanno convinto i produttori ad affidare ai due premi Oscar la direzione di questa storia originale, ricalcata sulla vita di Linda Lovelace, alias Linda Susan Boreman, la protagonista del primo film pornografico legale pensato per il grande schermo, Gola profonda, che, a tutt’oggi, è considerata la manifestazione più viva della rivoluzione sessuale degli anni ’70. Nel 1972, infatti, Internet è ancora un presagio lontano e l’esplosione dell’industria del porno invade l’industria cinematografica: Gola Profonda realizza un incasso di oltre 1.000.000 di dollari, proponendo una storia condita di humor, nella quale si muove una protagonista improbabile che, da qual momento, diventa una celebrità a livello internazionale.

Lovelace

CHI ERA LINDA LOVELACE?Lovelace è un film che riesce a ricalcare, dietro le forme di una bravissima Amanda Seyfried e un ritmo magistralmente cercato nel montaggio di Robert Dalva (A.C.E.) e Mattew Landon, la personalità complessa e contraddittoria di una ragazza qualunque che della pin up sembra avere poco e niente. Linda viene infatti da una famiglia severa e bigotta che, nell’ossessione del divieto e delle buone maniere, sembra averle solo insegnato l’importanza di obbedire ad un marito. Paradossalmente, diventerà ciò che apparentemente tutti definiscono un’entusiasta portavoce della libertà sessuale e dell’edonismo senza freni, sostenuta e spalleggiata da suo marito Chuck Traynor (interpretato da Peter Sarsgaard). Sarà soltanto dopo sei anni che Linda Lovelace avrà modo di farsi conoscere quale donna completamente diversa, pronta a raccontare un verità del tutto nuova, che parla di violenza domestica e dipendenza psicofisica.

UN FILM BEN PENSATO - Lovelace si lascia guardare con estremo piacere e curiosità, perchè è ben pensato nel ritmo e nel colore (la fotografia è di Eric Edwards), entrambi omogenei nell’assecondare la contraddittorietà dei punti di vista. Funziona il realismo dei suoi protagonisti: dalla Seyfried volutamente sottotono, che riesce nella rappresentazione di una donna dolce e fragile, lavorata sull’ingenuità dei gesti e dei toni di voce, al burbero ma fascinoso Sarsgaard (Blue Jasmine, An Education). Nel cast, tra gli altri, anche Sharon Stone, nei panni della Signora Boreman, Adam Brody, James Franco, Robert Patrick e Chris Noth. Il film arriverà nelle nostre sale giovedì 8 maggio, distribuito da Barter Multimedia.

Valentina Malgieri

@V_Malgieri

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