Louise Nevelson è a Roma al Palazzo Sciarra

Opera dell'artista Louise Nevelson (culturaitalia).it

Roma – La Fondazione Roma-Palazzo Sciarra ospita fino al 21 luglio una delle più grandi artiste del Novecento, Louise Nevelson. La mostra è un’esposizione di oltre settanta opere divise tra disegni, terracotte degli anni ‘30 e molteplici sculture degli anni successivi. Lo scopo dell’esposizione è mettere in evidenza come il lavoro della Nevelson abbia cambiato profondamente l’arte americana del XX secolo, influenzando le correnti artistiche successive.

La produzione artistica della scultrice viene collocata tra le esperienze artistiche seguenti le avanguardie futuriste e dadaiste proprio per l’utilizzo comune di materiali usati nella vita quotidiana: infatti la Nevelson si avvale di una moltitudine di oggetti ricavati dagli scarti di materiale industriale: plexiglass, gesso, pietra, tattistone, un materiale riciclato da resti lapidei, e l’immancabile legno, la materia prediletta dall’artista perché una delle più malleabili e perché facilmente si presta a trasformarsi in qualcosa di diverso dal prodotto di origine.

Fin dagli anni ’20 Louise Nevelson appare interessata alla tridimensionalità della scultura, perché influenzata dai cubisti e

Opera di Louise Nevelson (arte.it)

dagli studi filosofici, e ricerca costantemente l’apertura verso un nuovo stato definito, dalla stessa, quarta dimensione.

La ricerca costante di questa quarta dimensione è ampliata dall’utilizzo del colore monocromatico e dalla semplicità delle forme.

Nei primi anni di lavoro l’artista si focalizza sull’utilizzo del colore nero perché è il colore della totalità, quello che racchiude tutti gli altri colori, ed è l’accettazione di questi. Negli anni anni ’60 la Nevelson inserirà anche l’utilizzo del bianco e negli anni ’70 dell’oro, il colore che ricorda il Sole e aumenta il carattere metafisico dell’opera, mutando l’oggetto di rifiuto in elemento aulico, che richiama alla memoria il colore dell’ebraismo. La contrapposizione dei due grandi colori bianco e nero simboleggia l’opposizione tra luce e ombra, sole e luna, notte e giorno, infatti l’artista fu definita “l’architetto dell’ombra” e “l’architetto della luce”.

La scultrice realizza nei primi anni di lavoro sculture scatolari, addossate alla parete, dove ogni elemento è incastonato uno dentro l’altro. Successivamente crea una serie di sculture verticali che riassumono in sé il concetto di colonna, attraverso la quale si perpetua la ricerca della quarta dimensione.

Tra gli anni ’70 e ’80, gli anni di maturità dell’artista, la Nevelson realizza una serie di Collages, sculture che permettono di ritrovare quell’immediatezza da lei molto desiderata. In essi si nota una singolare attenzione alla necessità della presenza dell’equilibrio e dei piani prospettici che permettono rapporti cromatici tra le parti. Si crea nuovamente la contrapposizione tra luce ed ombra in un gioco di coni che richiama alla mente l’insegnamento cubista.

L’artista, di origini russe, ha vissuto da sempre a New York e lei stessa definì la città come un’immensa scultura a cielo aperto. Louise Nevelson realizzò per la città americana molte sculture tra cui la cupola della chiesa luterana di St. Peter’s a Manhattan.

Giulia Orsi

Palazzo Sciarra, Via Marco Minghetti, 22

16 aprile > 21 luglio 2013

ORARI

10.00 > 20.00
La biglietteria chiude un’ora prima

Aperture Straordinarie
25 aprile 10.00 > 20.00
1 maggio 10.00 > 20.00
2 giugno 10.00 > 20.00
29 giugno 10.00 > 20.00

PREZZI

Intero € 10,00
Ridotto € 8,00
Ridotto gruppi € 8,00
Scuole € 4,50 (ad alunno)
Famiglia € 20,50 (dai 3 ai 5 componenti
Ridotto speciale (l’adulto che accompagna 1 minore paga ridotto)

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