Lorenzo Schoonbaert rinvia la sua eutanasia per una partita di calcio

Lorenzo Schoonbaert, 41enne belga malato di tumore, ha deciso di spostare la propria eutanasia per vedere l'ultima partita della sua squadra del cuore

BELGIO - «You’ll Never Walk Alone, Lorenzo», «Non camminerai mai solo, Lorenzo». Questo è lo striscione che la squadra e i tifosi del Club Brugge, una squadra di calcio belga, hanno preparato in onore dell’ultima partita di Lorenzo Schoonbaert. Lorenzo Schoonbaert non è un calciatore, ma un appassionato di questo sport, malato di tumore: per assistere alla partita del Bruges di domenica 1 marzo con la figlioletta Dina ha rimandato la data della sua eutanasia.

LA MORTE PUO’ ASPETTARE – Lorenzo, 41 anni, malato terminale da oltre vent’anni, con alle spalle quasi quaranta operazioni per scacciare il male che l’ha colpito, ha desistito. Però, prima di morire, ha deciso di spostare la data della sua eutanasia per andare allo stadio con la figlia Dina, di sette anni: «Vorrei vedere la mia squadra vincere un’ultima partita, poi me ne andrò in pace». I medici non hanno avuto nulla in contrario nel ritardare di qualche giorno la pratica, che in Belgio è legale.

 

Così, domenica 1° marzo si è recato allo stadio Jan Breydel e, mano nella mano con la figlia, ha fischiato il calcio d’inizio della partita tra il Bruges, la sua squadra del cuore e il Moeskroen. Poi si è seduto in tribuna insieme alla figlia per godersi la partita di pallone. Ma prima del calcio d’inizio più di ventimila persone e l’intera squadra del Club Brugge hanno urlato a squarciagola «You’ll Never Walk Alone, Lorenzo», a cui è seguito un applauso lunghissimo, durante il quale tutto lo stadio si è alzato in piedi per omaggiare il coraggio di questo giovane uomo.

Il Bruges ha vinto sugli avversari per 3-0, e Lorenzo Schoonbaert ha commentato: «Sono contento come non mai, questo sarà uno splendido ricordo per mia figlia: se lo porterà dentro per tutta la vita. Il mio ultimo sogno è diventato realtà: ora potrò festeggiare in Paradiso».

 

LORRE E’ MORTO - Nella notte di martedì 3 marzo, la famiglia di Lorenzo, Lorre per gli amici, ha annunciato su Facebook che all’uomo era stata praticata l’iniezione mortale: «Come ha detto lui stesso, ora dobbiamo guardare in alto e cercare una stella che luccica: quella è Lorre». Lorenzo, invece, ha lasciato una lunga lettera alla figlia, alla moglie, ai parenti e agli amici, che termina con un ringraziamento speciale per la sua squadra del cuore, «Grazie a tutti i tifosi del Club per l’indimenticabile standing ovation che mi avete dedicato. I’LL NEVER WALK ALONE».

Mariangela Campo

@MariCampo81

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