Londra, le discoteche gay boicottano la vodka russa

Il fronte dell'omofobia non conosce limiti. La Russia è, purtroppo, maestra in tal senso

Londra – Un boicottaggio vero e proprio, per ragioni politiche e di protesta. Così, numerose discoteche gay nel panorama dell’intrattenimento londinese hanno deciso di mettere al bando dai propri banconi la vodka russa, per protesta contro l’approvazione di diverse leggi liberticide nei confronti della comunità omosessuale russa.

La repressione dei diritti dei gay, il divieto di manifestare in pubblico o addirittura parlare dell’esistenza degli omosessuali, è oggetto di questa lodevole iniziativa, firmata e portata avanti dal gruppo G-A-Y, che gestisce la nota discoteca Heaven, il quale ha pubblicato un comunicato stampa per spiegare e giustificare il boicottaggio verso il noto superalcolico.

«Mentre altri paesi avanzano sui diritti omosessuali, la Russia recede. Per questo, è importante essere solidali (agli omosessuali russi, n.d.r.) in questi tempi così difficili». Queste le parole di Jeremy Joseph, presidente e fondatore del gruppo d’azione britannico, al quale si sono accodati anche altri locali molto noti, con le stesse identiche motivazioni.

The Shadow Lounge – il primo club omosessuale d’Europa – Compton’s e Manbar, nel quartiere di Soho, hanno così ascoltato le parole dello scrittore statunitense Dan Savage, che in un appello pubblicato la scorsa settimana aveva invitato tutti i bar omosessuali a «lasciar perdere Stoli (la vodka Stolichnaya) e la vodka russa», per ritorsione contro il «pogrom anti-omosessuale di Putin». «Un appello grandemente propagatosi dentro la comunità gay internazionale», ha affermato Christopher Amos, proprietario del Manbar.

Una reazione ufficiale è però arrivata dalla stessa ditta Stolichnaya, che, attraverso il suo direttore generale Val Mendelev, ha condannato «i terribili atti commessi dal governo russo» verso la comunità gay, e ha ribadito di «essere da sempre, e continuare ad esserlo, un fervente sostenitore della comunità LGBT». La Stolichnaya, peraltro, è russa solo nel nome e nella preparazione, ma non è controllata dal governo di Mosca, e la sua sede è fissata in Lussemburgo.

La Russia continua però ad essere al centro dello sdegno internazionale, e il prossimo 10 agosto migliaia di manifestanti dovrebbero manifestare davanti l’ambasciata a Londra, richiamate da una petizione lanciata attraverso Facebook. Boicottaggi e protesta civile, in risposta all’ignoranza e alla baldanza di un leader politico che pretende di incarnare una falsa verità.

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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