Londra: il Big Ben è inclinato e Westminster sprofonda? Mettiamoli in vendita

Una veduta dal Tamigi di Westminster e del Big Ben (friendlyrentals.com)

A mali estremi estremi rimedi. Molto estremi. Se in Italia c’è chi ancora lotta (giustamente) per farsi restituire la Gioconda dai francesi, in Inghilterra c’è chi pensa di vendere il Big Ben e Westminster per salvarli dall’ingloriosa fine che il tempo sta riservando loro.

La torre dell’orologio di Londra, infatti, si sta pericolosamente inclinando sotto il peso degli anni. Di 0,26 gradi a nord ovest per la precisione – a causa della metropolitana – come hanno scoperto solo di recente, quando il problema era già visibile da tempo a occhio nudo, i tecnici chiamati in causa dall’Autorità per i trasporti londinese. La struttura ha spento da 3 anni la 150esima candelina e da altrettanto tempo sopporta il gravoso peso di 13,5 tonnellate del solo blocco campanario.

Non se la passa meglio il palazzo di Westminster, sede del parlamento di Sua Maestà. La struttura sta lentamente sprofondando nel Tamigi ed è quotidianamente a rischio black out o di esplosione, a causa della presenza soprattutto di alcune caldaia antecedenti alla Seconda guerra mondiale, la cui manutenzione è pressoché impossibile. Nel palazzo, tra l’altro, sono presenti elevatissime quantità di amianto.

Il costo dei restauri del Big Ben e di Westminster graverebbe sui contribuenti per un miliardo di sterline, cioè lo stesso valore dell’intero complesso. Una spesa illogica, che ha portato in molti ad optare per una proposta provocatoria: vendere tutto e costruire una nuova sede per il Parlamento, i cui costi siano inferiori al valore del complesso venduto.

Tra i molti è spiccata la voce di John Berkow, speaker della Camera dei Comuni, che ha suggerito di vendere il complesso ed affidarlo alla gestione di imprenditori russi o cinesi che già avrebbero manifestato il loro interesse. Per oggi è stata convocata una riunione della Commissione Camera dei comuni che sarà presieduta dallo stesso da Berkow.

Nell’incontro verranno illustrati i problemi che il complesso potrebbe trovarsi ad affrontare nei prossimi anni. E, nonostante tutti i londinesi rifiutino sdegnosamente l’idea di privarsi del possesso del proprio simbolo, l’ipotesi di vendere il Big Ben e Westminster si farà probabilmente largo. Altro che Totò e la Fontana di Trevi.

Francesco Guarino

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