Lo scaffale dimenticato: Il ponte sulla Drina di Ivo Andric

Vigoroso, potente, maestoso, imponente. Tutti aggettivi perfetti per descrivere un romanzo come Il ponte sulla Drina, autentico capolavoro scritto da Ivo Andrić tra il 1942 e il 1943, e pubblicato nel 1945, pochi mesi dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. In questo romanzo Andrić è riuscito nell’impresa di raccontare quattro secoli di vicende sia individuali che collettive di un paese come la Bosnia, una nazione la cui storia è sempre stata una complessa mescola di religioni ed etnie, nonché teatro di numerosissime battaglie e terreno di conquista per molti imperi.

Il vero protagonista del romanzo è il Ponte Mehmed Paša Sokolović, situato nella cittadina di Višegrad, una località immersa nella Bosnia orientale vicino al confine con la Serbia. Eretto alla fine del sedicesimo secolo su volontà del gran visir Mehmed Paša Sokolović e grazie alla maestria dell’architetto Mimar Koca Sinan, il ponte sul fiume Drina diviene simbolo della stessa città, e grazie ad esso la località diventa un importante snodo commerciale, nonché punto strategico nei collegamenti all’interno dei Balcani.

Andrić ha vissuto parte della sua infanzia nella stessa Višegrad, e pertanto conosce bene il valore simbolico del ponte. Attorno ad esso si muove tutta la vita economica e sociale della città, e le esistenze di numerosissimi personaggi si intrecciano alle vicende storiche dell’intera nazione: la dominazione turca lascia posto a quella austriaca, fino all’avvento della Prima Guerra Mondiale. Generazioni di uomini, più o meno importanti nell’economia generale della trama, si susseguono, e la stessa Višegrad cambia forma e aspetto, ampliandosi e modernizzandosi. Ma il ponte rimane sempre al suo posto, maestoso, affascinante e imperituro.

Ivo Andric

Un romanzo granitico e roccioso, come il ponte stesso. Con una prosa lenta ma assolutamente maestosa e coinvolgente, Andrić è in grado di raccontare le vite, le storie e gli aneddoti dei numerosi personaggi senza disorientare il lettore, che non avrà difficoltà a seguire l’intreccio, sempre ben definito e mai eccessivamente intricato, nonostante il romanzo sia abbastanza esteso.

Un libro fondamentale per capire la Bosnia stessa e il suo sviluppo fino ai giorni nostri: questa nazione è il collegamento, il “ponte”, tra la cultura orientale di religione musulmana e la cultura occidentale di religione cristiana, e non a caso le insanguinate guerre jugoslave degli anni’90 hanno avuto come maggiore campo di battaglia proprio le città e le colline della Bosnia.

Il ponte sulla Drina è senza dubbio uno dei romanzi fondamentali del ‘900, e il libro che ha fatto meritatamente guadagnare al suo autore il premio Nobel, «per la forza epica con cui ha tracciato e rappresentato i destini umani concernenti la storia del suo paese»: una definizione quanto mai azzeccata per riassumere il risultato ottenuto da Andrić con questo romanzo, un lungo e maestoso viaggio di quattro secoli in grado di portare sul piano dell’universalità la vita quotidiana di una tranquilla cittadina della Bosnia, il cui ponte, autentico protagonista del libro, diventa l’emblema della nazione stessa attraverso i secoli.

Alberto Staiz

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