Lo scaffale dimenticato. Bianca come il latte, rossa come il sangue

"Bianca come il latte rossa come il sangue" di Alessandro D'Avenia - la copertina del libro

"Bianca come il latte rossa come il sangue" di Alessandro D'Avenia - la copertina del libro

Bianca come il latte, rossa come il sangue è un romanzo di Alessandro D’Avenia del 2010, edito da Mondadori. Un bestseller al quale si ispira anche un film, presto in uscita al cinema con la regia di Giacomo Campiotti, che vede come protagonisti Luca Argentero nei panni del professore che aiuterà Leo – interpretato invece da Filippo Scicchitano – e Aurora Ruffino, già apprezzata nella trasposizione sul grande schermo di un altro successo editoriale, La solitudine dei numeri primi. La pellicola, come appunto il libro, è ambientata a Torino nella sede del liceo Cavour.

Il protagonista è Leo, un ragazzo sedicenne che vive la sua esistenza scandita dalla musica del suo i-pod, tra le scorribande con gli amici e il calcetto, ma con una passione più matura e profonda per la sua giovane età: Beatrice, una sua compagna di liceo. La scuola è un incubo e i professori una razza che sarebbe meglio mandare in estinzione, ma proprio l’incontro con un giovane insegnante, un po’ sopra le righe, che Leo chiama il “sognatore” lo cambia profondamente.

Leo, come tutti i ragazzi della sua età, pensa di avere la vita in pugno, che niente possa scalfirlo, ma non sa ancora che le cose cambiano, a volte, in maniera inevitabile. Il bianco sinonimo di assenza, privazione, è un nemico che Leo si trova a fronteggiare, spinto dal rosso: l’amore, il colore dei capelli della sua amata, la vita, la passione, il sangue che scorre nelle vene.  Il sogno di Leo è Beatrice, la sua realizzazione è una storia d’amore con la sua amata, ma lei ancora non lo sa. Il protagonista affida i suoi timori all’amica fidata Silvia, innamorata di lui da sempre, ma lui non se n’è ancora accorto e cerca in lei un’alleata per riuscire ad avvicinarsi a Beatrice. Il povero ragazzo deve, però, scendere presto dalla sua nuvola di sogni e speranze per fronteggiare un male terribile che lo metterà davanti ad una verità crudele: Beatrice è ammalata di leucemia.

Questo duro impatto con la realtà incute in Leo molta angoscia e un grande senso di impotenza: «Il mio sogno è come quegli aquiloni che costruivo con papà quando ero piccolo. Mesi di preparazione e poi non volavano mai. Solo una volta un aquilone rosso e bianco aveva preso il volo, ma il vento tirava così forte che il filo mi tagliava la mano e lo avevo lasciato fuggire via per il dolore. Beatrice sta volando via così, trascinata dal vento. Provo a trattenerla, ma il dolore del laccio che la lega al mio cuore è sempre più forte…». Non basterà il semplice sentimento per riuscire a intraprendere questo cammino, Leo cresce, sanguina e viene accompagnato dal prof. “Sognatore” che lo aiuta a guardarsi dentro e a reagire alla vita e alle sue sfide.

«Proprio quando ci sentiamo più poveri la vita, come una madre, sta cucendo per noi il vestito più bello». Una verità che Leo impara a sue spese, ma che nel lungo percorso che vive, gli permette di guardare la vita da un’altra prospettiva.

Alessandro D'Avenia

Il romanzo, dunque, può sembrare dalle prime pagine una storia per ragazzi, ma in realtà ha molto da insegnare agli adulti, narrando con toni delicati, forse ingenui, la drammaticità della situazione che Beatrice affronta con consapevolezza e lucida  razionalità: «Non bisogna avere paura delle parole. Questo è quello che ho imparato con la malattia. Le cose bisogna chiamarle con il loro nome, senza paura. Anche se quella parola è morte. Io non ho più paura delle parole, perché non ho più paura della verità. Quando c’è in ballo la tua vita non ne puoi più di giri di parole».

Rifacendosi agli esempi di letteratura classica, a primo impatto si richiama il Bildungsroman, dove l’autore accompagna il protagonista nel suo percorso di maturità e formazione, ma D’Avenia ha voluto scavare nell’intimo, non fermarsi alla semplice demagogia, ricorrendo ad un modo narrativo fresco e spontaneo, a volte anche scanzonato, come se il romanzo fosse scritto dagli stessi personaggi.

L’adolescenza viene rivisitata e diventa una stagione del cuore, più che una fase della vita. Non c’è da aspettarsi, quindi, il solito romanzo con consigli e istruzioni per l’uso, ma una storia “vera” che vuole entrare nelle pieghe dell’anima e far rivivere al lettore un’età, più o meno lontana, ma sempre presente per chi vede la realtà da una prospettiva diversa.

Mariateresa Scionti

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews