Lo scaffale dimenticato

Michael Connelly, “La memoria del topo”, traduzione di Gianni Montanari, collana Mini Pocket, Piemme , 2002

di Adriano Ferrarato

Copertina

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Il morto, disposto con la testa in avanti, non aveva lasciato segni del suo passaggio. Era impensabile. Sia che ci fosse entrato di sua iniziativa, sia che fosse stato trascinato dentro avrebbe dovuto esserci qualcosa a indicare come si erano svolti i fatti. Invece non c’era niente, e quella mancanza era solo la prima della cose che turbavano Bosch”.

Harry Bosch, il detective più amato dal suo creatore e scrittore Michael Connelly, fa la sua prima comparsa in questa bellissima indagine uscita per la prima volta nel 1992 con il titolo originale di “The Black Echo”, in cui si trova a far luce su un caso all’apparenza fin troppo facile.

Siamo infatti ad Hollywood e l’agente investigativo riceve una chiamata notturna: è stato ritrovato un cadavere all’interno di una tubatura vicino la diga del Mullholland. La vittima presenta tutti gli elementi tipici della morte per overdose: siringa ancora piantata nel braccio, corpo riverso e viso rivolto verso l’alto. Per i tecnici della scientifica non ci sono dubbi ad etichettare il caso come morte per una dose eccessiva di droga. Ma per Bosch, appena arrivato sulla scena del crimine, le cose non stanno assolutamente così: un misterioso tatuaggio trovato sul corpo della vittima riapre di colpo l’indagine svelando un pericoloso complotto che potrebbe far tremare l’intera città.

Estremamente ricco fin dalle prime pagine di elementi ricorrenti nell’arco dei successivi thriller ideati dall’ex giornalista di cronaca nera del “Los Angeles Times”, “La memoria del topo” presenta in pochi attimi il poliziotto indagatore, dipingendolo come un uomo solitario spesso in lotta, più che con i criminali, contro il sistema giudiziario e americano, in particolare nei confronti della sezione della polizia all’interno della quale lavora, inefficiente e troppo spesso corruttibile. Assiduo bevitore e fumatore, pensa soprattutto con la sua testa e mai si lascia influenzare dagli altri.

Lo scrittore Michael Connelly

Lo scrittore Michael Connelly

Compaiono inoltre immediatamente numerosi personaggi che Hieronymus (questo il suo nome completo, una dedica al grande pittore del “Trittico del Giardino delle Delizie” che Connelly inserisce bizzarramente in tutti i suoi racconti) incontrerà durante i numerosi incarichi ai quali sarà chiamato a fare chiarezza: il collega di colore Jerry Edgar, la sua superiore Kizmin Rider, l’amata Eleanor Wish. E molti punti sul passato, oscuro e pieno di violenza, del protagonista, come la brutale esperienza da “topo di galleria” nella guerra del Vietnam.

Di età non particolarmente giovane e in ricerca perenne della verità, qualunque essa sia, scandalosa o no, Bosch è pronto a prendersela con chiunque ostacoli il suo lavoro, confondendosi molto spesso anche fra i cattivi, ma arrivando sempre alla soluzione del caso in un modo o nell’altro. E come la penna del suo scrittore è riuscito a fare, fin da questo suo esordio, dei finali veramente sorprendenti.

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