Live report – Samuele Bersani, Auditorium Conciliazione di Roma

Samuele Bersani
Ieri sera Samuele Bersani ha incantato Roma con il suo Nuvola Numero Nove Tour, un concerto intenso e ricco di emozioni. La musica di Bersani richiede forse un apparato musicale più consono, in grado di sostenere tutta la poesia e l’intensità di uno degli autori migliori che l’Italia ha avuto e continua ad avere. La bravura dei musicisti che accompagnano Samuele in questo tour è indiscutibile ma in alcuni passaggi non è sufficiente. Questa è l’unica, piccola, cosa che non ci è piaciuta e la diciamo subito per non parlarne più.

L’ARTE PURA E LA TAMARRATA –
L’inizio del concerto è coinvolgente ed entusiasmante: Complimenti, Cattiva e Psyco indicano subito la strada, non sarà un concerto noioso. E, infatti, è così, non può essere un concerto noioso perché Bersani non è noioso, è schietto, sincero, franco. Parla al pubblico come se parlasse a un suo amico, scende dal palco, canta insieme con lui. Vive la gente. Sulle note di En e Xanax (che Bersani ha fatto ascoltare al pubblico piano e voce, come la sera in cui è nata, per celebrarne l’anniversario) l’emozione è palpabile, il pubblico vorrebbe cantare ma non può. La voce di Samuele e la bellezza di un testo che in pochi possono riuscire a comprendere nel profondo creano quel piccolo ma necessario distacco tra l’opera d’arte e chi la osserva o l’ascolta, quel piccolo distacco che sa di ammirazione, di riconoscimento, di rispetto. Finito il pezzo però, l’umilissimo Bersani torna a terra e chiede al pubblico una ‘tamarrata’: su le mani, come nei vecchi concerti, tutti le dondolano a ritmo dell’inciso.

IL PRINCIPIO DELL’ALTERNANZA – Seguendo il principio dell’alternanza Bersani fa sfilare una canzone del nuovo album e una tra le sue storiche, così dopo Chiamami Napoleone è la volta dell’intensissima Il Pescatore di asterischi. Il pubblico, variegato per età, viene coinvolto attivamente: Bersani scende in platea con il suo quaderno pieno di testi e chiede a qualcuno del pubblico di reggerlo mentre canta Spaccacuore. Tra le nuove Settimo cielo, Ultima chance, Il re muore e poi le amatissime Freak e Coccodrilli, con un un’interessante nuovo arrangiamento. Seguono Replay e Le mie parole. Arrivati quasi alla fine del concerto Bersani redarguisce il pubblico:«da questo tour sarà estratto un disco live quindi vi chiedo di stare molto attenti nel cantare il ritornello della prossima canzone: potrei ma non voglio e non vorrei ma non posso», Bersani trascina il pubblico sulle note di Giudizi Universali.

UN CONCERTO ‘QUASI’ PERFETTO – Il concerto si chiude con un piccolo imprevisto. Dopo essere uscito e poi rientrato Bersani annuncia Chicco e Spillo, ma il pubblico in sala chiede a gran voce Desiree, tratta dal suo ultimo album. Bersani li accontenta, anche se spiega che il pezzo è molto difficile da cantare per  via della strofa ma lo fa, sostenuto dai suoi bravissimi musicisti. Chiusura effettiva con Chicco e Spillo, il pubblico in piedi applaude il cantautore bolognese. Il concerto è finito: un bel concerto, non perfetto, forse, ma ricco di emozioni e di vita, di considerazioni e spunti di riflessione. Un concerto indimenticabile come indimenticabile è Samuele che passeggiando tra il pubblico saluta, chiamandoli per nome, uno a uno,i suoi fans.

La scaletta del concerto: 

Complimenti
Cattiva
Psyco
En e Xanax
Chiamami Napoleone
Il pescatore di asterischi
Spaccacuore
Reazione umana
Replay
Le mie parole
Settimo cielo
Ultima chance
Occhiali rotti
Freak
Coccodrilli
Chiedimi se sono felice
Un pallone
Il re muore
Giudizi universali
(Desiree)
Chicco e Spillo

Serena Prati
@Se_Prati 

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Una risposta a Live report – Samuele Bersani, Auditorium Conciliazione di Roma

  1. avatar
    Stefy 12/05/2014 a 13:46

    Tra Roma e Samuele Bersani c’è feeling.

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