Live At The Cellar Door: il retaggio di Neil Young che sfiora l’anima

live at the cellar door

La copertina di Live at The Cellar Door (drfunkenberry.com)

Il leggendario Neil Young, una delle illustri punte di diamante del rock canadese, ha pubblicato recentemente Live At The Cellar Door, un disco dal vivo che colleziona le esibizioni più significative estrapolate dalle registrazioni dei concerti del 1970.

LIVE AT THE CELLAR DOOR E LA REPRISE RECORDS - Live At The Cellar Door è stato prodotto dalla Reprise Records, storica etichetta fondata da Frank Sinatra che ha promosso i migliori dischi del cantautore folk rock.

Nel circolo della celebre etichetta discografica hanno confluito numerosi artisti alternativi del calibro di Joni Mitchell, fantastica cantante e artista poliedrica, amica e connazionale di Neil Young la quale, similarmente al destino del cantautore, ha avviato la propria folgorante carriera suonando nei coffee shops di nicchia, quei piccoli locali in cui, negli anni sessanta, il folk iniziava con forza a prendere nel mondo della musica.

UN BUON LIVE ALBUM PER CHIUDERE IL 2013 - La lunga storia artistica di Neil Young, traviata dall’incombenza delle più svariate difficoltà che spaziano dai malanni personali e familiari alla tossicodipendenza, evoca, con il nuovo live album, il periodo d’oro del poeta country rock, chiudendo in bellezza un anno che musicalmente non ha sprigionato stupefacenti sorprese.

I PEZZI HOT DELLE ORIGINI – Vanto di un popolo che decanta fra i suoi figli artisti del calibro di Joni Mitchell, Brian Adams, Leonard Cohen o i formidabili Rush, Neil Young si destreggia in acustico nei suoi brani più celebri degli esordi, connotati da una forte aura folk, da uno spirito intimistico, romantico e socialmente impegnato. La lotta al razzismo nei confronti degli afroamericani, l’appoggio ai movimenti ambientalisti e l’elogio alla tradizione, restano punti fermi nella peculiarità compositiva di Neil Young, a tal punto da accompagnarlo costantemente durante il suo lungo cammino discografico che annovera ben trentaquattro album studio, pubblicati nell’arco di circa quarant’anni.

I TREDICI BRANI DEL LIVE - Live At The Cellar Door racchiude tredici tracce composte durante la fine degli anni sessanta, alcune delle quali appartengono al felice ma breve periodo di splendore dei Buffalo Springfield, prima formazione importante di Young nella quale entra durante i suoi iniziali anni di permanenza a Los Angeles.  Neil Young apre le danze con un timido «Hi folks» per poi colpire dritto al cuore con Tell My Why, un brano alla ricerca di se stessi pubblicato nel fortunato After The Gold Rush del 1970, capolavoro proposto da solista, da poco avvicinatosi al super gruppo folk rock Crosby, Stills and Nash con il quale collabora dal 1969.

AFTER THE GOLD RUSH - Dal passionale e soave After The Gold Rush, padre di quella Southern Man che ha fatto scalpore per la sua cocente critica alla discriminazione razziale sudista e considerato uno dei più grandi dischi della storia del rock, vengono reinterpretati altri quattro brani. Only Love Can Break Your Heart, successo sempreverde di Young, stupisce ogni volta con la sua docile ma imperniante poesia. A seguire, il masterpiece omonimo al disco After The Gold Rush vede il cantautore dilettarsi in un piano solo che sorvola il mondo terrestre per sfiorare una dimensione in cui i sogni detengono il potere. Dal 1969 e con alcuni intervalli, Neil Young si è affiancato ai Crazy Horse, spumeggiante band che lo ha supportato anche durante il suo recente live romano presso l’Ippodromo Capannelle.

Sempre seduto al piano, Neil Young regala al pubblico una Birds malinconica che narra di un amore finito con una recondita nostalgia che brucia l’anima. Dal genuino sapore folk, la magica Don’t let It Bring You Down dipinge attimi tragici dell’esistenza umana, invocando il coraggio inarrestabile di superare le avversità.

EVERYBODY KNOWS THIS IS NOWHERE - Dal precedente Everybody Knows This is Nowhere del 1969, la canzone d’amore Cinnamon Girl descrive le fattezze della ragazza ideale condendo la melodia con i classici spunti armonici alla Young. Il brano, assieme all’epica Down By The River che nasconde un’intricata e controversa storia di omicidio passionale, riesuma egregiamente il secondo album solista del rocker. I due brani trasognati del disco che ha partorito la stellare Cowgirl in The Sand, sono stati composti dal cantautore durante un suo delirio causato da una febbre altissima.

IL BLUES ROCK DI ON THE BEACH - See The Sky About To Rain è una superba ode alla natura e alla vita, pubblicato in On The Beach del 1974, disco maturo dalla forte indole blues rock che vanta capolavori del genere come Walk On, Revolution Blues o il toccante brano country Ambulance Blues.

Live At The Cellar Door

Neil Young in un’esibizione live del 1970 (wolfgangsvault.com)

CON I BUFFALO SPRINGFIELD - Dalla proficua collaborazione con i Buffalo Springfield, Live At The Cellar Door colleziona tre brani caratteristici della formidabile band. Expecting to fly scruta le ragioni dell’amore con una profondità insuperabile, interpretata con mestizia da Neil young al piano. Il brano, composto nel 1967 durante il periodo di permanenza nella line up dei Buffalo Springfield, è ricordato nella versione originale come investito di un sapore onirico e sperimentale, la cui melodia è condotta da un gioco di voci impressionante e da un sound trascendentale.

I Am a Child è un richiamo all’innocenza infantile che ricerca curiosa i segreti dell’esistenza, la cui versione studio è condita da un ritmo più serrato e dalle sfumature country, trasformato nel live in una ballata serena e ammaliante. Live At The Cellar Door chiude con Flying on The Ground in Wrong risalente al primo disco dei Buffalo Springfield del 1966, il cui arrangiamento studio svela un forte legame con l’ondata rockabilly del decennio precedente. Nella conclusione del live, Neil Young eleva la canzone dal suo rock’n’roll alla vecchia maniera per vestirsi di una dolcezza che con classe conquista i cuori del pubblico in delirio.

UN DISCO PER L’ANIMA - Live At The Cellar Door è un album che regala magici attimi, provenienti dal pesante retaggio di un artista che ha superato i quarant’anni di carriera ponendosi sempre con umiltà e finezza sulla vetta del rock internazionale. Un live che offre pura emozione, lasciando alle spalle inutili fronzoli, rapendo l’anima dell’ascoltatore per trasferirla in un viaggio infinito verso la beatitudine dello spirito.

Foto preview: trovegeneral.com

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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