L’Italia vera? E’ al Palazzo delle Esposizioni di Roma

La locandina della rassegna (www.palazzoesposizioni.it)

Roma -Nell’anno delle celebrazioni unitarie, il Paese pullula di eventi ed iniziative il cui scopo è indagare come e con quali dinamiche si sia andata costruendo l’identità nazionale, soprattutto dopo il 1861.

A Roma, al Palazzo delle Esposizioni, in questa direzione si è mossa la recentemente conclusa rassegna cinematografiche sul Risorgimento, e allo stesso modo proseguirà quella che si è aperta ieri sera, martedì 22 marzo, focalizzata sulla storia più recente: abbandonato il XIX secolo la nuova serie di documentariL’Italia vera – guarda tutta al Novecento.

Protagoniste d’eccezione sono ancora le immagini, quelle in movimento che sul grande o sul piccolo schermo sono ormai alla base della nostra memoria collettiva, e soprattutto le immagini di documentari o lungometraggi-inchiesta di grandi autori che nell’ultimo cinquantennio hanno raccontato il mondo e la società italiana, le sue dinamiche, le sue trasformazioni, le svolte emozionali, i sentimenti, i problemi, i drammi.

Apertura ieri con Concerto italiano. Storia e storia dell’unità d’Italia di Italo Moscati: sulle note di immortali successi firmati da Gaber o De Andrè, scorrono filmati provenienti dagli archivi della Rai, specchio di un Paese e del sua complesso cammino ad ostacoli verso un sempre più radicato sentimento di unità. Ancora sul ‘saccheggio’ dei materiali raccolti nei depositi della tv di Stato si basa il film in programma questa sera, 23 marzo, alle 21: 1960 di Gabriele Salvatores, narrazione del fenomeno del boom economico e del suo lato più drammatico, l’emigrazione dal Sud al Nord.

Tema emigrazione anche nei docu-film di venerdì 25 (ore 21) e sabato 26 marzo (ore 18,30). Nel primo caso sarà Rocco Giurato con Testimonianze su emigrazione. Il nostro cinema a ripercorrere mezzo secolo di cinematografia nazionale, da Carlo Lizzani a Pasquale Squitieri, analizzando i modi in cui l’esodo di massa delle popolazioni del Mezzogiorno è stato restituito dalla cinepresa di grandi cineasti. Il secondo tocca invece la questione fino ai suoi esiti più contemporanei: Sotto il Celio azzurro di Edoardo Winspeare parla delle famiglie immigrate nel nostro Paese da zone esterne all’Unione Europea, approfondendo soprattutto il fattore integrazione che si realizza ‘miracolosamente’ tra i bambini italiani e stranieri che frequentano lo stesso asilo romano.

Ci sarà anche tanta musica in questa rassegna.

La locandina del film di Piergiorgio Gay (www.palazzoesposizioni.it)

L’appuntamento di giovedì 24 è con Niente paura. Come siamo, come eravamo e le canzoni di Luciano Ligabue di Piergiorgio Gay: il cantautore emiliano presta non solo la sua arte musicale quale colonna sonora, ma anche la sua voce come narratore di storie, quelle di gente comune o di volti noti del mondo della cultura (Roberto Saviano), della politica (Stefano Rodotà) e dello spettacolo (Carlo Verdone).

Sabato 26 marzo alle 21, le canzoni protagoniste saranno invece quelle dello Zecchino d’Oro, Il Valzer dello Zecchino. Viaggio in Italia a tre tempi di Vito Palmieri. Nelle storie di tre bimbi finalisti della nota manifestazione canora si condensano tre esperienze diverse, addirittura opposte, per origine e status sociale.

La locandina del docu-film di Pasolini (www.radiocinema.it)

Chiusura della rassegna domenica 27, con due proiezioni legate tra loro da un sottile filo rosso. Alle 18,30 Comizi d’amore di Pier Paolo Pasolini, documentario che il regista e poeta bolognese realizzò tra 1963 e 1965 incentrato sul rapporto degli italiani con la sessualità, la morale, il sentimento amoroso. Alle 21 La stagione dell’amore di Antonio e Lorenzo Scurati, un aggiornamento dell’indagine pasoliniana che evidenzia le profonde differenze dell’oggi rispetto ai primi anni Sessanta, ma anche le similitudini, ciò che non è affatto cambiato nel modo in cui uomini e donne ancora vivono e raccontano la propria intimità.

Domenica prossima, al termine di questa intensa serie di appuntamenti, ognuno di noi potrà forse dare una risposta, personalissima, alla domanda che proprio Pasolini si poneva a margine del suo docu-film: “Qual è l’Italia vera? Quella che si vede nella mia inchiesta o quella che non si vede?”.

O formulare un nuovo interrogativo. Qual’è l’Italia vera? Quella che si vede nella nostra televisione, che si riconosce nella nostra classe dirigente, o quella che non si vede?

Laura Dabbene

L’Italia vera. Documentari

Palazzo Delle Esposizioni – Sala Cinema – via Milano 9A, Roma – tel. 06 39967500
INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI – Possibilità di prenotazione per i  possessori della membership card

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