L’Italia gioca, l’Uruguay segna: 0-1, decide Fernandez

ROMA – Partita per nulla amichevole quella disputata questa sera allo Stadio Olimpico di Roma di fronte ad un ottima cornice di pubblico, dove l’Uruguay si è imposto per 1-0 sulla squadra di Cesare Prandelli.

Cesare Prandelli (igossip.it)

L’Italia si schiera con un 4-3-1-2 composto da: Buffon; Balzaretti, Chiellini, Ranocchia, Maggio; Pirlo, De Rossi, Marchisio; Montolivo; Balotelli, Osvaldo. L’Uruguay risponde con un classico 4-4-2: Muslera; Caceres, Lugano, Godin, Pereira A; Pereira M, Perez, Rios, Rodriguez; Fernandez e Cavani. Arbitra il portoghese Gomes. Da segnalare tra le file dei campioni del Sudamerica, le pesanti assenze di Forlan e Suarez, stelle dell’Inter e del Liverpool, alle prese con infortuni muscolari. Presente invece il bomber del Napoli, Edison Cavani.

Gli Azzurri partono forte, con il giallorosso Osvaldo ben imbeccato da Balotelli,  ma il tiro è troppo centrale e ben controllato da Muslera. Passano pochissimi minuti e l’Uruguay si porta già in vantaggio: Caceres ( vecchia conoscenza del calcio italiano, poco fortunata l’esperienza alla Juventus) deposita in mezzo all’area un pallone rasoterra sul quale si avventa Fernandez, lasciato solissimo dalla retroguardia azzurra: Buffon non può nulla sulla conclusione del centravanti del Malaga.

Gli uomini di Oscar Tabarez si chiudono immediatamente dopo la rete, disegnando quello che sarà il copione di tutta la gara: tanto pressing da parte dei sudamericani, con l’Italia che gestisce il gioco per tutta la durata del match. Al settimo minuto ci prova Montolivo, ma il tiro è troppo centrale e debole. Balotelli (grande partita la sua) svaria tanto alle spalle di Osvaldo, e cerca a più riprese la conclusione, ma non è fortunato: al 17esimo grande conclusione da parte della stella del Manchester City e l’ex portiere della Lazio contiene il tiro, molto forte ma poco angolato.

Gli azzurri giocano  bene, con tocchi di prima e verticalizzazioni improvvise, ma l’Uruguay innalza la linea Maginot impedendo a Marchisio e compagni di tentare la soluzione facile. Il match diventa molto duro, con gli ospiti che non si risparmiano su nessun pallone.  Inizia una girandola di cartellini gialli: prima Pereira e poi Lugano (saranno 7 gli ammoniti totali)  finiscono sul taccuino del fischietto portoghese.

Al 34esimo Osvaldo svetta su un corner di Pirlo, ma il pallone finisce di poco a lato del palo. Trattamento speciale per Super Mario, che ad ogni pallone toccato subisce i contrasti (spesso al limite del regolamento)  della difesa avversaria.  Ma proprio l’ex interista si rende pericoloso al 38esimo, con un bel tiro spalle alla porta, e  un minuto dopo, con un colpo di testa troppo alto.

Nella ripresa Prandelli sostituisce Montolivo con Pepe, passando ad un più offensivo 4-3-3. C’è tempo anche per un piccolo mistero legato alla divisa di Balotelli: i magazzinieri gli hanno consegnato per errore la vecchia maglia della nazionale durante l’intervallo, e dopo pochi minuti si rende necessaria la sostituzione della casacca. Al settimo minuto del secondo tempo si vede finalmente l’Uruguay, con un timido colpo di testa di Cavani, ben controllato da capitan Buffon.

Una grande azione corale porta Pepe alla conclusione al decimo minuto: l’assist di Maggio incontra il destro dello Juventino, che piazza il pallone sul primo palo, ma l’intervento di Muslera è strepitoso, che si salva in angolo. Al ventesimo c’è spazio per Alessandro Matri, che prende il posto di un inconsistente Osvaldo. I sudamericani schierano 10 uomini dietro la linea del pallone (eccezionali le prestazioni del mediano Rios e del terzino Pereira) e  la partita si addormenta.  Ma alla mezz’ora  Balzaretti in proiezione offensiva impegna Muslera con un tiro smorzato che diventa angolatissimo: colpo di reni dell’estremo e palla in angolo.

L’Italia meriterebbe il pareggio, e sul conseguente angolo Cavani rischia l’autogol spazzando male la sfera. Tanti ammonti, ben 5 per la squadra di Tabarez, che al 33esimo resta in inferiorità numerica, complice il doppio giallo a Pereira. Prandelli vuole vincere, e manda in campo Pazzini per Montolivo: Italia a trazione offensivissima, ma che non riesce a creare reali pericoli alla porta uruguagia.  Ci prova il solito Balotelli, ma la staffilata da fuori area è troppo alta.

L’assalto finale azzuro non va a buon fine, e l’Uruguay esce dunque vittorioso dalla sfida dell’Olimpico. Cesare Prandelli fa i complimenti agli avversari: «Sono una grande squadra, il risultato è giusto». Si è vista un’Italia che ha saputo creare tanto gioco, e anche di ottima qualità, ma poche conclusioni a rete degne veramente di nota, complice l’atteggiamento ultra difensivo adottato da Lugano e compagni.

Francesco Colombo

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